Investire con Buon Senso va in Vacanza!

lFinalmente ci risiamo, torna il mese di agosto e i blogger di Investire con Buon Senso se ne vanno in giro per il mondo sospendendo le consuete pubblicazioni.

E’ il momento di mettere a frutto un altro dei nostri Travel Plan faticosamente accumulati negli anni. Obiettivo centrato ed anche quest’anno per quello che riguarda  il sottoscritto, avete come sempre già capito la destinazione.

Questo era lo scopo del Travel Plan creato qualche anno fa acquistando obbligazioni sovranazionali in valuta messicana ed a questo i soldi accumulati dovranno essere indirizzati. Il Messico, assieme ad altri paesi emergenti come il Brasile, ha subito una pesante svalutazione della sua moneta locale e questo favorirà l’acquisto di qualche souvenir in più…

Lo ripeto sempre. Programmazione e risparmio rappresentano la preparazione faticosa ma piacevole ad un evento che quando arriva ti riempie però di orgoglio. Rinunciare durante l’anno a consumi inutili o superflui deve prima o poi sfociare in un obiettivo concreto. Per il sottoscritto il viaggio è uno di questi.

Ringrazio di nuovo tutti i lettori che hanno continuato a seguirci. Purtroppo impegni professionali vari non ci permettono di pubblicare con maggiore frequenza ma da quest’anno abbiamo anche deciso di avviare rubriche più “personali” come il Diario di un Papà Investitore o il Piano di Accumulo nel settore immobiliare.

Come l’anno scorso ripetiamo l’esperienza della riprogrammazione estiva degli articoli più letti del 2017-2018.

E proprio perchè non vi lasciamo completamente orfani, come  sempre mi raccomando, linkate i nostri articoli e girateli ai vostri amici in vacanza!!

Auguri a tutti di buone vacanze e a settembre torneremo con articoli  nuovi, spero sempre interessanti ed in grado di accrescere la cultura finanziaria di tutti.

Buon Investimento e che sia di Buon Senso!

Il mondo non crollerà, tranquilli

Nessuno può sapere dove saranno i mercati finanziari fra 1 settimana, 1 mese, 1 anno, questo concetto lo sentite ripetere spesso su queste pagine. Correzioni arriveranno lo sappiamo, ma non sarà la fine del mondo. Questa volta non è diverso.

Lo scetticismo che accompagna il bull market corrente è certamente un qualcosa che stupisce, ma chi dice che è solo ed esclusivamente la liquidità delle banche centrali che fa salire le quotazioni a mio modo di vedere è in errore.

Vi porto due esempi.

Nei mesi scorsi è apparsa questa notizia. Facebook ha una enorme convenienza ad accelerare la diffusione dell’auto senza guidatore e la conferma arriva da due numeri. Continua a leggere

Denaro e Cibo sono così simili?

Il celebre blog americano I will teach you to be rich si è posto questa domanda e sembra essere arrivato alla conclusione che questa verosimiglianza esiste sotto diversi punti di vista. Vediamo alcuni di questi parallelismi.

Nel nostro quotidiano modo di mangiare difficilmente contabilizziamo le calorie assunte.

Nel nostro quotidiano modo di spendere soldi difficilmente contabilizziamo ogni nostra spesa.

Mangiamo effettivamente più di quello che pensiamo  di aver mangiato.

Spendiamo più di quello che il nostro cervello ammette o di cui ha percezione.

Partecipiamo, leggiamo, ci appassioniamo a dibattiti su diete, calorie, stili di alimentazione.

Partecipiamo, leggiamo, ci appassioniamo a dibattiti su tassi di interesse, inflazione, azioni, Bitcoin, ecc…

Diamo credito a ricerche o consulenze dell’ultima ora di parenti, amici, consulenti improvvisati dietisti, guru televisivi delle diete.

Diamo credito ai consigli finanziari dell’ultima ora di parenti, amici, consulenti finanziari improvvisati, guru televisivi della finanza.

Aggiungerei un concetto basilare. Siamo disposti a pagare cifre iperboliche per portate alimentari dall’aspetto raffinato, curato, alternativo, ma dello stesso potere calorico di portate presentate in modo più semplice e low cost. Se lo scopo è alimentarsi il risultato finale sarebbe lo stesso, anzi migliore perchè avremmo più soldi in tasca.

Siamo disposti a pagare cifre iperboliche per fondi alternativi, hedge fund, prodotti finanziari infiocchettati e ricchi di promesse, ma dello stesso potenziale di guadagno di fondi presentati in modo più semplice e low cost. Se lo scopo è aumentare il proprio capitale finanziario il risultato finale sarebbe lo stesso, anzi migliore perchè avremmo più soldi in tasca.

Leggi anche: E se l’asset allocation fosse una dieta?

 

La difficile scelta di quanto versare al Fondo Pensione

In omaggio al premio Nobel per l’economia Richard Thaler questa settimana il nostro blog ripropone gli articoli nei quali è stato citato l’autore del libro  Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità

Quando si pensa all’apertura di un fondo pensione generalmente la maggior parte delle persone lo fa con lo stesso approccio utilizzato per il regime alimentare o l’attività fisica. Da domani mi metto a dieta o mangio meglio, da domani faccio più movimento e sport, da domani risparmio di più per la mia pensione.

Questa forma di autodisciplina le statistiche purtroppo dimostrano che non funzionano.

Dal Sole24Ore del 9 giugno 2016

I lavoratori iscritti a forme di previdenza integrativa hanno raggiunto nel 2015 quota 7,2 milioni con un aumento del 12,1% sul 2014. Lo rileva la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) spiegando che nell’anno sono aumentati anche coloro che hanno interrotto il versamento dei contributi passando da 1,6 milioni nel 2014 a 1,8 milioni, in pratica un quarto degli iscritti complessivi.

Numeri modesti che appaiono ancora più incredibili se si pensa che, almeno per i lavoratori dipendenti, l’adesione al fondo viene premiata con un contributo aziendale pari ad una percentuale dello stipendio. In pratica è come rifiutare un aumento di stipendio.

Detto questo, un’altra grande criticità che incontrano i lavoratori è la scelta della percentuale di denaro da destinare al fondo pensione. Le percentuali scelte hanno più un carattere di estrazione casuale di un numero che non un ragionato pensiero di programmazione. Molti scelgono lo 0,5% (il minimo) dello stipendio per sentirsi a posto con la coscienza, ma nello stesso tempo non vogliono incidere troppo sullo stipendio che incassano ogni mese in busta paga. Altri scelgono il classico numero rotondo (1%, 2%, 3%), pochissimi scelgono la doppia cifra (dal 10% al 15%). Continua a leggere

Investire con Buon Senso va in Vacanza!

Finalmente ci risiamo, torna il mese di agosto e i blogger di Investire con Buon Senso se ne vanno in giro per il mondo sospendendo le consuete pubblicazioni.

E’ il momento di mettere a frutto un altro dei nostri Travel Plan faticosamente accumulati negli anni. Obiettivo centrato e, per quello che riguarda  il sottoscritto, un sentito grazie alla Brexit e a Theresa May.

Questo era lo scopo del Travel Plan creato esattamenter l’anno scorso dopo il referendum con cui i britannici hanno deciso di uscire dall’Unione Europea. I vantaggi per ora sono tutti dei turisti europei e con una bella obbligazione  sovranazionale in valuta inglese ho traghettato i miei soldi verso l’obiettivo.

Programmazione e risparmio, sempre loro rappresentano la preparazione faticosa ma piacevole ad un evento che quando arriva ti riempie però di orgoglio.

Ringrazio ovviamente tutti i lettori che continuano a seguirci in numero crescente. Purtroppo (o per fortuna) diversi impegni ci stanno limitando nella possibilità di pubblicare articoli con frequenza maggiore, ma nonostante tutto cerchiamo di esserci.

Come l’anno scorso ripetiamo l’esperienza della riprogrammazione estiva degli articoli più letti del 2016-2017, un aiuto magari per chi si è perso per strada qualcosa.

Ovviamente auguri a tutti di buone vacanze e a settembre torneremo con articoli  nuovi, speriamo interessanti e perchè no capaci di educarvi finanziariamente in modo ancora più profondo di ciò che è stato fatto finora.

E come sempre Buon Investimento a tutti e che sia di Buon Senso!

P.S. Aggiornamento sull’andamento del portafoglio di Archeowealth a fine luglio. +14.1% dalla partenza del primo gennaio 2015 e + 1.9% dall’inizio dell’anno. Il Dollaro debole sta mettendo a dura prova le performance degli investimenti, ma l’importante è restare positivi in termini reali (al netto dell’inflazione) e per ora obiettivo centrato!

 

Le sirene dei bonus offerti dai broker di opzioni binarie

Un nostro fedele lettore ci ha proposto di pubblicare un articolo sul mondo, non sembre limpido e trasparente,delle opzioni binarie. Volentieri diamo spazio a questa voce ricordando sempre l’altissimo tasso di speculazione (e quindi di perdite) di questo mondo che assomiglia più ad una slot machine che ad un investimento. Buona lettura.

Il trader che oggi vuole cominciare la sua avventura nel mondo del trading online su opzioni binarie è obbligato ad aprire un conto sul sito di un broker. La scelta del broker migliore è ardua, anche perché le proposte commerciali delle diverse società sono veramente interessanti, a volte forse anche troppo. Elemento questo che giustifica una maggiore attenzione nella scelta di coloro ai quali verranno versati i propri soldi per un’attività ad elevato rischio (anche di perdita di denaro). Continua a leggere

Siete veramente sicuri?

Siete veramente sicuri che acquistare prodotti aventi come sottostante delle obbligazioni societarie high yield rappresenti una buona idea? Personalmente credo che la “bonanza” del mondo del credito non è ancora arrivata a fine corsa (anche se manca poco), ma qui non conta sapere quando i prezzi di questi bond “spazzatura” svolteranno verso il basso, quanto fare i classici conti della serva.

I rendimenti sul mercato high yield europeo hanno fatto segnare nuovi record negativi in termini di rendimento. A maggio i principali indici di riferimento vedono un rendimento a scadenza sotto il 2.70%, ma cosa significa questo numero?

Se prendiamo ad esempio il factsheet più recente dell’ETF di iShares che investe in obbligazioni spazzatura europee, notiamo  come, ad un rendimento a scadenza del portafoglio del 3.16% (la scheda pubblicata  al momento è riferita a fine aprile), l’investitore dovrà sottrarre spese correnti dello 0.50%. (3.16% – 0.50%) = 2,66%

Come ben sappiamo i costi degli ETF non sono solamente quelli compresi nella voce TER, ma anche i costi di negoziazione per l’acquisto e la successiva vendita oltre allo spread tra denaro e lettera al momento dell’acquisto stesso (molto contenuto per lo strumento analizzato). Diciamo che arrivare a 2.50% di rendimento a scadenza al netto di questi costi è un attimo. Continua a leggere