20 anni di azionario a velocità ridotta

Anniversario, Vacanze, 20 Anni

E’ terminato da poco il 2018 ed i bilanci, famigliari o aziendali, rappresentano da sempre un momento di riflessione.

Come famiglie facciamo i conti con il quotidiano e capiamo quasi sempre che abbiamo speso troppo e risparmiato poco.

Leggi: Un ottimo modo per imporre il risparmio in famiglia

Partiamo con buoni propositi per il nuovo anno, ma poi ci perdiamo e regolarmente troviamo scuse per giustificare un conto economico poco soddisfacente.

Le aziende a loro volta redigono bilanci per capire se il business ha prodotto utili e giustificare nuovi investimenti, nuove assunzioni oltre che naturalmente compensi agli azionisti. In caso contrario si effettuano tagli di spesa (o lanci di nuovi prodotti) per rilanciare l’attività.

Alla stessa maniera siamo soliti su questo blog fare un bilancio dell’andamento dei mercati finanziari non dell’anno appena concluso, ampiamente pubblicizzato sui giornali o su internet, ma dell’ultima decade e dell’ultimo ventennio. Bilancio che serve sia a coloro che sono prossimi alla pensione, sia chi comincia ora un piano di investimento di lungo periodo.

Vogliamo capire se e quanto hanno guadagnato coloro che sono rimasti investiti in borsa o sul mercato obbligazionario nel cosiddetto lungo periodo. Continua a leggere

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E se lo shutdown capitasse anche a noi?

shutdown

La maggior parte di coloro che leggono questo blog avrà probabilmente letto o sentito che negli Stati Uniti è in corso lo shutdown. I servizi televisivi mostrano con insistenza dipendenti federali senza stipendio che cominciano a chiedersi come pagheranno la bolletta a fine mese, la mensa della scuola, o la rata del mutuo.

In realtà lo shutdown può capitare in qualsiasi momento della vita a ciascuno di noi. Stipendi che non vengono pagati dal datore di lavoro in difficoltà economiche, crisi economiche che mandano in pezzi le attività di artigiani e professionisti, pensioni che non vengono più pagate perchè il debito italiano entra in default. Ipotesi che diventano realtà quando le viviamo sulla nostra pelle o se coinvolgono amici vicini o lontani (vedi il caso Grecia).

Come per i cittadini americani, se arriviamo a questo evento impreparati il dramma è di quelli da far tremare i polsi. Imprecare e dare la colpa agli altri non solo serve a poco, ma molto spesso è sbagliato poichè una bella fetta di responsabilità è annidata nei nostri comportamenti “finanziari”. Vediamo perchè. Continua a leggere

FIRE, 3 modi per entrare nel club di chi vive di rendita #2

Nella prima puntata di questa serie dedicata al FIRE (Financial Indipendence, Retire Early) abbiamo descritto sinteticamente quali sono le caratteristiche peculiari di un movimento nato in America ma che sta rapidamente cominciando ad avere i suoi seguagi anche in Europa.

Riuscire a risparmiare abbastanza per diventare finanziariamente indipendenti ed andare dal proprio datore di lavoro salutandolo con la manina per il resto dei nostri giorni, è un sogno che più o meno attraversa la nostra mente con regolarità. Ovviamente non è così facile da raggiungere come tanti blogger cercano di raccontare in rete. Ma di questo avremo tempo e modo di riparlarne nelle prossime puntate.

Oggi vorrei invece elencare quali sono i 3 stili di FIRE che gli americani considerano come rappresentativi di questo stile di vita. Ognuno può identificarsi o meno, sapendo comunque pregi e difetti di far parte di questo club.

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L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Update 4°trimestre 2018)

Monete, Valuta, Investimenti

Consueto aggiornamento trimestrale del portafoglio di Archeowealth partito ufficialmente, come i nostri lettori più affezionati ben sanno, a gennaio 2015 con una dotazione di 50 mila Euro.

Inizia così il quinto anno di vita di questo portafoglio che persegue in pieno la filosofia dell’investire con buon senso. Quindi pochi prodotti (low cost), pochi movimenti, asset allocation con un peso di classi di investimento più volatili (azioni + commodity) pari al 60% ed obbligazioni per il 40%.

Il quarto anno del portafoglio di Archeowealth non è stato benigno con una performance negativa del 5.5% che porta la crescita complessiva in quattro anni a 10.6%; tradotto in soldoni poco più di 5.500 Euro di utile.

Siamo di fronte ad un rendimento annuo di poco superiore al 2.5% annuo, rendimento già al netto di commissioni su ETF e negoziazione, ma lordo fiscalità. Al netto del fisco rimaniamo comunque ancora sopra al 2% annuo.

La sequenza delle performance annuali diventa quindi la seguente: Continua a leggere

FIRE, cos’è e come si raggiunge per vivere di rendita #1

La parola FIRE è un acronimo inglese che sta per Financial Indipendence, Retire Early;  tradotto in italiano Indipendenza Finanziaria, Ritiro Anticipato. Si risparmia (e si investe) talmente tanto durante il primo periodo lavorativo da poter vivere di rendita ed andare in pensione anticipando i tempi.

Il movimento, perchè di questo si tratta, nasce sostanzialmente nel 1992 sull’onda del best seller editoriale di Vicki Robin recentemente tradotto in italiano ” O la borsa o la vita. 9 passi per trasformare il tuo rapporto con il denaro e ottenere l’indipendenza finanziaria”

Poche semplici regole contraddistinguono questo stile di vita che dall’America sta lentamente ed inesorabilmente affascinando anche il Vecchio Continente. Negli Stati Uniti decine e decine di blogger hanno fatto del FIRE la loro ragione di vita e di reddito visti i risultati raggiunti da veri e propri fenomeni virtuali come il celebre Mr. Money Mustache.

E chi non rimane affascinato da ideali modelli di vita che mirano a farci raggiungere l’indipendenza finanziaria vivendo di rendita dopo il ritiro anticipato dal mondo del lavoro? Continua a leggere

I 3 articoli più letti del 2018 su Investireconbuonsenso.com #3

Chiudiamo la mini serie degli articoli più letti del 2018 sul nostro blog Investireconbuonsenso. Siccome siamo alla vigilia di un nuovo anno non è mai troppo tardi per fare scelte di investimento importanti a favore dei nostri bambini. La nostra idea regalo per il 2019 è questa.

Diario di un papà investitore – Perchè regalerei un fondo pensione ad ogni bambino

Tutte le volte che ho sbagliato un investimento finanziario ho appreso da quell’errore delle informazioni che nessun consulente, professore, analista o blogger avrebbe mai potuto passarmi. Siamo fatti così, in fondo finchè non tocchiamo con mano difficilmente crediamo a ciò che sentiamo dire in giro. Per questo sono assolutamente convinto che ogni giovane o meno giovane investitore devono almeno una volta nella vita provare prodotti costosi, complessi o scarsamente redditizi per capire dove sta l’errore.

Non ho nulla contro i consigli sensati, tutt’altro, però spesso leggo messaggi fuorvianti che confondono le persone. Recentemente è apparso questo articolo https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/18/pensioni-perche-la-previdenza-complementare-e-rischiosa-e-non-conviene/4361297/

curato dal Prof.Beppe Scienza. Noto critico (spesso a ragione) dei prodotti finanziari e fortemente avverso ai fondi pensione.

Quello che però non capisco dell’articolo è la demonizzazione di uno strumento che, con i giusti costi e la giusta asset allocation, dovrebbe essere regalato ad ogni bambino appena nato. So che il prof.Scienza si starà facendo una gran risata però sono assolutamente convinto di quello che dico. Continua a leggere

I 3 articoli più letti del 2018 su Investireconbuonsenso.com #2

Proseguiamo nella nostra mini serie di articoli 2018 più letti sul nostro blog. In tempi in cui il reddito di cittadinanza pare essere la soluzione di molti problemi, forse sarebbe più opportuno educare le persone (soprattutto giovani) a risparmiare invece che foraggiare misure che in molti casi sanno tanto di assistenzialismo. Nel 2019 parleremo molto di FIRE (Financial Indipendence, Retirement Early), ma intanto come antipasto…

Quanti soldi servono per essere felici?

 

Nelle settimane scorse è uscito questo articolo.

Non sappiamo se effettivamente sono 77 mila gli Euro di reddito annuo che fanno la felicità di una persona, qualcosa di più o qualcosa di meno. A nostro modo di vedere questo importo è difficile da stimare poichè i valori, lo stile di vita, la cultura, il tessuto sociale di ogni persona rendono questo importo variabile. E’ comunque indubbio che 77 mila Euro all’anno offrono una grande tranquillità, sia in età lavorativa che durante la pensione.

Già la pensione. Ma quanti risparmi servirebbero se a 65 anni decidessi di andar in pensione ed avere a disposizione 77 mila Euro all’anno?

Sono 2,3 i milioni di Euro necessari e per 30 anni (quindi fino ai 95) potrete tranquillamente prelevare 77 mila Euro e vivere ricchi e sereni. Continua a leggere

I 3 articoli più letti del 2018 su Investireconbuonsenso.com #1

Cominciamo una mini serie dei tre articoli 2018 del nostro blog più letti. Cominciamo con un post quasi profetico…

2018 anno di perdite su tutto? Possibile…

Il 2018 è un anno seriamente a rischio di  chiusura negativa sugli indici azionari ed obbligazionari. In termini di performance trimestrali rolling è già accaduto quest’anno che bond ed azioni vantassero performance negative e Vanguard puntuale ha fornito una serie di riscontri statistici interessanti focalizzati sul mercato americano proprio su queste due asset class.

Negli ultimi 30 anni  (+ primo trimestre 2018) gli indici Msci Usa e Bloomberg Barclays US Aggregate Bond sono stati monitorati nelle loro chiusure mensili. In 363 il bilancio mensile negativo per l’azionario è arrivato 126 volte (34% dei casi), mentre per l’obbligazionario 112 volte (il 31% dei casi). Stupiti vero dal fatto che equity e bond hanno avuto la medesima frequenza di perdite mensili? Continua a leggere

Gli 8 Libri Top del 2018 per Investireconbuonsenso

Quella che elenchiamo di seguito è una lista di 8 libri considerati dagli autori di questo blog come i più belli letti nel corso del 2018. Ovviamente non sono gli unici, ma sono quelli che hanno lasciato un segno particolare.

In questa lista molto sintetica trovate libri di finanza personale, attualità, romanzi, biografie e storia.

Purtroppo, soprattutto per quello che riguarda la finanza personale, di libri tradotti in lingua italiana ce ne sono veramente pochi; quindi per alcuni di questi è necessaria la conoscenza della lingua inglese, ma vi garantisco che per quelli segnalati è sufficiente una conoscenza normale della lingua e la comprensione è pienamente assicurata.

Buona lettura a tutti.

Finanza Personale

 How to Think About Money: Make smarter financial choices and squeeze more happiness out of your cash – Johathan Clements

Semplicemente il migliore libro di finanza personale letto nel 2018. Non una scoperta (gli articoli di Jonathan Clements sono tra i più letti dai vostri autori), ma certamente un distillato di buon senso e soprattutto realismo finanziario. Per chi è interessato alla finanza personale, alla finanza comportamentale ed all’investimento finalizzato alla costruzione di una credibile rendita finanziaria, questo libro non potete non leggerlo. Essendo tarato anche sul pubblico inglese ed europeo in generale è quello probabilmente più vicino allo stile di investimento che potrebbe adottare un italiano. Continua a leggere

Il bear market è arrivato. E adesso?

Con  il prezzo di chiusura della vigilia di Natale di 2351 punti, lo S&P500 ha perso più del 20% dai massimi di questo ciclo rialzista cominciato nell’ormai lontano 2009. Siamo tecnicamente entrati in bear market anche sul mercato azionario americano.

La misura del 20% è puramente simbolica, ma nell’ultimo secolo finanziario è stata adottata come metro universale per confermare il passaggio da un mercato toro ad un mercato orso.

Ma cosa dobbiamo aspettarci ora che questa correzione in doppia cifra è arrivata anche sulla borsa più importante del mondo?

Tanto per cominciare vi consiglio una ri-lettura di un nostro post del 2015 dal titolo “Investire sulla Borsa americana”. 

Da questo articolo potrete estrapolare un sacco di numeri e statistiche più che mai attuali, ma intanto cerchiamo di stare tranquilli. Se anche i nostri investimenti stanno perdendo il 20%, la storia ci dice che fra 10 anni c’è una bassa probabilità che un investimento sull’azionario americano risulti in perdita. Bassa non vuole dire nulla e certo, tutto può succedere; qualcuno (come sempre) comincerà presto a dire che questa volta è diverso ed il pessimismo comincerà a guadagnare terreno nelle menti degli investitori.

Personalmente vedo nelle correzioni di mercato, anche così profonde, un elemento positivo. Quello che tre mesi fa costava 100 ora costa 80 e l’anno prossimo continuerà a pagarmi il 2/3% di dividendi. Nessuno può negare che comprare ora è un affare migliore rispetto a fine settembre. Continua a leggere