Extreme!

Typhoon, Eye, Close Up, Maysak, Weather

  • Il mese di marzo stato estremo sui mercati come sulle misure straordinarie prese per contenere l’emergenza corona virus
  • Estremi i rendimenti negativi che hanno colpito gli investimenti, estremi quelli positivi che hanno coinvolto il capitolo delle spese all’interno del bilancio familiare
  • Minori entrate, minori uscite e minori guadagni da investimenti. Ottime lezioni per capire l’importanza di contenere le spese, di comprendere il proprio profilo di rischio e di disporre sempre di un capitale di emergenza

Siamo reduci da un mese di marzo che definire estremo è riduttivo, sia per chi risparmia sia per chi investe denaro.

Chi ha investito soldi si è ritrovato con quasi il 20% in meno del capitale se ha messo tutto sul piatto azionario, con il -10% se ha investito in un portafoglio 50/50, con un -2% se avesse investito in un portafoglio obbligazionario diversificato. Cali record, rialzi record, società che hanno perso oltre la metà della loro capitalizzazione, volatilità mai vista prima.

Una bella botta indubbiamente. Nessuna garanzia che la fine è vicina oon brutte sorprese che potrebbero arrivare nei prossimi mesi.

Marzo è un mese che rimarrà nella storia moderna anche per il blocco totale delle attività sociali ed economiche oltre che per l’emergenza sanitaria mondiale. Un tipo di vita a cui erano abituati i nostri nonni durante la seconda guerra mondiale, non certo le ultime tre generazioni.

Un mese quello di marzo che ha permesso a tutti noi di capire quanto sfrenata era diventata la nostra attività di consumatori.

Un pò come l’aria di questi giorni. Tanto pulita nelle aree urbane e suburbane come credo nessuno di noi l’ha mai vista dalla  nascita. E come la qualità dell’aria è decisamente migliorata, anche il nostro budget di spesa a marzo è stato drasticamente tagliato di tutte quelle voci di consumo che possiamo definire non essenziali. Continua a leggere

Come investire in whisky e non diventare ricchi

Glasses, Alcohol, Whisky, Whiskey

  • Un tipico fenomeno che si registra quando i mercati finanziari arrivano alla fine di un ciclo è quello dell’investimenti in beni cosiddetti alternativi
  • E’ ad esempio il caso dell’arte, della numismatica, del peer to peer, dei diamanti, ma anche di asset fino a poco tempo fa impensabili come il whisky
  • In Svezia esiste un fondo che ha come sottostante whisky da collezione. Pregi (pochi) e difetti (tanti) di questo genere di investimento alternativo

Quando i mercati finanziari diventano così evoluti come sono oggi è inevitabile che si comincino a scambiare beni che in apparenza poco a che fare hanno con la finanza. E’ il caso del primo fondo che investe sul whisky nato in Svezia nel 2019.

Investire in whisky diventa quindi accessibile a tutti. Il prodotto tipicamente anglosassone  che appassiona sempre più i collezionisti, ha registrato un vero e proprio boom di prezzi negli ultimi anni tanto che qualcuno lo paragona ad un investimento come quello sui prodotti numismatici piuttosto che sull’arte o il vino.

La finalità della società svedese che ha lanciato il fondo, The Single Malt Fund, è soprattutto quella di investire in whisky da collezione prodotto in forma limitata puntando sul più classico meccanismo della scarsità di offerta a fronte di una domanda crescente a livello globale.

Il Rare Whisky Apex 1000 Index conferma effettivamente l’interesse del mercato. Continua a leggere

Previsioni finanziarie

Top Hat, Cane, Dance, Celebrate, Hat

  • E’ possibile prevedere l’andamento dei mercati finanziari?
  • Quanto affidabili sono le previsioni degli analisti?
  • Quel guru della finanza ha cosigliato il titolo XY, come posso perdere questa occasione?

Queste sono solo alcune delle classiche domande che si pone un investitore medio di fronte al diluvio di informazioni che tv, radio e internet ci catapultano addosso ogni giorno.

La risposta più sensata che possiamo dare dal piccolo del nostro insignificante blog è,  statene alla larga. O quanto meno state alla larga da coloro che vendono certezze e non probabilità. Continua a leggere

Prova pratica di ribilanciamento

Horizontal, Pan, Balance, Weigh

Come sappiamo bene il ribilanciamento è una di quelle pratiche di risk management a costo praticamente zero che non richiede grandi competenze per essere messa in pratica, ma soprattutto ci permette sempre di mantenenere costante il nostro rischio verso il mercato.

Siccome i recenti drammatici avvenimenti sui mercati hanno creato le condizioni per attuare questa intelligente operazione di aggiustamento nel rischio dei portafogli ho pensato di pubblicare oggi un esempio pratico di come ribilanciare un portafoglio di investimento.

Non sto qui a riprendere per intero l’articolo Ribilanciare il portafoglio per ottimizzare rischio e rendimento  del quale vi consiglio la lettura, però riprendo alcuni passi che possono essere utili per capire il motivo che dovrebbe spingerci ad essere operativi.

Forzando l’investitore a vendere ciò su cui guadagna reinvestendo il ricavato in ciò su cui perde, non si fa altro che mettere in piedi un processo sistematico di acquisto a bassi prezzi e vendita ad alti prezzi, una scelta ottimale per mantenere efficiente e redditizio il portafoglio.

Non c’è una ricetta ideale di ribilanciamento, l’importante è fissare delle regole e rispettarle.

Ad esempio si può decidere di ribilanciare il portafoglio con cadenza semestrale o annuale per ridurre i costi di negoziazione, oppure di farlo quando una certa asset class è distante 5 punti percentuali dalla nostra esposizione ideale per effetto di guadagni o perdite. Infine si può decidere di combinare le due cose.

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Il primo investimento da fare è… non investire

Fog, Forest, Dark, Gloomy, Fir Forest

Purtroppo gli effetti del Corona virus stanno impattando sulla vita di tutti noi. Sia dal punto di vista sociale che lavorativo stiamo subendo tutti quanti un “cambio di programma” che nessuno poteva aspettarsi alla fine del 2019 quando i festeggiamenti per l’anno nuovo ci portavano a guardare con fiducia al 2020.

Tutto questo passerà, ma lascerà dietro di sè macerie e malessere. Il post che siamo andati a rispolverare oggi dagli archivi non vuole essere un “te l’avevo detto”, ma uno spunto di riflessione ora che una buona parte di noi avrà abbondanza di tempo libero a disposizione. Alcuni non riceveranno uno stipendio nelle prossime settimane, altri dovranno chiudere temporaneamente la propria attività. Altri ancora vivranno questi tempi lottando con la malattia, qualunque essa sia.

Vediamo però anche il lato positivo della cosa. Per un pò non spenderemo soldi in cose inutili semplicemente perchè non potremo uscire di casa se non per acquistare lo stretto necessario.

Stringiamo i denti, cerchiamo nel limite del possibile di fare cose che abbiamo perso per strada negli ultimi tempi a causa di un ritmo di vita frenetico ed anche un pò social ignorante. Leggiamo libri (qualche consiglio a tema lo trovate nella nostra libreria), giochiamo con i nostri figli magari rispolverando “vecchi” giochi da tavolo, facciamo un pò di manutenzione fai da te a casa, insomma teniamo occupata la mente.

Ogni evento negativo porta sempre con sè elementi positivi che capiremo solo alla fine di questo buio tunnel nel quale ci siamo infilati. Ma ce la faremo ed usciremo più forti di prima.

E quando saremo usciti da questo periodo buio ricordiamoci sempre dell’apprensione che abbiamo provato quando ci siamo resi conto che i soldi immediatamente disponibili per le emergenze erano pochi, molto pochi. Come ho sempre scritto su questo blog uno dei primi investimenti da fare è quello di non investire. Accantonare denaro per avere a disposizione una scorta di sicurezza nei momenti di emergenza rappresenta uno di questi gesti di buon senso che ogni investitore deve fare per evitare di trovarsi in difficoltà in momenti duri come quelli che stiamo attraversando. Forza e coraggio!

Uno degli aspetti più sottovalutati quando si risparmia denaro è quello legato alla quantità di soldi da accantonare per le varie emergenze che la vita in modo imprevedibile prima o poi colpisce il portafoglio di ognuno di noi.

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Avete ragione il crash sui mercati è imminente

Avvertenza per i lettori. Il vostro autore ha ritrovato una bozza di un articolo datato 4 febbraio 2020 nel cassetto ed ha pensato bene di pubblicarlo. Forse è impazzito, ma trova che la lezione di questo articolo scritto quando le borse erano sui massimi storici è  perfetta in questo momento drammatico per i mercati finanziari.

L’articolo cominciava così.

Ok, facciamo finta che sia cominciato il bear market. Non ne posso più di sentire vicino a me persone che continuano a dire che i mercati sono cari, che la bolla sta per scoppiare, che i tassi sottozero sono contro natura e che ci stanno preparando ad una grande depressione.

Mi arrendo, per la gioia di tanti gufi che dal 2009 predicano disastrose correzioni sui mercati azionari. Consegno le armi della diversificazione e mi metto completamente in liquidità. Continua a leggere

Un esempio di educazione finanziaria imperfetta

Organizer, Datebook, Diary, Agenda

  • Educazione finanziaria significa essere traspartenti mettendo sul tavolo tutte le regole del gioco da rispettare per ottenere il massimo benessere dai propri soldi
  • Il marketing della case di investimento finaziario, dei broker o degli intermediari in conflitto di interesse fa leva sull’emozionalità del cliente evitando di raccontare tutta la storia fino in fondo
  • In questo articolo vi racconto tutte le inesattezze di questa (apparente) educazione finanziaria che arriva da multinazionali appartenenti ad una globalizzazione sul viale del tramonto

Una delle banche d’affari americane più conosciute nel mondo e presente in Italia anche nel mondo dell’asset management, come tutti gli anni (e come la maggior parte delle case di investimento) ha inviato a consulenti finanziari e clienti facoltosi gli auguri natalizi assieme ad un bel calendario da tavolo sul quale sono indicate le sei regole d’oro per gli investitori di lungo termine.

Per il tramite di un amico ho avuto modo di visionare questo gentile cadeau, ma soprattutto leggere quelle che in apparenza sono pillole di investimento assolutamente condivisibili dal sottoscritto.

Purtroppo però, proprio da questa mossa di puro marketing si capisce molto bene perché l’educazione finanziaria non potrà mai essere fatta da soggetti che hanno conflitti di interesse con il fine stesso dell’educazione finanziaria. Trasmettere concetti nel solo ed esclusivo interesse del soggetto che vuole essere educato. Continua a leggere