L’impatto dei guadagni (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Nell’articolo l’impatto delle perdite avevamo dimostrato quanto importante fosse diversificare il proprio investimento per evitare di incorrere in rovinose perdite che avrebbero richiesto sforzi decisamente ciclopici per recuperare almeno il proprio capitale investito.

A beneficio dei lettori riproponiamo la tabella che dovrebbe scoraggiare chiunque dal prendere iniziative temerarie.

Se perdete il 50% del vostro capitale l’investimento dovrà fare il 100% di utile per recuperare almeno il punto di partenza e fare pari e patta.

Già, ma se invece di perdere il 50% il nostro investimento guadagnasse il 50%? La domanda può sembrare stupida, ma se ci pensiamo un attimo siamo bombardati da messaggi di consulenti/gestori che privilegiano il contenimento del rischio di ogni investimento. Continua a leggere

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Le sette regole d’oro di John Bogle (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Post breve e festivo quello di oggi, ma crediamo molto efficace nel trasmettere alcuni concetti chiave per ogni investitore.

La fonte è il celebre John Bogle, il fondatore di Vanguard, un vero mito per chi lavora nel mondo finanziario.

Regola 1) Invest you must – Proprio così, dovete investire, ma senza privarvi di un adeguato tenore di vita. Aumentate progressivamente nel tempo l’investimento, ma fatelo.

Regola 2) Time is your friend – Il tempo è amico di chi comincia ad investire fin da giovane. La finanza è prima di tutto pazienza ed anche i momenti difficili sono solo rumore nel lungo periodo.

Regola 3) Impulse is your enemy- L’impeto, l’impulsività, la frenesia nell’investimento sono deleteri, sono veleno, sono nemici che portano a decisioni tossiche per il benessere dei vostri soldi.

Regola 4) Basic arithmetic works- la matematica di base è quello che vi serve per capire dove potrete andare nel vostro viaggio. La capitalizzazione composta è semplice ed efficace e lavorerà im modo esponenziale nella parte terminale della fase di accumulo

Regola 5) Stick to simplicity- Semplicità prima di tutto. Lasciate da parte prodotti opachi, strategie miracolose, complicate strutture di investimento. Semplicità e buon senso ed avrete fatto un bel pezzo di strada.

Regola 6) Never forget reversion to the mean- Il principio del ritorno verso la media è ciò che, abbinato al tempo e alla capitalizzazione composta, riporta la barca in equilibrio aggiungendo un potente motore in grado di spingere gli investimenti. Quando tutto sembra crollare ricordate sempre che siete lontani da una media ed il tempo vi riporterà prima o poi in carreggiata. Le mani forti lo sanno e cercano di farvi vendere a tutti i costi. Se il vostro obiettivo è temporalmente lontano perchè permettere a qualcuno di arricchirsi sfruttando le vostre paure?

Regola 7) Stay the course – Mantenere la rotta, non farsi distrarre dal rumore esterno, fissare bene in mente l’obiettivo finale. Avete in mano un transatlantico perchè rischiare manovre pericolose?

 

Poche pillole da rileggersi ogni tanto distillando con calma i concetti chiave.

 

 

 

 

Investire con buon senso grazie ad un… cardiofrequenzimetro

Nel mondo sportivo ci sono tanti modi di misurare la massima frequenza cardiaca al quale può arrivare uno sportivo durante il massimo sforzo fisico. I più esperti sapranno che uno dei metodi più raffinati (ma ne esistono anche altri) è la formula di Karvonen, mentre senza fare troppi calcoli cervellotici può andare bene come approssimazione la formula di Astrand.

Questa formula prevede un ritmo massimale al quale può battere un cuore sotto sforzo generato dalla differenza di 220 – l’età per gli uomini e 226 – l’età per le donne.

Quindi se siete uomini ventenni potete affrontare salite ciclistiche o piscine olimpiche anche per diversi minuti con 200 battiti cardiaci al minuto, se siete donne quarantenni potete spingere fino ai 186 battiti al minuto.

Ora vi starete chiedendo cosa c’entra tutto questo in un blog di finanza personale?

Avete ragione poco, ma tantissime volte mi sono sentito chiedere quante azionario dovrebbe essere presente in un portafoglio di investimento. Continua a leggere

Soldi ed emozioni

Ottimo post di Michael Batnick sul blog  Irrilevant Investor. Tutto parte dall’immagine che proponiamo qui sotto.

Entrambi gli investimenti partono da 1 Dollaro e nel corso dei 20 periodi successivi il numero 1 arriva a perdere fino al 63%, il numero 2 a guadagnare il 171%. Il risultato finale però porta ad entrambi lo stesso risultato.

Pensate al fiume di emozioni che hanno vissuto questi due investitori prima della fine del percorso.

L’investitore 1 ha cominciato con fiducia, poi la fiducia è diventata speranza, poi il dubbio si è insinuato nella sua mente, poi la depressione e la maledizione verso ogni forma di investimento.

L’investitore 2 ha cominciato anche lui con fiducia, poi maggiore sicurezza nelle proprio capacità, poi euforia con i sogni di cosa si potrebbe fare per il resto della vita grazie ad un rendimento annuo composto del 10%.

Per entrambi però ad un certo punto è cominciata la convergenza fino al ritorno al medesimo punto di partenza.

Le emozioni si invertono, si mixano ed alla fine il numero 1 si sentirà un eroe per aver tenuto duro, il numero 2 un fallito per aver perso l’occasione della vita.

La finanza è anche questo. Soldi ed emozioni che si mischiano alterando l’immagine di colui che gli economisti di una volta chiamavano l’investitore razionale.

 

Amica Volatilità

La volatilità sul mercato azionario mondiale è tornata e questo, dopo un’annata di minimi storici in termini di oscillazione dei prezzi, era una cosa assolutamente normale e prevedibile.

Sapete bene cosa pensiamo della volatilità dei prezzi azionari, opportunità e non certo rischio per un investitore di lungo termine. La volatilità è il prezzo da pagare per una over performance nel lungo periodo. Questa frase non è nostra ma l’abbiamo estrapolata da un interessante articolo apparso sul sito inglese di Vanguard

Di questo articolo riteniamo interessanti alcuni passaggi che vogliamo condividere con i lettori.

Il primo è relativo a quello che successe nel 2008. L’indice americano S&P500 trovò a novembre 2008 il suo picco di volatilità, ma chi tenne duro fino a quando la volatilità scese 10 mesi dopo sotto la sua media storica avrebbe prodotto un ritorno del 33%. Come giustamente dice il premio Nobel Daniel Kahneman, se possedere azioni è un progetto di lungo termine per noi stessi, seguire il loro andamento nel breve termine è veramente una cattiva idea, anzi è la cosa peggiore che possiamo pensare di fare.

In fondo la volatilità altro non è che la misura di quanto il rendimento del nostro investimento si discosta dal suo valore medio. Meno guardiamo l’andamento del nostro portafoglio meno rischiamo di vedere numeri che potrebbero infastidirci e rovinare il nostro piano di investimento. Continua a leggere

Le sette regole d’oro di John Bogle

Post breve e festivo quello di oggi, ma crediamo molto efficace nel trasmettere alcuni concetti chiave per ogni investitore.

La fonte è il celebre John Bogle, il fondatore di Vanguard, un vero mito per chi lavora nel mondo finanziario.

Regola 1) Invest you must – Proprio così, dovete investire, ma senza privarvi di un adeguato tenore di vita. Aumentate progressivamente nel tempo l’investimento, ma fatelo.

Regola 2) Time is your friend – Il tempo è amico di chi comincia ad investire fin da giovane. La finanza è prima di tutto pazienza ed anche i momenti difficili sono solo rumore nel lungo periodo.

Regola 3) Impulse is your enemy- L’impeto, l’impulsività, la frenesia nell’investimento sono deleteri, sono veleno, sono nemici che portano a decisioni tossiche per il benessere dei vostri soldi.

Regola 4) Basic arithmetic works- la matematica di base è quello che vi serve per capire dove potrete andare nel vostro viaggio. La capitalizzazione composta è semplice ed efficace e lavorerà im modo esponenziale nella parte terminale della fase di accumulo

Regola 5) Stick to simplicity- Semplicità prima di tutto. Lasciate da parte prodotti opachi, strategie miracolose, complicate strutture di investimento. Semplicità e buon senso ed avrete fatto un bel pezzo di strada.

Regola 6) Never forget reversion to the mean- Il principio del ritorno verso la media è ciò che, abbinato al tempo e alla capitalizzazione composta, riporta la barca in equilibrio aggiungendo un potente motore in grado di spingere gli investimenti. Quando tutto sembra crollare ricordate sempre che siete lontani da una media ed il tempo vi riporterà prima o poi in carreggiata. Le mani forti lo sanno e cercano di farvi vendere a tutti i costi. Se il vostro obiettivo è temporalmente lontano perchè permettere a qualcuno di arricchirsi sfruttando le vostre paure?

Regola 7) Stay the course – Mantenere la rotta, non farsi distrarre dal rumore esterno, fissare bene in mente l’obiettivo finale. Avete in mano un transatlantico perchè rischiare manovre pericolose?

 

Poche pillole da rileggersi ogni tanto distillando con calma i concetti chiave.

 

 

 

 

L’era della distrazione

Consiglio a tutti la lettura di questo interessante articolo. https://www.psychologytoday.com/blog/the-athletes-way/201706/are-smartphones-making-us-stupid .

Ok direte voi ma che legame c’è con il mondo degli investimenti? C’è, ve lo assicuro ed è molto forte.

L’esperimento citato nell’articolo e condotto dagli accademici americani, mirava a capire il grado di distrazione che lo smartphone esercita sul nostro cervello. Questo si inserisce in un filone di ricerca già molto ampio che dimostra come il telefonino rallenta notevolmente la nostra capacità di concentrazione.

Beh direte voi, che problema c’è? Lo mettiamo in silenzioso o modalità aereo e diventiamo più produttivi. Purtroppo non è così.

Nell’esperimento i ricercatori hanno sottoposto ai partecipanti una serie di test che richiedevano forte concentrazione. Prima del test a tutti i partecipanti è stato chiesto di mettere il telefono nella modalità aereo. In modo casuale alcuni hanno messo il telefono a faccia in giù sulla scrivania, altri nello zaino , altri in una stanza diversa. Continua a leggere

L’impatto dei guadagni

Nell’articolo l’impatto delle perdite avevamo dimostrato quanto importante fosse diversificare il proprio investimento per evitare di incorrere in rovinose perdite che avrebbero richiesto sforzi decisamente ciclopici per recuperare almeno il proprio capitale investito.

A beneficio dei lettori riproponiamo la tabella che dovrebbe scoraggiare chiunque dal prendere iniziative temerarie.

Se perdete il 50% del vostro capitale l’investimento dovrà fare il 100% di utile per recuperare almeno il punto di partenza e fare pari e patta.

Già, ma se invece di perdere il 50% il nostro investimento guadagnasse il 50%? La domanda può sembrare stupida, ma se ci pensiamo un attimo siamo bombardati da messaggi di consulenti/gestori che privilegiano il contenimento del rischio di ogni investimento. Continua a leggere

Tre cause di una bolla speculativa

In omaggio al premio Nobel per l’economia Richard Thaler questa settimana il nostro blog ripropone gli articoli nei quali è stato citato l’autore del libro  Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità

Nelle pagine conclusive del libro di Richard Thaler e Cass Sustein si parla di quali sono le cause che portano alla nascita di una bolla speculativa.

Tre sono i fattori citati: razionalità limitata, scarsa capacità di autocontrollo ed influenze sociali.

La razionalità limitata sopraggiunge quando l’ambiente si fa più complicato. Nel libro si citano i mutui; da semplici strumenti a tasso fisso o variabile facilmente analizzabili da ogni cittadino, sono diventati nel corso del tempo delle vere e proprie opere (fatte non sempre bene) di ingegneria finanziaria. Se ci pensiamo accade lo stesso con i prodotti finanziari dedicati all’investimento.

Razionalmente dovremmo prima capire cosa stiamo comprando poi procedere con l’azione. Invece più sale la complessità più ci facciamo travolgere dalle emozioni e diventiamo irrazionali come ben spiegato nel celebre libro di Robert Shiller Euforia irrazionale. Alti e bassi di borsa. Questo non significa che la complessità è un elemento negativo. Innovazione porta anche al progresso e non sempre le cose all’inizio sono semplici. L’importante però è spiegare perchè succede qualche cosa e quali sono le conseguenze nell’abusare di un certo prodotto o servizio.

Alla razionalità limitata si aggiunge la scarsa capacità di autocontrollo. Le tentazioni sono ovunque, dalla finanza allo shopping online. Quando su un piatto d’argento ci viene servita la possibilità di accedere in modo semplice semplice ad un prestito cadiamo nella trappola del tutto subito. Lo stesso vale per le transazioni finanziarie; avere a disposizione un supermercato di prodotti in ogni momento della giornata porta a praticare attività  che ci fanno perdere il controllo travolgendoci in un vortice di iperattività. Perdendo il controllo soteniamo elevati costi diretti (commissioni) ed indirette (potenziali perdite).

Il terzo pilastro che determina una potenziale bolla speculativa sono le influenze sociali. Quante volte i sentito dire hanno influenzato le nostre scelte di investimento? Gli amici si arricchiscono con il trading online comprando azioni tecnologiche e io che faccio, sto fermo? I guru della finanza confermano poi con i loro report quello che mi hanno detto gli amici e io che faccio, non ci credo? Informazioni spesso errate o confuse o fuori luogo confermate da media ed esperti (il luogo comune degli immobili che crescono sempre di prezzo è l’esempio classico) rappresentano il perfetto amplificatore di una bolla speculativa.

Pur esistendo altre concause nella formazione di un bolla speculativa crediamo che l’informazione, la cultura finanziaria, la modesta consapevolezza dei propri limiti , rappresentano alcune delle armi che ciascuno di noi può affilare per evitare di cadere nella prossima trappola.

 

Mercati cari, aspettando una correzione…

Quante volte sentiamo dire (o diciamo noi stessi) il mercato azionario è troppo caro, meglio aspettare prima di fare l’investimento.

Questa frase tende ad essere più o meno presente in ogni momento di mercato, quando si è in basso, perchè si teme di prendere il coltello per la lama quando sta cadendo, e quando si è in alto. E’ la solita storia di chi non vuole fare la figura del fesso e perciò si preferisce rimanere liquidi in attesa di acquistare a prezzi ribassati.

Già, ma se come succede di questi tempi per oltre un anno non arriva nemmeno una correzione superiore al 10% che si fa? Siamo sicuri che il beneficio di attendere la correzione superi quello di investire fin da subito?

A questo bel quesito qualcuno ha provato a rispondere qui . Continua a leggere

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