I piani finanziari non saranno MAI precisi

 

Dart Board, Game Of Darts, Dartautomat

Quando si investe in portafogli  azionari diversificati è opportuno stimare un rendimento atteso su un certo orizzonte temporale.

L’esercizio non serve per definire un obiettivo di x % fra y anni da realizzare a tutti costi pena il fallimento del progetto.

L’esercizio serve per capire con quale rischio e con quanti mezzi è possibile avvicinarsi al nostro obiettivo di capitale avendo pronto un piano B qualora qualcosa andasse storto sui mercati finanziari.

Come ben sappiamo il rendimento di un investimento azionario (ma non solo quello) non è controllabile dall’investitore. Abbiamo visto come su 10 o 20 o 30 anni le oscillazioni possono essere importanti e deviare in modo considerevole dalle medie storiche.

Leggi anche: Qual’è stato il rendimento dell’azionario mondiale negli ultimi 30 anni Continua a leggere

Annunci

Perchè con le polizze assicurative di ramo I guadagnare è quasi sempre un’illusione

a-team finanza

L’investitore italiano va pazzo, non per i piani ben riusciti come diceva Hannibal Smith nell’A-Team, quanto per gli investimenti a capitale garantito, o meglio con una struttura che prevede la restituzione del capitale magari con un rendimento positivo.

Anche se questo rendimento è basso non importa, l’importante è che sia superiore a zero e non metta a rischio il capitale.

L’identikit perfetto delle cosiddette polizze vita di ramo I che tanto successo hanno avuto e stanno avendo di questi tempi.

Negli ultimi anni il consistente ribasso dei rendimenti offerti dai titoli di stato, unito alla “storica” avversione verso il rischio azionario dell’investitore italico, ha spinto tanti risparmi verso prodotti assicurativi il cui rendimento è generato dall’andamento finanziario di una gestione separata collegata alla polizza vita. Continua a leggere

Qual’è l’investimento più sicuro nel caso di una crisi finanziaria?

Money, Financial, Business, Strategy

La certezza assoluta di non perdere soldi su un investimento finanziario è un concetto che mal si coniuga con l’obiettivo di far crescere il proprio capitale ad un passo superiore a quello dell’inflazione.

Questa definizione è tanto semplice quanto difficile da comprendere. Più rendimento inevitabilmente si lega alla necessità di assumere più rischio.

I tradizionali strumenti di investimento che in passato hanno sempre generato risultati nominali positivi sono ormai merce rara (vedi depositi, titoli di stato, polizze vita). Anche se vengono ampiamente pubblicizzati dai principali intermediari finanziari strumenti dal rendimento nominale positivo, il mangiatore di soldi che di nome fa inflazione porta dritti all’erosione del capitale a scadenza.

Tradotto in parole povere voi pagate commissioni in valore assoluto positive (per chi le incassa) ed in cambio avrete un rendimento reale pari a zero o addirittura negativo.

Leggi anche: Rendimento reale, questo sconosciuto

Messa giù in modo ancora più brutale , se investiamo negli strumenti con il massimo grado di sicurezza paradossalmente abbiamo la certezza di perdere soldi. Continua a leggere

Warren Buffett, Bitcoin ed il significato della speculazione

Negli ultimi 18 mesi sulle criptovalute si è visto di tutto e di più.

Euforia a fine 2017 con investitori dell’ultima ora che, orfani dei BTP, si  erano buttati a capofitto in ETF su Bitcoin semisconosciuti e quotati in Svezia (esempio concreto di come la sola promessa di performance stellari fa passare in secondo piano costi altrettanto stellari di negoziazione) per poi mollare mestamente la presa all’inizio della primavera 2018 nel più classico dei trasferimenti di ricchezza da gregge a investitori professionali (e broker).

Gli ultimi tempi hanno visto una vera e propria anestesia delle volatilità sulle cryptocurrency con il disinteresse generale che ha preso il sopravvento. Guarda caso proprio quando le ricerche su internet relative a Bitcoin, Ethereum, Litecoin, ecc… sono scivolate ai minimi termini è arrivata una zampata capace di produrre in certi casi anche guadagni del 200% in pochi mesi.

Nell’assoluta confusione totale (anche mediatica) che circonda il mondo delle criptovalute, consiglio questo articolo apparso  un pò di tempo fa su Wired in cui il prof. Ferdinando Ametrano sfata qualche luogo comune che circonda Bitcoin.

Ma lo scopo di questo post non è fare previsioni su Bitcoin Continua a leggere

Bull o Bear market, per i fondi è sempre la stessa storia

Play Chess, Elephant, Mouse, Snail

Tempo di bilanci per il mondo dei fondi a gestione attiva e per il nono anno consecutivo i fondi americani che investono in azioni a larga capitalizzazione hanno sottoperformato l’indice S&P500. La fonte è sempre il solito report SPIVA di S&P Index ed i numeri sono, tanto per cambiare, impietosi.

Confermata quindi la regola che vede la maggior parte dei fondi incapaci di produrre un valore aggiuntivo rispetto al benchmark nel lungo periodo.

Di fatto sfatato, in un’annata nera per le borse, anche il mito che vede i fondi a gestione attiva fare meglio del mercato. Mito solo per chi cerca di vendere strumenti e strategie finanziarie che anni studi e statistiche hanno di fatto smentito in modo netto.

Leggi anche: L’investimento attivo è un gioco a somma zero? No peggio Continua a leggere

Quanto posso rischiare sui miei investimenti?

Rischio, Parola, Lettere, Boggle, Gioco

Nei momenti in cui i mercati finanziari entrano in tensione, le borse scendono, il panico serpeggia tra gli investitori, difficilmente si ragiona su qual’è la massima perdita che possiamo tollerare.

Perdiamo la testa, ascoltiamo le sirene che ci invitano a cavalcare una certa scommessa, oppure carichiamo ulteriormente il rischio per mediare le perdite magari andando ad attingere a preziosa liquidità di riserva.

Adottiamo in definitiva dei comportamenti non propriamente razionali.

Sono 3 i rapidissimi (e semplici) calcoli che il celebre ex columnist del WSJ Jonathan Clements propone sul suo blog per capire fino dove ci possiamo spingere nel perdere soldi durante mercati orso.

1) Di quanto denaro avrò bisogno sotto forma di liquidità nei prossimi 5 anni?

2) Qual’è il valore al di sotto del quale non voglio che il mio portafoglio di investimento scenda?

3) Quanto potrò risparmiare negli anni a venire? Continua a leggere

Aumentare la propria ricchezza in due semplici mosse

RICCHI IN POCHE MOSSE

Titolo che in apparenza sembra ridurre in modo semplicistico un esercizio che milioni di consulenti finanziari, gestori di fondi, guru dell’economia, cercano di fare con fatica enorme ogni giorno.

Se però usciamo un attimo dall’esercizio di come investire i nostri soldi per diventare ricchi, ma ci focalizziamo su quali sono i due elementi che modificano la nostra bilancia della ricchezza, capiamo subito che l’esercizio non è complesso.

Leggi anche: 9 Euro al giorno per 65 anni vi renderanno (forse) milionari

Si diventa più ricchi aumentando le entrate e diminuendo le uscite. Tutto qui.

Qualcuno sorriderà, altri chiuderanno questo articolo prima di andare avanti, ma se ci pensiamo bene basta fare in modo che questa differenza tra entrate ed uscite ogni anno risulti positiva. Indipendentemente da come andranno i mercati finanziari risulteremo più ricchi anno dopo anno. E considerando che i tassi obbligazionari in Europa stanno a zero (o sottozero), anche solo l’1% di risparmio in più vi offrirà un rendimento migliore dell’attuale panorama dei bond a basso rischio.

Aumentare le entrate non è facile, ma si può sempre provare. Lavoro e rendite finanziarie o immobiliari possono essere due fonti importanti.

Ridurre le uscite non è facile, ma se non siamo già in una situazione di povertà, basta pensare a quante cose inutili compriamo ogni settimane per semplificare e di parecchio questa complessità. Continua a leggere