Occhio non vede cuore non duole

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Un articolo apparso recentemente sul blog del celebre Robo Advisory americano Betterment  dimostra come l’eccessiva attenzione che gli investitori rivolgono al loro dossier titoli fa male.

Fa male al portafoglio (inteso come rendimento) e fa male al fisico (inteso come inutile stress). Noi ne abbiamo già parlato qui (I guardoni degli investimenti), ma dal post di Betterment emergono alcune interessanti considerazioni.

Questo fenomeno chiamato “myopic loss aversion” aumenta la percezione del rischio avvertita dal cliente all’aumentare dei login alla posizione titoli. Una eccessiva visione delle performance degli investimenti aumenta infatti la probabilità di andare a spulciare proprio nel momento in cui possono essere più intense le oscillazioni di valore del portafoglio. Nel breve termini è infatti normale vivere una fisiologica volatilità di mercato che a sua volta si riflette in smania di fare qualcosa da parte dell’investitore.

Questo tipo di atteggiamento determina così una performance comportamentale misurata dalla differenza tra ciò che avrei ottenuto stando fermo e ciò che invece è stato il risultato effettivo dell’operazione comprendendo le commissioni di negoziazione che non avrei sostenuto se appunto fossi rimasto fermo.

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Pillole di Esperienza Finanziaria

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Il blog di Lance Roberts è sempre fonte interessante a cui attingere. Nelle scorse settimane l’advisory americano ha pubblicato delle linee guida di investimento che racconta di aver appreso negli ultimi 30 anni di carriera. Ognuno potrà fare le considerazioni del caso ma ecco uno stralcio dell’elenco con a seguire i commenti del sottoscritto:

  • Investire non è una competizione. L’invidia è una brutta bestia e troppo spesso si fanno confronti con i risultati degli altri. Quando investiamo i nostri soldi non dobbiamo arrivare prima o dopo i nostri amici o colleghi di lavoro, dobbiamo centrare i nostri obiettivi, punto!
  • Le emozioni non devono trovare spazio quando si investono soldi. Se siete dei romantici o dei sognatori o pensate che lo vostre sensazioni creeranno valore, rischiate grandi delusioni e i vostri soldini hanno alte probabilità di cambiare padrone.
  • Le valutazioni di mercato sono degli indicatori di timing scadenti. No comment è corretto sia lato obbligazionario che azionario.
  • Fondamentali e dati economici guidano le decisioni di investimento di lungo periodo, la paura e l’euforia quelle di breve. Anche su questo poco da dire se non che dovete sforzarvi di capire che razza di investitore siete. Troppo pauroso? Troppo aggressivo? Siate onesti ed investite di conseguenza senza sforzarvi di essere diversi.

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La tentazione di mediare le perdite…sbagliate

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Diversi investitori pensano che le correzioni (meglio se profonde) dei mercati azionari vanno sfruttate sempre e comunque per aumentare l’esposizione a quel determinato tipo di investimento.

Vero se questo discorso lo fate per indici geografici ampiamente diversificati tipi Msci World, S&P500, Msci Emu, Msci Emerging Market. Falso se prendete questo evento di mercato come una buona scusa per caricare ulteriormente la molla su investimenti regionali o settoriali molto specifici. Avete sbagliato, non ammettete l’errore e andate a mediare la perdita. Passo falso clamoroso!

Ma come Archeowealth, non sei stato tu a dirci che se siamo giovani dobbiamo sperare in un bel crash di mercato?

Certo e lo riconfermo. Ma lo ripeto sempre, un conto è investire in modo diversificato e di buon senso, un conto è fare scommesse.

Ora vi faccio un esempio reale e recente.

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Venghino signori venghino!

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Nei giorni scorsi un tweet del blogger americano Ben Carlson   mi ha fatto tornare in mente Harry Dent, uno degli autori più profilici della letteratura finanziario-economica americana degli ultimi anni.  Prolifico, ma non altrettanto efficace ed ora vi spiego perchè.

Relegato in uno degli ultimi angoli delle libreria del sottoscritto, questo libro disponibile anche in italiano La grande depressione del XXI secolo è il concentrato perfetto di marketing e concetti di finanza talmente tanto alti da “prenderci sempre” e “non prenderci mai”. Quando si parla di demografia, grande deflazione, depressione secolare, beh in 100 anni forse ci prendi, ma la storia di Dent ci spiega ancora meglio che grande genio è stato questo autore (e che grandi polli i suoi lettori, me compreso).

Prima però un grafico che ho creato personalmente con la cronologia dei libri pubblicati da Den. I commenti sono superflui

dent Continua a leggere

Fregati, anno dopo anno

Oggi post breve ma che vuole essere un memo per chi inizia l’anno con propositi bellicosi. Il desiderio di partire alla grande con guadagni favolosi, arbitraggi sempre azzeccati con tanto di onda perfetta sul trend secolare che sta per partire, è un classico come buon proposito di inizio anno.

Poi nel giro di qualche settimana tutto va a naufragare, ma è innegabile come l’industria finanziaria e quella dei media hanno le loro colpe soffiando sul fuoco.

Nel 1940 il periodo medio di possesso di un’azione in America era 7 anni, oggi è di 1 mese!

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Tutto è più frenetico è vero, ma dietro questo c’è un’industria che guadagna se il cliente “muove” i soldi. E se il cliente muove i soldi vuole anche essere costantemente informato ed ecco che carta stampata e digitale appunto soffiano sul fuoco affinchè il movimento dei titoli finanziari sia continuo.

Se come ben sapete la finanza non è un gioco a somma zero, chiedetevi che senso ha per voi fare trading così frenetici se il vostro piano di investimento deve durare lustri o decenni. Tanto per rinfrescare la mente vi consiglio questo post. Continua a leggere

Come perdere denaro nel 2017

Il blog inglese Monevator pubblica da un paio di anni a questa parte post in cui “consiglia” come perdere denaro nel nuovo anno che arriva. Ovviamente un titolo che gioca sulle parole e che probabilmente attirerà meno i lettori alla ricerca del numero giusto sulla ruota dei mercati finanziari.

Ma se all’inizio di ogni anno troviamo oroscopi o consigli su come mangiare bene per il resto dell’anno, perché non stilare una lista dei comportamenti virtuosi in ambito di investimento?

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Estrapolando qualcosa da Monevator e aggiungendo qualcosa di nostro, vediamo dunque cosa evitare nell’anno appena iniziato per migliorare il benessere dei nostri investimenti:

  • Abbonarsi a siti internet smaccatamente negativi, pessimisti o ribassisti. Non è negare la realtà, è evitare di cadere nella trappola degli estremi (vi consiglierei di non abbonarvi nemmeno a quelli sempre ottimisti, ma ne vedo pochi in giro).
  • Acquistare libri dai titoli accattivanti. O troppo catastrofici (con parole tipo depressione, stagnazione, bolla, ecc…) oppure troppo tentatori (come diventare ricchi, soldi subito, arricchisciti come Buffett, ecc…).
  • Fare eccessiva movimentazione sul vostro deposito titoli. E’ ormai accertato da studi accademici che troppo trading nuoce alla salute dei vostri soldi. I costi sono certi, i risultati sono incerti e spesso negativi (ricordate sempre che la finanza è un gioco a somma zero, anzi peggio di zero).
  • Mediare al ribasso o vendere al rialzo. E’ un classico, ma la tentazione di mettersi in tasca 100 Euro di utile guadagnato in un paio di settimane è forte. Quando gli stessi 100 Euro se ne stanno andando difficile ammettere l’errore e allora via a rincarare la dose mediando al ribasso.

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Impariamo a rispettare i patti

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Nel libro 50 segreti della scienza della persuasione  c’è un passaggio nel quale si dice che

l’impegno attivo può essere utile per generare consenso anche nella nostra vita personale. Una piccola azione, ma psicologicamente significativa, come quella di ottenere un impegno scritto da parte dei figli, dei vicini, degli amici, dei partner o anche di noi stessi può spesso essere discriminante fra essere in grado di influenzare gli altri efficacemente e sollecitarne un impegno che hanno tutte le intenzioni di rispettare ma per cui non troveranno mai, per un motivo o per l’altro, il momento buono di farlo.

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Chi vi scrive, relativamente alla gestione dei propri investimenti, si sente di consigliare tra i comportamente virtuosi da adottare, quello di utilizzare una qualche forma di pro memoria scritto (e non verbale) che possa essere in grado di supportarvi e soprattutto pungolarvi nel raggiungimento degli obiettivi che vi siete dati.

Proprio nei giorni scorsi ho aperto uno dei file di Excel che mi aiutano nella gestione dei miei piani di investimento, nello specifico il piano annuale di risparmio dedicato allo studio futuro figli. Continua a leggere

Un gioco utile a spiegare la gestione del rischio

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Nel mio passato da trader una delle regole di money management che ho più utilizzato è il cosiddetto criterio di Kelly. Qui trovate una buon dettaglio di spiegazione, ma nella sostanza questa regola indica allo scommettitore (o al trader/investitore), la quantità ragionevole di denaro da mettere sul piatto della scommessa per avere un rapporto rendimento/rischio favorevole.  La formula è quella che segue (dal sito forexinfo.it).

Kelly % = W – (1 – W) / R

dove:
- W = Winning probability
- R = WinAverage/lossAverage ratio

Il risultato è la “percentuale di Kelly” (Kelly %)

Il sistema di Kelly può esser messo in opera seguendo questi semplici steps:

  1. Registrate le vostre ultime 50-60 operazioni sul mercato. Prendete la lista delle operazioni fatte con il vostro broker oppure, se state usando un sistema meccanico di trading, potete effettuare un back testing dello stesso e registrare i valori ottenuti.
  2. Calcolate il «W», cioè le probabilità di vincita. Per fare questo, dividete il numero delle operazioni che hanno generato un gain per il totale delle operazioni effettuate (positive e negative). Il risultato sarà un numero compreso tra 0 ed 1 (esempio: 50 operazioni totali. 30 chiuse in gain e 20 chiuse in loss. W= 30/50 = 0.6 ).
  3. Calcolate «R», cioè il rapporto «winAv/lossAv». Per fare questo dividete il valore medio del gain generato dalle operazioni positive per il valore medio dei loss. (ad esempio: media delle operazioni in gain =500€ ; media delle operazioni chiuse in loss = 300€; R=500/300= 1.66 ).
  4. Inserite i valori W ed R ottenuti, nella equazione di Kelly K% = W – (1 – W) / R.

La formula produce come risultato un numero minore di 1. Esso rappresenta la dimensione (size) della posizione che dovrebbe essere assunta sul mercato; la percentuale del vostro portafoglio, cioè, con la quale dovreste eseguire l’operazione.

Per esempio, se il risultato della equazione fosse 0.05, allora dovreste usare il 5% del vostro portafoglio per ogni singola posizione che andrete ad assumere sul mercato. Questo sistema, in sostanza, vi suggerisce quanto dovreste «diversificare».

Tendenzialmente vi dico subito che in media siamo attorno al 20/25% del capitale utilizzabile di volta in volta per avere la massimizzazione delle probabilità di vittoria. Siccome la formula si basa sul numero di trade vinti e sul rapporto tra guadagno e perdita media per trade, devono esistere delle qualità da parte dell’investitore oltre che strategie e un pò di fortuna.

Questa regola mi è tornata in mente leggendo questo studio. Continua a leggere

Vi spiego con un gioco perchè conviene diversificare

Osservate l’immagine seguente e facciamo questo gioco insieme.

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Abbiamo a disposizione una moneta. La lanciamo 10 volte. Partiamo con 1000 € e se esce testa raddoppiamo il valore, se esce croce perdiamo il 50%. Ovviamente la moneta non è taroccata e la probabilità che esca testa è pari al 50%.

Nella colonna numero tre  della tabella vediamo come si muove il nostro capitale in base all’uscita di testa o croce. Con la probabilità del 50% di ogni uscita alla fine il risultato finale sarà quello di partenza, 1000€. Qualcuno dirà che possono anche uscire 8 teste e due croci. Vero ma come ben sapete “mediamente” e soprattutto quando il numero di lanci si fa più numeroso, la convergenza è sempre verso un risultato di 50 e 50 e in una vita di compravendita di strumenti finanziari è giusto prevedere osservazioni di lungo periodo.

Facciamo adesso la stessa simulazione ma assumendo di giocare ogni volta solo la metà dell’importo che abbiamo disponibile. In caso di vittoria prendiamo il 100% di quello che abbiamo messo sul piatto, in caso di sconfitta perdiamo la metà.

Con la stessa combinazione di testa e croce precedente magicamente il risultato diventa dell’80% più alto. Continua a leggere