Investire dalla A alla Z

Alfabeto, Abc, Lettera, Imparare

A come Azioni. Assieme alle obbligazioni lo strumento di investimento per eccellenza per raggiungere un obiettivo finanziario facendo crescere il capitale. E’ sicuro investire in azioni?

B come Bias comportamentali. Quando facciamo delle scelte in finanza non sempre usiamo la razionalità. Bias cognitivi ed emozionali influenzano il nostro comportamento e le nostre scelte. Non sempre ciò che esce è la scelta migliore per il nostro benessere finanziario. Finanza Comportamentale

C come Capitalizzazione composta degli interessi. Meccanismo silenzioso che macina ricchezza al nostro posto trasformando piccole somme di denaro in grandi ricchezze. L’ottava Meraviglia del Mondo, un Luogo che Ogni Giovane Dovrebbe Vedere

D come Diversificazione. Uno dei meccanismi più semplici ed efficaci per ridurre e gestire il rischio di un investimento. Vi spiego con un gioco perchè conviene diversificare

E come ETF. Lo strumento ideale per investire spendendo poco in un paniere molto ampio di strumenti finanziari. Perchè investo in ETF

F come Fondo pensione. Il secondo pilastro del benessere finanziario quando il ritiro dal mondo del lavoro sarà  un fatto compiuto.  Diario di un papà investitore. Perchè regalerei un fondo pensione ad ogni bambino

G come Globale. L’investimento in azioni e/o di obbligazioni deve sempre uscire dal recinto di casa sfruttando le opportunità di business presenti su scala mondiale. Quel Difetto chiamato Home Bias

H come financial Health. Ovvero salute o benessere finanziario, ciò al quale ognuno di noi dovrebbe ambire prima o poi nel corso della vita. Aceto balsamico, parmigiano e investimenti finanziari

I come Inflazione.  Il mangiatore (o meglio sarebbe dire la mangiatrice) di soldi è un nemico che erode i rendimenti futuri degli investimenti e il potere d’acquisto dei nostri risparmi. Il mangiatore di soldi

L come Libri. L’educazione finanziaria e lo studio della materia finanza personale e investimenti sono fondamentali per investire con buon senso e profitto. Libri consigliati

M come Montante finale. Ovvero la somma di denaro che ci siamo dati come obiettivo da raggiungere per soddisfare i nostri desideri. Per 1 Milione di Euro

N come Noia. La sensazione che deve trasmettere l’investimento dei nostri risparmi per essere efficacie ed efficiente. Un portafoglio in ETF per vivere di rendita

O come Obiettivo di investimento. Imprescindibile componente di un piano di investimento. Obiettivo diventare Milionari

P come Piano di Accumulo. Il mezzo per costruire senza fretta, giorno dopo giorno durante il ciclo di vita, una storia finanziaria di successo. Piano di Accumulo (PAC), una soluzione di Investimento buona per tutte le stagioni

Q come Qualità. Quella dei prodotti scelti, del consulente finanziario che ci affianca, delle fonti di informazione dalle quali attingiamo notizie e idee. I Migliori Consulenti Finanziari del Vostro Risparmio

R come Rischio. L’ingrediente necessario per aumentare le prospettive di redditività degli investimenti ma anche il veleno che può distruggere i nostri progetti se preso in dosi eccessive. La campana del rischio – rendimento

S come Spese dei prodotti finanziari. Uno degli elementi più certi e controllabili tra i nemici dei nostri investimenti. Quanto del Vostro Rendimento si Perde in Costi

T come Tassazione. Altro nemico degli investimenti da incontrare il più tardi e con il minor impatto possibile. Fiscalità, una Zavorra Poco Considerata

U come Utile. Quello finanziario degli investimenti, quello emotivo del benessere che ricaveremo in futuro dal denaro risparmiato. L’impatto dei guadagni

V come Vivere di rendita. Il sogno di ognuno di noi che può essere raggiunto solo con sacrificio, umiltà, buon senso, tempo e ovviamente tanto denaro risparmiato Vivere di Rendita

Z come Z generation. Il nostro futuro sul quale scommettere pesantemente. Nuove generazioni, nuovi stili di vita

Il rischio della sequenza dei rendimenti

Inghilterra, Montagne, Colline, Tramonto

Creare un piano finanziario in maniera accurata, ma rendersi conto ad un passo dal traguardo di aver tralasciato un particolare che rischia di allontanare la nostra mano dal premio tanto ambito. Sarebbe una pessima sensazione per ognuno di noi, soprattutto perché a quel punto non avremo un piano B. Indietro non si può tornare almeno anagraficamente parlando.

Uno dei rischi meno considerati quando si pianifica l’evoluzione di un investimento nel tempo è quella che gli americani chiamano “sequence of return risk”.

Le simulazioni che si vedono spesso in circolazione per semplicità utilizzano dei rendimenti medi statici sul capitale investito. La stessa Inps nella simulazione della nostra pensione futura che ognuno di noi può consultare liberamente, si basa su un tasso di crescita medio standard del Prodotto Interno Lordo negli anni che ci separano dal ritiro dal mondo lavorativo.

Simulare un piano al 4% di rendimento annuo composto è semplice, relativamente veloce e lineare. Proprio ciò che piace alla nostra mente. L’abbiamo fatto spesso anche noi su questo blog. Il problema è che facendo così non consideriamo un fattore di rischio, non certamente sotto il nostro controllo, ma che sempre di rischio si tratta e come tale va trattato, pianificato e gestito. Continua a leggere

Un mostro che oggi è il benvenuto

Mostro, Troll, Halloween

Decine e decine di studi mostrano come siamo da anni ormai entrati in una spirale di bassa inflazione, un qualcosa che appare ottimale per la crescita nel lungo periodo degli asset più rischiosi come le azioni, ma anche per quelli obbligazionari che tutto sommato non subiscono quelle oscillazioni negative che ci si potrebbe attendere in momenti di volatilità nei prezzi di beni e servizi. Le ultime settimane lo hanno dimostrato in pieno.

La dialettica attorno alle aspettative di inflazione che il mercato ha alzato in modo netto di recente, appare alquanto stucchevole soprattutto perchè pochi mesi fa i titoli dei media mainstream specializzati sbeffeggiavano proprio l’inflazione etichettandola come una specie di arcaico retaggio del passato.

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Quello che temo succederà

Domande, Chi, Cosa, Come, Perché, Dove

Frequentando da qualche mese le discussioni a tema finanza personale presenti su Reddit (questa la pagina e se volete seguire i nostri commenti ci trovate come u/Investbuonsenso) ho la netta sensazione che la grande offerta degli ETF sui quali sta investendo una buona parte dei Millennials e quasi tutta la Gen Z, sta creando aspettative distorte. Ma di quale tipo di distorsione sto parlando?

Le buone intenzioni che vengono palesate spesso nelle discussioni sono evidenti e di questo mi rallegro. Anni di martellamento su diversificazione degli investimenti piuttosto che prodotti a basso costo passivi, o ancora l’importanza di un’adeguata scorta di sicurezza stanno dando i loro risultati.

L’educazione finanziaria sta insomma lentamente crescendo. Quello che mi pare mancare in buona parte di questi propositi è la quasi totale assenza di obiettivi ben definiti oltre che la creazione di un vero e proprio piano di investimento. Nulla di nuovo sotto al sole. La pigrizia umana trova grande sponda nel mondo degli investimenti. Meglio seguire le mode o i sogni del ricco subito, piuttosto che leggere, studiare, contestualizzare e progettare.

Purtroppo non basta avere 25 anni e scegliere l’ETF Vanguard Ftse All World come destinatario del piano di accumulo dei prossimi anni per essere bravi investitori. Continua a leggere

Investite solamente in obbligazioni? Fra due secoli forse raddoppierete il capitale

Stop, Tempo, Rifiuti, Annuncio, Dicendo

La regola del 72 è uno dei metodi più semplici ed alla portata di tutti per calcolare quanti anni servono per raddoppiare un capitale investito. Luca Pacioli è stato il genio italiano che ha fatto conoscere al mondo una regola che ogni studente di scuola superiore dovrebbe conoscere.

Prediamo il numero 72 e lo mettiamo al numeratore. Al denominatore mettiamo il rendimento dell’investimento. Il risultato di 72/rendimento è il numero di anni che serviranno per raddoppiare il capitale.

Sul nostro blog ne abbiamo parlato qualche anno fa nell’articolo “L’ottava Meraviglia del Mondo, un Luogo che Ogni Giovane Dovrebbe Vedere” .

L’analista Jeroen Blokland della società di investimento olandese Robeco, ha riportato però in auge la regola del 72 utilizzando tre parametri molto semplici per far capire agli investitori cosa attendersi da qui in avanti. Continua a leggere

Riflessioni sulla ESG mania

Boschi, Alberi, Sentiero, Foresta, Verde

Questo articolo è stato scritto qualche mese fa ma ho volutamente atteso il momento di mercato giusto per pubblicarlo. Un articolo che segue di qualche settimana quello già pubblicato qui.

Investire in fondi (o ETF) ESG non necessariamente significa investire sul mercato globale delle società belle, brave e intrise di etica. Questo naturalmente è quello che cerca e cercherà nei prossimi anni da far passare come messaggio il tam tam del marketing sempre molto attento dell’industria finanziaria.

Nelle ultime settimane le notizie su vaccini  e Game Stop varie sembrano aver spento qualche riflettore esclusivo sulle società più smart di Wall Street. Ed ecco che allora apro il cassetto del blog e prendo fuori questa bozza rivista e corretta.

Il Financial Times in questo articolo di agosto aveva già messo a nudo l’abbondante esposizione dei fondi ESG ai giganti del tech americano. Dai FAANG non si prescinde insomma. Un patto con il diavolo pur di non perdere terreno contro i tradizionali indici?

Pensare che Amazon, Apple, Facebook, Google e compagnia bella possano essere società eticamente perfette è un’utopia. Esiste ovviamente di peggio, ma le controversie su condizioni di lavoro, rispetto della privacy, monopoli vari, fioccano in ogni parte del globo contro le Grandi Sorelle del Big Tech. Personalmente credo che questo faccia parte da sempre delle regole del gioco del business e quindi non mi scandalizzo per nulla. I gestori di fondi ESG che hanno ormai raccolto oltre 1 trilione di Dollari a livello globale non possono investire in azioni prescindendo da questi giganti che di fatto hanno trascinato Wall Street sui massimi storici acquistando ormai oltre un quinto dell’intera capitalizzazione di borsa. Anche volendo non potrebbero farlo.

E così 8 dei 10 fondi che investono nelle large cap americane con etichetta ESG hanno Amazon, Apple e Microsoft tra i top ten delle società possedute in portafoglio. Il 17% del portafoglio è mediamente investito nelle società Faang (si aggiunge anche Netflix), una differenza di poco conto rispetto al 23% dei fondi tradizionali.

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Il piano di investimento perfetto non esiste

Strada, Nevada, Nubi, Bird, Paesaggio

Quando leggiamo o ascoltiamo tre parole come piano di investimento, nella testa di ognuno di noi prendono forma tante soluzioni, tanti percorsi, tanti obiettivi, tante modalità di investimento. Poi andiamo da un consulente finanziario e nella maggior parte dei casi questo piano si trasforma in una sommatoria di asset allocation, prodotti di investimento, piani di accumulo, rendiconti patinati, simulazioni in tutte le salse e proiezioni di rendimento non dissimili dall’astrologia di fine anno.

La domanda che solitamente mi viene rivolta a questo punto è sempre più o meno la stessa. Ma come deve essere costruito il piano di investimento perfetto? Continua a leggere