Anche le obbligazioni entrano in fascia arancione

Matita, Note, Masticato, Palla Di Carta

Le perdite accumulate dal mercato obbligazionario in questi primi mesi del 2021 sono sicuramente degne di nota. In alcuni casi, come ad esempio sulle scadenze ultralunghe, le perdite superano addirittura la doppia cifra percentuale. Fenomeno inevitabile quando i rendimenti arrivano a livelli così bassi come quelli visti in questi anni. Basta poco e la matematica bacchetta subito gli investitori che non hanno dato il giusto peso alla parola duration.

Il mercato obbligazionario americano è quello dotato di maggiore profondità storica. Questo ci permette di analizzare le sue dinamiche e tentare di interpretare cosa potrebbe succedere nei prossimi anni a chi investe in obbligazioni oggi. Non necessariamente questa sarà la strada giusta (chi lo sa se fra 50 anni saranno ancora i Treasury i titoli di riferimento degli investitori globali), ma possiamo fare qualche ragionamento anche in ottica di pianificazione. Continua a leggere

E se le obbligazioni fossero le maschere apotropaiche del ventunesimo secolo?

Questa estate un po’ strana e particolare mi ha permesso di viaggiare tra le valli alpine della Val d’Aosta ed ho avuto la fortuna di visitare alcuni degli scrigni medioevali più interessanti d’Italia. Castelli poco conosciuti ma intrisi di storia e che ogni tanto riservano delle sorprese inaspettate. In uno di questi castelli, Sarriod de la Tour il suo nome, c’è una stanza con soffitto in legno chiamata sale delle teste. Sul soffitto ligneo infatti si trovano decine di sculture mostruose, grottesche, bizzarre e diaboliche che altro non sono che maschere apotropaiche.

La sera, scrollando gli indici finanziari della giornata sul mio smartphone, ho riflettuto su quella visita. E se le obbligazioni diventassero come le maschere apotropaiche dell’antichità?

Prima di spiegarvi la mia associazione mentale (che alcuni sono sicuro stanno trovando alquanto strana) apro una breve digressione per spiegare cosa sono le maschere apotropaiche. Continua a leggere

Dove ho già visto questa cosa

Parete In Legno, Sottomano, Memo

Ormai lo sanno anche i sassi. Le obbligazioni più sicure non rendono praticamente più nulla in termini nominali e men che meno in termini reali. Le politiche delle banche centrali combinate ad un mix storico di curva demografica, esplosione tecnologica e globalizzazione hanno portato i tassi di interesse a livelli mai visti. Mai visti? Ne siamo veramente sicuri?

Se in termini nominali è così, in termini reali gli Stati Uniti hanno visto tassi ben più bassi di quelli attuali. Dico questo perchè molto spesso si confonde la remunerazione offerta dalla cedola di un’obbligazione con quella della stessa cedola depurata dall’inflazione.

Se la mia obbligazione paga il 5% ogni anno e l’inflazione quell’anno è del 3%, in realtà il mio incasso “reale” in termine di interesse attivo è 2% al netto della perdita di potere d’acquisto.

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E se i tassi reali non tornassero mai più positivi?

Norway, Landscape, Sea, Water, Mountains

Una delle domande più gettonate su questo blog è legata all’opportunità o meno di possedere obbligazioni in portafoglio visti i bassi se non in molti casi, negativi tassi di interesse. Già nella domanda si annida però un’inesattezza.

Sia per l’investitore azionario che per quello obbligazionario non sono i tassi nominali quelli che determinano la remunerazione dell’investimento (ovvero se alla fine avrò più o meno soldi) quanto i tassi reali. Ne abbiamo già parlato in questo articolo, ma se per assurdo il rendimento di un’obbligazione è zero ed il tasso di inflazione negativo (-1%) il mio rendimento reale è positivo. Investire 100 in bond con tasso zero mi permetterà di ottenere a scadenza 100. Ma come? Se investo 100 e alla fine ho di nuovo 100 il rendimento è zero. Sbagliato siccome siamo in deflazione, ciò che compravo ieri con 100 oggi lo compro con 99 ed ecco che il mio rendimento reale dell’investimento è diventato 1%. Abbiamo ottenuto una performance reale positiva anche investendo in obbligazioni a rendimento zero. Continua a leggere

Quale sarà l’investimento migliore della prossima decade?

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Quale sarà l’investimento vincente del prossimo decennio? Questa è la classica domanda da 1 milione di Euro al quale nessuno sa rispondere.

Nel marzo 2009 le borse di tutto il mondo terminavano la loro caduta devastante. Lo S&P500 realizzò l’ormai mitico 666 in una drammatica sequenza di ribassi che sembrava non avere fine dopo il fallimento di Lehman Brothers. Ma cosa è successo da allora? Quali sono le performance che hanno raccolto le principali asset class finanziarie in questi 10 anni? Cerchiamo di rispondere al quesito in questo articolo.

Cominciamo dal perdente di questa decade che chissà, potrebbe diventare il vincente della prossima. Sto parlando delle commodities, asset tipicamente decorrelata dall’andamento di bond ed equities come questi ultimi due lustri hanno confermato.

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Cara sostenibilità

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  • Il mondo della finanza sta sposando in modo sempre più convinto tutto ciò che parla di sostenibilità
  • I prodotti finanziari diventano lo strumento ideale in mano al marketing finanziario per colpire la componente emozionale dei clienti
  • La polizza Genera Sviluppo Sostenibile di Generali segue questo filone. Vediamo i pro e i contro di questa polizza multiramo

Quando si pensava che il destino dell’asset management mondiale fosse arrivato al capolinea anche a causa della diffusione degli strumenti a replica passiva (ETF), cosa ti tira fuori dal cilindro il mondo della finanza? Una sbrodolata di prodotti che fanno della sostenibilità la loro ragione di esistere.

Come posso investire in prodotti sostenibili? Come posso investire in prodotti ESG? Come posso investire in prodotti finanziari che renderanno questo mondo migliore per me e per i miei figli?

Queste sono le domande che clienti bombardati da paginate di giornale ricche di campi fioriti e cieli azzurri stanno facendo ai loro consulenti finanziari.

E siccome all’industria finanziaria non pare vero di trovarsi di fronte qualcuno che in piena MiFID2 vuole entrare a tutti i costi su prodotti di questo tipo senza badare a spese, via libera alla produzione su scala industriale di prodotti “sostenibili”. Continua a leggere

Se la liquidità è meglio di un fondo obbligazionario

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Continua ad essere diffusa la preoccupazione tra gli investitori di come investire quella fetta di denaro che per propensione al rischio o per orizzonte temporale non si vuole destinare ai mercati più rischiosi come ad esempio l’azionario.

La delusione per rendimenti obbligazionari ormai inesistenti aumenta così il denaro depositato sui conti correnti degli italiani.

Ma veramento questa scelta di lasciare i soldi sul conto corrente è sbagliata?

In diverse occasioni abbiamo detto come la liquidità non rappresenta un investimento profittevole in quanto il suo valore viene costantemente eroso dal mangiatore di soldi, alias l’inflazione.

Leggi anche: Il mangiatore di soldi

Questo ragionamento poggiava  sul fatto che mentre un conto corrente remunera zero o comunque l’equivalente di un tasso monetario, un prodotto obbligazionario offre una remunerazione superiore per svariati motivi.

Attese di inflazione, maggior premio per il rischio di investire su un orizzonte temporale più lungo, maggior premio legato al rischio credito dell’emittente, tutti elementi che dovrebbero rendere un’obbligazione più attraente del mantenere i soldi sul conto corrente.

Ma viviamo tempi straordinari e non è più così, almeno per ora.

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