Quello che temo succederà

Domande, Chi, Cosa, Come, Perché, Dove

Frequentando da qualche mese le discussioni a tema finanza personale presenti su Reddit (questa la pagina e se volete seguire i nostri commenti ci trovate come u/Investbuonsenso) ho la netta sensazione che la grande offerta degli ETF sui quali sta investendo una buona parte dei Millennials e quasi tutta la Gen Z, sta creando aspettative distorte. Ma di quale tipo di distorsione sto parlando?

Le buone intenzioni che vengono palesate spesso nelle discussioni sono evidenti e di questo mi rallegro. Anni di martellamento su diversificazione degli investimenti piuttosto che prodotti a basso costo passivi, o ancora l’importanza di un’adeguata scorta di sicurezza stanno dando i loro risultati.

L’educazione finanziaria sta insomma lentamente crescendo. Quello che mi pare mancare in buona parte di questi propositi è la quasi totale assenza di obiettivi ben definiti oltre che la creazione di un vero e proprio piano di investimento. Nulla di nuovo sotto al sole. La pigrizia umana trova grande sponda nel mondo degli investimenti. Meglio seguire le mode o i sogni del ricco subito, piuttosto che leggere, studiare, contestualizzare e progettare.

Purtroppo non basta avere 25 anni e scegliere l’ETF Vanguard Ftse All World come destinatario del piano di accumulo dei prossimi anni per essere bravi investitori. Continua a leggere

Investite solamente in obbligazioni? Fra due secoli forse raddoppierete il capitale

Stop, Tempo, Rifiuti, Annuncio, Dicendo

La regola del 72 è uno dei metodi più semplici ed alla portata di tutti per calcolare quanti anni servono per raddoppiare un capitale investito. Luca Pacioli è stato il genio italiano che ha fatto conoscere al mondo una regola che ogni studente di scuola superiore dovrebbe conoscere.

Prediamo il numero 72 e lo mettiamo al numeratore. Al denominatore mettiamo il rendimento dell’investimento. Il risultato di 72/rendimento è il numero di anni che serviranno per raddoppiare il capitale.

Sul nostro blog ne abbiamo parlato qualche anno fa nell’articolo “L’ottava Meraviglia del Mondo, un Luogo che Ogni Giovane Dovrebbe Vedere” .

L’analista Jeroen Blokland della società di investimento olandese Robeco, ha riportato però in auge la regola del 72 utilizzando tre parametri molto semplici per far capire agli investitori cosa attendersi da qui in avanti. Continua a leggere

Riflessioni sulla ESG mania

Boschi, Alberi, Sentiero, Foresta, Verde

Questo articolo è stato scritto qualche mese fa ma ho volutamente atteso il momento di mercato giusto per pubblicarlo. Un articolo che segue di qualche settimana quello già pubblicato qui.

Investire in fondi (o ETF) ESG non necessariamente significa investire sul mercato globale delle società belle, brave e intrise di etica. Questo naturalmente è quello che cerca e cercherà nei prossimi anni da far passare come messaggio il tam tam del marketing sempre molto attento dell’industria finanziaria.

Nelle ultime settimane le notizie su vaccini  e Game Stop varie sembrano aver spento qualche riflettore esclusivo sulle società più smart di Wall Street. Ed ecco che allora apro il cassetto del blog e prendo fuori questa bozza rivista e corretta.

Il Financial Times in questo articolo di agosto aveva già messo a nudo l’abbondante esposizione dei fondi ESG ai giganti del tech americano. Dai FAANG non si prescinde insomma. Un patto con il diavolo pur di non perdere terreno contro i tradizionali indici?

Pensare che Amazon, Apple, Facebook, Google e compagnia bella possano essere società eticamente perfette è un’utopia. Esiste ovviamente di peggio, ma le controversie su condizioni di lavoro, rispetto della privacy, monopoli vari, fioccano in ogni parte del globo contro le Grandi Sorelle del Big Tech. Personalmente credo che questo faccia parte da sempre delle regole del gioco del business e quindi non mi scandalizzo per nulla. I gestori di fondi ESG che hanno ormai raccolto oltre 1 trilione di Dollari a livello globale non possono investire in azioni prescindendo da questi giganti che di fatto hanno trascinato Wall Street sui massimi storici acquistando ormai oltre un quinto dell’intera capitalizzazione di borsa. Anche volendo non potrebbero farlo.

E così 8 dei 10 fondi che investono nelle large cap americane con etichetta ESG hanno Amazon, Apple e Microsoft tra i top ten delle società possedute in portafoglio. Il 17% del portafoglio è mediamente investito nelle società Faang (si aggiunge anche Netflix), una differenza di poco conto rispetto al 23% dei fondi tradizionali.

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Il piano di investimento perfetto non esiste

Strada, Nevada, Nubi, Bird, Paesaggio

Quando leggiamo o ascoltiamo tre parole come piano di investimento, nella testa di ognuno di noi prendono forma tante soluzioni, tanti percorsi, tanti obiettivi, tante modalità di investimento. Poi andiamo da un consulente finanziario e nella maggior parte dei casi questo piano si trasforma in una sommatoria di asset allocation, prodotti di investimento, piani di accumulo, rendiconti patinati, simulazioni in tutte le salse e proiezioni di rendimento non dissimili dall’astrologia di fine anno.

La domanda che solitamente mi viene rivolta a questo punto è sempre più o meno la stessa. Ma come deve essere costruito il piano di investimento perfetto? Continua a leggere

ESG: Marketing o Beneficienza?

Il 2021 comincia con un articolo di un nostro ormai consolidato partner, un mister X che di professione fa il consulente finanziario indipendente e che scrive sempre newsletter originali e competenti per i suoi clienti. Abbiamo deciso di tanto in tanto di far apprezzare le sue riflessioni anche ai lettori di investireconbuonsenso.com. L’articolo di oggi parla di ESG,  una moda o un trend destinato ad influenzare il modo di investire dei prossimi anni? Un argomento di sicuro interesse al quale seguirà nelle prossime settimane un articolo degli autori di questo blog per approfondire in modo ancora più dettagliato il tema. Buona lettura.

Terra, Globo, Nascita, Nuovo, Sorgere

ll termine ESG va tantissimo. Quasi non si sente parlare d’altro nel mondo del risparmio gestito. Si tratta di investimenti in titoli di aziende che operano secondo criteri di sostenibilità ed etica, prendendo in considerazione fattori ambientali, sociali e di governance.

Più precisamente, si tratta di scelte d’investimento che non mirano soltanto al ritorno economico, ma che rispettino ANCHE i tre pilastri ESG:

  1. Environmental (E), cioè focus su ambiente, rischi climatici, scarsità di risorse naturali;
  2. Social (S), ovvero attenzione ai lavoratori, alla sicurezza (anche dei dati) e ai rischi associati ai prodotti e servizi venduti;
  3. Governance (G), che riguarda l’etica del business, l’allineamento tra i valori dichiarati e l’operato, la composizione dei consigli d’amministrazione, la retribuzione del top management, la parità di genere (numero uguale minimo di donne e minoranze etniche o di orientamento sessuale nei consigli di amministrazione)

Per capirci, gli investimenti ESG tipicamente escludono titoli di società con ricavi derivanti da armi, tabacco, alcool, contenuti pornografici, gioco d’azzardo, combustibili fossili. Continua a leggere

L’esperimento economico sociale più importante della storia… e sta fallendo

Chimica, Distillazione, Esperimento

Il dibattito su quanto la politica monetaria delle banche centrali è ancora in grado di incidere sulla crescita economica e su quanto la politica fiscale è in grado di fare uscire il mondo dalle secche del post Covid-19 è aperto. Che forme avranno le menti delle persone alla fine della pandemia?

In realtà tutti noi siamo cavie da laboratorio in questo snodo cruciale della nostra civiltà. Tassi zero o sottozero ed helicopter money a motori spianati stanno cercando di stimolare un consumatore smarrito ed incapace di avere visibilità sul futuro.

L’esperimento consiste nel vedere come reagiamo di fronte alla possibilità di prendere a prestito denaro a gratis e di fronte ad un saldo di conto corrente che sale senza fare nulla grazie ad erogazioni più o meno generose da parte dei Governi.

Sul primo punto l’esperimento sta andando avanti dal 2009 senza grandi successi. Il cavallo non beve e l’inflazione tiepidissima è lì a testimoniarlo. Sul secondo punto l’esperimento è appena iniziato. Continua a leggere

Come si risparmia con il metodo 52-week Challenge

Calendario, Calendario Da Parete, Giorni

Uno dei metodi di risparmio del denaro più tradizionali ed efficace da sempre è quello del piano di accumulo. Ogni mese 100 € vengono prelevati automaticamente dal nostro conto e dirottati su investimenti più o meno rischiosi.

Questo metodo di investimento progressivo ha il grande vantaggio di permettere anche a coloro che hanno redditi modesti di accantonare piccole somme mese dopo mese, un comportamento che nel lungo periodo sarà in grado di generare capitali molto interessanti.

Dall’America arrivano però anche altri metodi alternativi di accumulo che possono rendere più”digeribile” il modo in cui si mettono da parte piccole porzioni di risparmio.

Uno di questi metodi è il cosiddetto 52 Week Challenge. Continua a leggere