Indipendenza finanziaria: Fare il salto

Oggi abbiamo il piacere di ospitare un blogger italiano che è anche un nostro affezionato lettore. L’articolo che ci ha gentilmente concesso di pubblicare tratterà il tema, sempre molto apprezzato dai lettori, dell’indipendenza finanziaria.

La sua introduzione all’articolo mi ha incuriosito e devo dire che arrivare fino in fondo è stato piacevole e interessante. Esattamente quello che deve trasmettere un articolo che tratta questo tema. Buona lettura.

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Qualche anno fa ho dovuto mettere in discussione i miei principi ed ho capito che viviamo tutti immersi in folli illusioni che rovinano la nostra esperienza. Da allora cerco di individuare quelle idee che possono migliorare la nostra vita e renderci più efficaci e felici; saltomentale.it è il posto dove provo a renderle chiare e disponibili a tutti.

Tanti si pentono di non aver cominciato prima, quasi nessuno si pente di non aver cominciato dopo.

Sapete bene cos’è l’indipendenza finanziaria, avete letto della regola del 4% e conoscete i vari tipi di ritiro anticipato, ma vi siete mai chiesti cosa succede quando ormai ci siamo? Intendo quel fatidico momento in cui valutate il vostro patrimonio, vedete che è della dimensione che vi eravate prefissati e dovete fare il salto.

Non è facile abbandonare le sicurezze e le routine. Se abbiamo atteso tanto, potremmo anche aver perso parte della motivazione: i figli a cui volevamo dedicarci sono cresciuti o la chiamata all’avventura si è assopita oppure non sentiamo più la smania di essere capi di noi stessi perché, nel frattempo, siamo diventati capi di qualcun altro.

Più aspettiamo e più saremo indecisi poiché la motivazione è fondamentale per il cambiamento e se non sapremo sfruttarla quando arde forte è possibile che non la sfrutteremo mai.

Dobbiamo quindi considerare un compromesso importante:

  • Saltare appena le condizioni sono accettabili ma con qualche rischio economico in più;

 oppure

  • Accumulare un patrimonio tanto grande da minimizzare le incertezze materiali, ma nel frattempo rischiare di aver perso la motivazione necessaria a saltare.

Penso che la scelta giusta, nella maggior parte dei casi, sia saltare appena possibile, dandosi un obiettivo sensato senza esagerare con le sicurezze.

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Calcolatore essenziale per investire (e disinvestire) con buon senso

Calcolatrice, Soldi, Penna

Esistono in rete numerosi calcolatori online che permettono agevolmente. e senza doversi prendere la briga di utilizzare penna, carta o calcolatrice da tavolo, di pianificare il potenziale esito di un investimento finanziario.

Naturalmente questa è la superficie di una materia ben più complessa e profonda che in certe situazioni richiede l’intervento di professionisti del settore.

Possiamo però dire che un primo step di pianificazione finanziaria fai da te viene può essere messo a terra con strumenti online assolutamente gratuiti.

Uno dei miei calcolatori online preferiti è http://www.moneychimp.com/. Moneychimp non offre solo il calcolatore, ma anche una sezione dedicata all’educazione sulle formule base di matematica che ogni investitore di buon senso interessato alla finanza personale dovrebbe conoscere.

Ovviamente il sito è inglese e ovviamente esistono tanti altri calcolatori che personalmente utilizzo per certe “rifiniture” legate ad esempio a back test piuttosto che alla definizione di rendimenti attesi o altro.

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Da accumulatore e decumulatore

tvscale

Quando questo blog ha cominciato a pubblicare i suoi primi articoli (dicembre 2014 e per i nostalgici questo è stato il primo articolo) in Italia i blogger che si dedicavano alla finanza personale erano veramente pochi.

Naturalmente il trading, l’azione o il settore vincente, il forex, erano e rimangono molto apprezzati dai surfisti italiani del web. In pochi anni però c’è stata un’esplosione di blogger dediti alla personal finance, ognuno con la propria ricetta su come investire nel migliore dei modi durante la fase di accumulo del capitale.

Un compito tutto sommato facile perché rivolto prevalentemente ad una platea giovane e non di pensionati o persone in procinto di diventarlo.

Facile perché in fondo seguendo qualche regola di buon senso, il tempo consente ad ogni accumulatore di rimarginare quelle ferite che occasionali tempeste sui mercati vanno ad infliggere ad un piano di investimento.

Dove non arrivano poi i mercati con i loro rendimenti possiamo arrivare noi aumentando il risparmio o ricavando di più da extra lavori o, in casi estremi e con inevitabili effetti collaterali, rischiando di più sugli investimenti stessi.

Se i blogger maestri dell’accumulazione si sono moltiplicati, gli esperti di decumulazione non si vedono all’orizzonte e penso che difficilmente si paleseranno. Continua a leggere

Il rischio della sequenza dei rendimenti

Inghilterra, Montagne, Colline, Tramonto

Creare un piano finanziario in maniera accurata, ma rendersi conto ad un passo dal traguardo di aver tralasciato un particolare che rischia di allontanare la nostra mano dal premio tanto ambito. Sarebbe una pessima sensazione per ognuno di noi, soprattutto perché a quel punto non avremo un piano B. Indietro non si può tornare almeno anagraficamente parlando.

Uno dei rischi meno considerati quando si pianifica l’evoluzione di un investimento nel tempo è quella che gli americani chiamano “sequence of return risk”.

Le simulazioni che si vedono spesso in circolazione per semplicità utilizzano dei rendimenti medi statici sul capitale investito. La stessa Inps nella simulazione della nostra pensione futura che ognuno di noi può consultare liberamente, si basa su un tasso di crescita medio standard del Prodotto Interno Lordo negli anni che ci separano dal ritiro dal mondo lavorativo.

Simulare un piano al 4% di rendimento annuo composto è semplice, relativamente veloce e lineare. Proprio ciò che piace alla nostra mente. L’abbiamo fatto spesso anche noi su questo blog. Il problema è che facendo così non consideriamo un fattore di rischio, non certamente sotto il nostro controllo, ma che sempre di rischio si tratta e come tale va trattato, pianificato e gestito. Continua a leggere

Vivere di Rendita non è così semplice

Foresta, Percorso, Tramonto

L’idea di vivere di rendita è un qualcosa che infiamma le fantasie di risparmiatori ed investitori, ma purtroppo la presenza di qualche coach “de casa nostra” rischia di fare più male di una medicina presa  troppo a lungo per una malattia diversa da quella diagnosticata.

Il capitale più gettonato da chi ambisce a vivere senza lavorare è il mitico mezzo milione di euro. Non male anche i pensieri goderecci sui 300 mila euro mentre quasi nessuno punta al milione di Euro.

Tutti numeri che non valgono nulla se non consideriamo altri fattori critici nel determinare o meno il successo nell’iniziativa. Rendimento di mercato, inflazione, costi dell’investimento, ma soprattutto tenore di vita. Quindi quanto capitale serve ogni anno per vivere la famosa vita di rendita? Continua a leggere

Un portafoglio in ETF per vivere di rendita

Luck, Rainbow, Gold, Pot

Come posso ottenere una rendita periodica dai miei investimenti? Quanto denaro mi servirà per avere a disposizione almento 1000 € al mese senza fare nulla? Qual’è l’asset allocation ideale per chi vuole vivere di rendita?

Queste classiche domande racchiudono il legittimo desiderio di ogni persona di poter vivere grazie a redditi passivi da investimenti o da altre attività che comunque non comportino uno sforzo lavorativo. Purtroppo la realtà smonta molti sogni visto che per raggiungere questo stato di benessere permanente serve un capitale disponibile ed investito molto alto anche con una buona dose di rischio.

Come promesso alla fine del 2019  abbiamo voluto così creare un esempio di portafoglio semplice, low cost e trasparente che possa farci comprendere come e quanto generare (ed incassare) rendite passive da investimenti finanziari.

Lo ripeterò fino alla noia. Questo è solo un esempio per dimostrare che, spendendo quasi nulla, si può costruire un progetto di investimento con l’obiettivo di ottenere un flusso di cassa costante (ma attenzione variabile) in grado di coprire parte del nostro tenore di vita.

Questo è solo un esempio anche perchè è tarato sulla mia personale condizione di vita familiare, alla mia conoscenza, esperienza e propensione al rischio. Altri possono essere più prudenti, altri più aggressivi. Tutto questo si trasmetterà in una sensibilità diversa alla volatilità dei prezzi degli asset sottostanti, e naturalmente anche dei rendimenti.

La prima domanda che vi faccio è questa? Per quale motivo dovremmo essere preoccupati della volatilità se il nostro scopo è ottenere una rendita di cui godere fra 10, 20 o 30 anni? Continua a leggere

Intervista a tre blogger italiani di personal finance – parte seconda

Interview, Job, Icon, Job Interview

Seconda puntata della nostra intervista in collaborazione con i due autori dei blog di finanza personale  Investiresereni.it e ilconsulenteintelligente.com.

La prima parte di questo scambio di opinioni tra tre dei pochi blogger italiani che si occupano di finanza personale ed investimenti spingendo soprattutto sul tema dell’educazione finanziaria, la trovate qui.

Abbiamo deciso di unire le forze, di creare un piccolo network di personal finance che speriamo possa essere apprezzato dai lettori.

Buona lettura. Continua a leggere