Che delusione l’investimento in immobili nel lungo periodo

Se l’investimento immobiliare in Italia non si è rivelato certo un buon affare negli ultimi 20 anni , non veniamo nemmeno rassicurati dai dati che arrivano da altre piazze mondiali appartenente all’area dei paesi sviluppati. Grazie ai dati forniti dalla Fed di St.Louis possiamo infatti analizzare le serie storiche dei principali paesi elaborando i prezzi reali (quindi già depurati dall’inflazione) delle abitazioni.

Per avere un confronto relativo più attendibile abbiamo analizzato i dati a partire dal 1995 di Olanda, Italia, Giappone, Canada, Francia, Usa e Uk, confrontandoli con le performances dei mercati azionari e obbligazionari mondiali.
Come si vede dalla tabella sottostante, in termini reali nel periodo 1995-2013, la variazione reale annua dei prezzi delle abitazioni residenziali è stata nulla per l’Italia (+0,4%) e negativa per il Giappone (-3,1%). Un modesto +1,8% annuo reale spuntano Continua a leggere

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Le conseguenze dell’Euro negli investimenti degli italiani

Nel precedente post “Pessimo affare l’investimento in immobili italiani negli ultimi 20 anni” abbiamo sfatato alcuni miti come quello della superiorità dell’investimento immobiliare. Un altro grosso problema del risparmiatore italiano è quello della eccessiva concentrazione sugli asset domestici. La tabella che riportiamo qui sotto evidenzia l’andamento delle cinque variabili finanziarie prese in considerazione in questa analisi, azionario italiano, titoli di stato a lunga e breve scadenza, oro e abitazioni.

euro e italianiFonte dati http://research.stlouisfed.org/fred2/ e Bloomberg

Dalla nascita della moneta unica l’inflazione media italiana è stata del 2,2% un valore che ha peggiorato il già negativo dato nominale dell’azionario italiano. In pratica chi ha investito nel comparto più rischioso tra gli asset di investimento ha subito una volatilità superiore al 20% per ritrovarsi con un pugno di mosche. Sono sicuro che state già arrivando alla conclusione che l’investimento azionario anche nel lungo periodo non porta da nessuna parte, ma sbagliate. Continua a leggere

Pessimo affare l’investimento in immobili italiani negli ultimi 20 anni

L’investitore italiano da decenni preferisce concentrare i propri investimenti su titoli più o meno rischiosi di emittenti nazionali. L’illusione di “conoscere” il creditore o addirittura di poter avere tutto sotto il proprio controllo ha alimentato una generale inefficienza dei portafogli finanziari medi degli italiani.

I titoli di Stato, le azioni quotate sulla Borsa italiana e, se proprio si temeva il peggio, oro e case, questi erano (ed in parte è tuttora) i principali destinatari del risparmio degli italiani.
Nel corso dei prossimi articoli vedremo come l’investitore italiano medio ha creato portafogli, non solo esposti ad un rischio elevato di concentrazione (qualcuno si ricorda cosa stava succedendo ai Btp a novembre 2011?), ma anche scarsamente remunerativi se paragonati ad altri investimenti piuttosto semplici e diversificati.

In questo articolo ci concentriamo però su quello che è successo ad un portafoglio di asset esclusivamente “italiani” negli ultimi 20 anni.

Per la nostra analisi abbiamo preso in considerazione solo indici total return, ovvero comprensivi di cedole e dividendi reinvestiti. Per il mercato azionario abbiamo preso come riferimento il MSCI Italy, per i titoli di Stato una media di titoli con scadenza compresa tra 7-10 anni e tra 1-3 anni. Agli investimenti finanziari classici abbiamo poi contrapposto due oggetti del desiderio degli italiani, la casa e l’oro espresso in Euro. Ecco i risultati. Continua a leggere