Il gatto, la volpe ed il Pinocchio risparmiatore

Non sono passate inosservate le dichiarazion rilasciate nelle ultime settimane dai vertici di Unicredit ed Intesa San Paolo sul tema tassi negativi e loro eventuali applicazioni sui depositi bancari degli italiani.

Mustier e Messina, i due capi delle banche più importanti del nostro paese, in un gioco tra le parti notato da pochi, hanno con modi diversi intimorito prima e rassicurato poi il povero risparmiatore che ha il proprio denaro giacente sui conti correnti.

Mustier di Unicredit lo ha fatto dicendo che dal 2020 Unicredit potrebbe iniziare a ribaltare la “tassa” Bce degli interessi negativi sui depositi dei propri clienti superiori ai 100 mila. Poi goffamente ha rettificato precisando che tale misura sarebbe eventualmente applicata solo sopra il milione di Euro.

Il gatto aveva appena finito di chiudere la sua sceneggiata che la volpe si è presentata in scena nelle vesti di Messina, amministratore delegato di Intesa. Continua a leggere

Fondi a gestione attiva vs passiva. Altra batosta per i guru

  1. Un recente report di Morningstar evidenzia l’incapacità della gestione attiva di essere vincente nel lungo periodo
  2. Confermati i risultati del più famoso SPIVA
  3. Consapevole di ciò il marketing

    finanziario punta a prodotti passivi incapsulati in costosi contenitori (wrapper)

Questa volta è Morningstar nel suo barometro semestrale European Active/Passive Barometer a colpire duro il mito della capacità dei gestori di fondi di generare alfa.

L’analisi di Morningstar misura periodicamente la performance dei fondi di investimento europei attivi confrontandola con quella dei fondi a replica passiva.

Il risultato misura il successo di un gestore nell’essere migliore di un classico ETF. L’analisi di confronto per il fondo attivo viene fatta non solo verso un fondo indice o ETF, ma verso un paniere di strumenti passivi in modo da avere un benchmark più affidabile di confronto già al netto delle commissioni.

Il paniere di fondi attivi e passivi sui quali Morningstar ha condotto l’analisi è di 10840 fondi per un totale di Asset Under Management di 2.7 miliardi di Eur, un terzo del totale dei fondi europei. Continua a leggere

Piove sul bagnato per la gestione attiva degli investimenti

Water, Raindrops, Raining, Wet, Liquid

Altra tegola per la mitica gestione attiva dei fondi di investimento.

Questa volta è Morningstar nel suo barometro semestrale European Active/Passive Barometer a colpire duro il mito della capacità dei gestori di fondi di generare alpha.

L’analisi di Morningstar misura periodicamente la performance dei fondi europei attivi confrontandola con quella dei fondi a replica passiva.

Il risultato determina il successo di un gestore nell’essere migliore di un classico ETF.

L’analisi di confronto per il fondo attivo viene fatta non solo verso un fondo indice o passivo, ma verso un paniere di fondi passivi in modo da avere un benchmark più affidabile di confronto già al netto delle commissioni. Continua a leggere

Più risparmio con meno rischio o meno risparmio con più rischio?

Uno degli eterni interrogativi che ogni risparmiatore si trova davanti quando deve investire per il futuro è se arrivare all’obiettivo risparmiando di più ma investendo in modo più conservativo, oppure risparmiare DI meno ma cercando di far crescere il capitale con un rendimento atteso superiore quindi rischiando di più sui mercati finanziari.

Esistono decine di simulazioni che possono essere fatte e plasmando risparmio annuo e rendimento annuo stimato si possono ottenere i più svariati risultati.

Il caso riportato nel grafico che riportiamo qui sotto mostra ad esempio due tipi di investitori.

Il soggetto A decide di investire 10 mila Euro ogni dodici mesi ma in modo più conservativo ottenendo un rendimento annuo del 3%.

Il soggetto B invece  decide di tenere per sé 3000 Euro spendendoli, ma di essere più aggressivo sul fronte degli investimenti con i restanti 7000 Euro investiti.

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Pro e contro di investire in modo socialmente responsabile

Trees, Hill, Green, Blue, Nature, Park

Il risparmio gestito ha preso negli ultimi tempi una decisa direzione verso gli investimenti socialmente responsabili sull’onda di una domanda crescente da parte di consumatori – investitori decisi a dire la loro su dove indirizzare i propri denari quando si parla di investimenti.

Il boom degli investimenti socialmente responsabili (la sigla è SRI Socially Responsible Investing) nasconde naturalmente opportunità, ma anche insidie e ne abbiamo già parlato qui.

E’ soprattutto da queste ultime che ogni investitore deve cercare di difendersi poichè l’industria del risparmio gestito ha fiutato l’affare.

Basta pensare che alcune ricerche hanno dimostrato come nel mondo il 66% delle persone è disposto a spendere di più per acquistare beni o servizi sostenibili. Percentuale che sale nel caso dei millennials.

Già ma chi investe denaro a che cosa mira? Ad essere a posto con la coscienza oppure a mettere denaro sulle società più redditizie? Continua a leggere

Se la liquidità è meglio di un fondo obbligazionario

Euro, Bill, Currency, Ball, Round

Continua ad essere diffusa la preoccupazione tra gli investitori di come investire quella fetta di denaro che per propensione al rischio o per orizzonte temporale non si vuole destinare ai mercati più rischiosi come ad esempio l’azionario.

La delusione per rendimenti obbligazionari ormai inesistenti aumenta così il denaro depositato sui conti correnti degli italiani.

Ma veramento questa scelta di lasciare i soldi sul conto corrente è sbagliata?

In diverse occasioni abbiamo detto come la liquidità non rappresenta un investimento profittevole in quanto il suo valore viene costantemente eroso dal mangiatore di soldi, alias l’inflazione.

Leggi anche: Il mangiatore di soldi

Questo ragionamento poggiava  sul fatto che mentre un conto corrente remunera zero o comunque l’equivalente di un tasso monetario, un prodotto obbligazionario offre una remunerazione superiore per svariati motivi.

Attese di inflazione, maggior premio per il rischio di investire su un orizzonte temporale più lungo, maggior premio legato al rischio credito dell’emittente, tutti elementi che dovrebbero rendere un’obbligazione più attraente del mantenere i soldi sul conto corrente.

Ma viviamo tempi straordinari e non è più così, almeno per ora.

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Il Nutri Score e gli investimenti finanziari

Traffic Light, Red, Black, Green, Yellow

Nei mesi scorsi la multinazionale Nestlè ha comunicato che entra la fine del 2019 arriverà anche in Italia l’etichetta nutrizionale a ‘semaforo’ chiamata ‘Nutri-Score’.

Subito le associazioni di categoria italiane legate all’agroalimentare hanno fatto scoppiare la polemica. Ma cos’è veramente il Nutri-Score e perché ho deciso di parlarne all’interno di un blog di finanza personale?

Il Nutri-Score è un sistema di etichettatura dei prodotti alimentari sviluppato in Francia che semplifica l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare utilizzando due scale correlate: una cromatica divisa in 5 gradazioni dal verde al rosso, ed una alfabetica comprendente le cinque lettere dalla A alla E. Continua a leggere