Cari ragazzi vi spiego come costruire la pensione minima da 650 Euro al mese (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Nei giorni scorsi il Governo italiano ha fatto trapelare la possibilità che i giovani lavoratori potranno contare su assegni minimi di pensione a partire da 650 Euro qualora la carriera lavorativa non dovesse permettere il versamento di contributi previdenziali sufficienti. Qui la notizia .

A parte il fatto che dire 650 Euro nel 2017 non è la stessa cosa di dire 650 Euro nel 2067 (+70 anni) per effetto dell’inevitabile erosione del potere d’acquisto da parte dell’inflazione, avere poi la certezza del diritto previdenziale in Italia richiede un forte atto di fede. Allora perchè non crearsi da sè un assegno minimo di mantenimento.

Ho fatto una semplice simulazione. Investendo per 45 anni a partire dai 25 anni (quindi arriviamo a 70 anni) 100 Euro al mese aumentati del 2% ogni anno per compensare l’inflazione e stabilendo  un rendimento netto annuo medio del 3%, all’età di 70 anni avremo a disposizione circa 166 mila Euro. Continua a leggere

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Mappa essenziale per raggiungere l’indipendenza finanziaria (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

La decisione di investire denaro per tanto tempo è un esercizio particolarmente complesso proprio perchè la componente positiva di questo esercizio, ovvero la crescita del capitale generata dalla capitalizzazione composta degli interessi per effetto di rendimenti positivi, ha elevata probabilità di emergere dopo tanti, tantissimi anni.

Per questo è sempre opportuno mappare fin da subito quale tipo di esercizio ci aspetta. Pochi sono i dati che servono, qualche semplice nozione di matematica finanziaria ed un file di Excel.

Prendiamo il reddito da lavoro netto (ho preso un valore medio fisso di 30 mila Euro, ma per perfezionare l’esercizio consiglio di abbinare un tasso di crescita annuo allo stipendio), stimiamo un rendimento reale del nostro investimento (ho deciso di prendere il 3%), stabiliamo una scaletta di percentuali di quanto risparmieremo sul reddito e voilà, il gioco è fatto scalettato per un certo numero di anni di risparmio. Continua a leggere

Diario di un papà investitore – Perchè regalerei un fondo pensione ad ogni bambino (Puntata n.5)

Tutte le volte che ho sbagliato un investimento finanziario ho appreso da quell’errore delle informazioni che nessun consulente, professore, analista o blogger avrebbe mai potuto passarmi. Siamo fatti così, in fondo finchè non tocchiamo con mano difficilmente crediamo a ciò che sentiamo dire in giro. Per questo sono assolutamente convinto che ogni giovane o meno giovane investitore devono almeno una volta nella vita provare prodotti costosi, complessi o scarsamente redditizi per capire dove sta l’errore.

Non ho nulla contro i consigli sensati, tutt’altro, però spesso leggo messaggi fuorvianti che confondono le persone. Recentemente è apparso questo articolo https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/18/pensioni-perche-la-previdenza-complementare-e-rischiosa-e-non-conviene/4361297/

curato dal Prof.Beppe Scienza. Noto critico (spesso a ragione) dei prodotti finanziari e fortemente avverso ai fondi pensione.

Quello che però non capisco dell’articolo è la demonizzazione di uno strumento che, con i giusti costi e la giusta asset allocation, dovrebbe essere regalato ad ogni bambino appena nato. So che il prof.Scienza si starà facendo una gran risata però sono assolutamente convinto di quello che dico. Continua a leggere

La piramide del pensionato

Il mio amico Tony Isola (qui il suo blog americano molto interessante) ha pubblicato un post nel quale compariva la cosiddetta piramide del pensionato.

Non è la prima piramide che abbiamo pubblicato sul nostro blog (vedi la piramide dell’investitore), ma questi metodi credo siano molto efficaci per chi cerca di mettere un pò di ordine nella proprio finanza personale.

E allora vediamola questa piramide del pensionato che attenzione, non è rivolta a chi in pensione c’è già, ma a chi vuole diventare finanziariamente indipendente il prima possibile e godersi la vita da pensionato con qualche anno di anticipo. Continua a leggere

Intervista di buon senso a Shlomo Benartzi

I lettori assidui sanno che ci piace ogni tanto segnalare delle interviste a nostro modo di vedere di buon senso che possono aiutare qualunque investitore volenteroso a migliorare stile e rendimento del proprio investimento.

Tra quelle lette di recente segnalo questa fatta a Shlomo Benartzi, uno dei più importanti studiosi del comportamento umano applicato nel mondo finanziario e stretto collaboratore da anni del fresco premio Nobel Richard Thaler autore del libro Nudge, la spinta gentile.

Proprio la consegna del premio Nobel a Thaler venne ricordata sul nostro blog con questo post “La difficile scelta di quanto versare al fondo pensione”.

Venti anni fa il professor Benartzi ideò assieme a Thaler il programma Save More Tomorrow per aiutare le persone a generare un sicuro flusso di reddito per l’età della pensione. Continua a leggere

Quanti soldi servono per essere felici?

Nelle settimane scorse è uscito questo articolo.

Non sappiamo se effettivamente sono 77 mila gli Euro di reddito annuo che fanno la felicità di una persona, qualcosa di più o qualcosa di meno. A nostro modo di vedere questo importo è difficile da stimare poichè i valori, lo stile di vita, la cultura, il tessuto sociale di ogni persona rendono questo importo variabile. E’ comunque indubbio che 77 mila Euro all’anno offrono una grande tranquillità, sia in età lavorativa che durante la pensione.

Già la pensione. Ma quanti risparmi servirebbero se a 65 anni decidessi di andar in pensione ed avere a disposizione 77 mila Euro all’anno?

Sono 2,3 i milioni di Euro necessari e per 30 anni (quindi fino ai 95) potrete tranquillamente prelevare 77 mila Euro e vivere ricchi e sereni. Continua a leggere

Mappa essenziale per raggiungere l’indipendenza finanziaria

La decisione di investire denaro per tanto tempo è un esercizio particolarmente complesso proprio perchè la componente positiva di questo esercizio, ovvero la crescita del capitale generata dalla capitalizzazione composta degli interessi per effetto di rendimenti positivi, ha elevata probabilità di emergere dopo tanti, tantissimi anni.

Per questo è sempre opportuno mappare fin da subito quale tipo di esercizio ci aspetta. Pochi sono i dati che servono, qualche semplice nozione di matematica finanziaria ed un file di Excel.

Prendiamo il reddito da lavoro netto (ho preso un valore medio fisso di 30 mila Euro, ma per perfezionare l’esercizio consiglio di abbinare un tasso di crescita annuo allo stipendio), stimiamo un rendimento reale del nostro investimento (ho deciso di prendere il 3%), stabiliamo una scaletta di percentuali di quanto risparmieremo sul reddito e voilà, il gioco è fatto scalettato per un certo numero di anni di risparmio. Continua a leggere

La difficile scelta di quanto versare al Fondo Pensione

In omaggio al premio Nobel per l’economia Richard Thaler questa settimana il nostro blog ripropone gli articoli nei quali è stato citato l’autore del libro  Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità

Quando si pensa all’apertura di un fondo pensione generalmente la maggior parte delle persone lo fa con lo stesso approccio utilizzato per il regime alimentare o l’attività fisica. Da domani mi metto a dieta o mangio meglio, da domani faccio più movimento e sport, da domani risparmio di più per la mia pensione.

Questa forma di autodisciplina le statistiche purtroppo dimostrano che non funzionano.

Dal Sole24Ore del 9 giugno 2016

I lavoratori iscritti a forme di previdenza integrativa hanno raggiunto nel 2015 quota 7,2 milioni con un aumento del 12,1% sul 2014. Lo rileva la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) spiegando che nell’anno sono aumentati anche coloro che hanno interrotto il versamento dei contributi passando da 1,6 milioni nel 2014 a 1,8 milioni, in pratica un quarto degli iscritti complessivi.

Numeri modesti che appaiono ancora più incredibili se si pensa che, almeno per i lavoratori dipendenti, l’adesione al fondo viene premiata con un contributo aziendale pari ad una percentuale dello stipendio. In pratica è come rifiutare un aumento di stipendio.

Detto questo, un’altra grande criticità che incontrano i lavoratori è la scelta della percentuale di denaro da destinare al fondo pensione. Le percentuali scelte hanno più un carattere di estrazione casuale di un numero che non un ragionato pensiero di programmazione. Molti scelgono lo 0,5% (il minimo) dello stipendio per sentirsi a posto con la coscienza, ma nello stesso tempo non vogliono incidere troppo sullo stipendio che incassano ogni mese in busta paga. Altri scelgono il classico numero rotondo (1%, 2%, 3%), pochissimi scelgono la doppia cifra (dal 10% al 15%). Continua a leggere

Cari ragazzi vi spiego come costruire la pensione minima da 650 Euro al mese

Nei giorni scorsi il Governo italiano ha fatto trapelare la possibilità che i giovani lavoratori potranno contare su assegni minimi di pensione a partire da 650 Euro qualora la carriera lavorativa non dovesse permettere il versamento di contributi previdenziali sufficienti. Qui la notizia .

A parte il fatto che dire 650 Euro nel 2017 non è la stessa cosa di dire 650 Euro nel 2067 (+70 anni) per effetto dell’inevitabile erosione del potere d’acquisto da parte dell’inflazione, avere poi la certezza del diritto previdenziale in Italia richiede un forte atto di fede. Allora perchè non crearsi da sè un assegno minimo di mantenimento.

Ho fatto una semplice simulazione. Investendo per 45 anni a partire dai 25 anni (quindi arriviamo a 70 anni) 100 Euro al mese aumentati del 2% ogni anno per compensare l’inflazione e stabilendo  un rendimento netto annuo medio del 3%, all’età di 70 anni avremo a disposizione circa 166 mila Euro. Continua a leggere

Quando arriverà il momento di sedersi in panchina

Avete mai pensato a quanto denaro riuscirete ad incassare lavorando per 40 anni con stipendio costante? Ognuno può mettersi a tavolino e fare i suoi conti. Lasciamo perdere i concetti di attualizzazione dei flussi di cassa che correttamente qualche lettore esperto di matematica finanziaria potrebbe fare emergere, quello che interessa qui è focalizzarsi sulla filosofia del concetto di lavoro.

Il nostro personale capitale umano è legato alla capacità di produrre beni o servizi. Queste abilità sono acerbe e spesso inesplorate da giovani, ma grazie a talento, formazione ed anche fortuna crescono nel tempo. Possiamo migliorare il nostro “valore di mercato” studiando ed approfondendo.

Il tempo però è anche crudele e più ci si avvicina alla data della pensione, più il nostro capitale umano, inteso come capacità di generare nuova ricchezza, si affievolisce per un semplice effetto di invecchiamento. L’esperienza ha un valore certo, ma l’anagrafe presenta il conto.

Come in una squadra di calcio quando si superano i 35 anni la panchina diventa sempre più frequente. In alternativa possiamo accontentarci di ottenere ingaggi più bassi giocando in squadre minori.

Ecco a cosa serve il capitale finanziario. Continua a leggere