Contatti

Investire con Buon Senso è un Blog che si occupa di risparmio, investimenti e finanza personale creato da un gruppo di appassionati di finanza, operatori a livello professionale ed amatoriale.

Cerchiamo ogni giorno su questo blog di rendere semplici anche i concetti apparentemente più complicati di un mondo, quello della finanza, visto sempre con una certa diffidenza dai risparmiatori.

Crediamo che il benessere delle finanze personali meriti più attenzione da parte di ogni persona, giovane o anziana che sia. Se investiamo bene e con buon senso tutta la nostra vita futura ne trarrà giovamento, ma prima di investire dobbiamo imparare a risparmiare.

Per questi, e tanti altri motivi il nostro gruppo di autori cercherà di fornire appunti mentali quotidiani. Magari qui non troverete la “scommessa finanziaria” della vita, ma solo consigli semplici e soprattutto pratici che vi potranno aiutare nella lunga e non sempre agevole strada che trasformerà il risparmio in qualcosa di più importante. Tutto questo senza conflitti di interesse ed in modo indipendente.

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21 thoughts on “Contatti

  1. claudio 1 marzo 2015 / 7:30

    buon giorno sig.archeowealt se posso vorrei acquistare etf gold x diversificare asset mi potrebbe indicare l’ etf idoneo? ISIN GB O DB
    grazie.

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  2. claudio 1 marzo 2015 / 15:30

    è quella legata alla funzione di ottimo ammortizzatore della svalutazione della valuta locale.
    dico potrebbe essere una occasione di acquisto nel contesto del q.e. europeo magari x 1-2
    anni : in previsione della svalutazione € e dei rendimenti tds.

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    • archeowealth 1 marzo 2015 / 19:08

      Sul discorso della svalutazione sono d’accordo, però da questo punto di vista io preferisco un investimento monetario in Dollari a rendimento zero piuttosto che l’investimento in dollari associato all’imprevedibilità del prezzo dell’oro. Il punto della questione è che l’oro lavora bene in un ambiente di tassi reali negativi che non è quello attuale vista la deflazione. Credo cmq che una piccola riserva d’oro (2-3% del proprio investimento) ci stia assolutamente (personalmente la sovrana inglese è la mia preferita), ma oltre non andrei. Ciao a presto.

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  3. anna 11 novembre 2015 / 8:24

    a proposito del post “Egoismi e ipocrisie” vorrei dire che mio padre ha una pensione di 4.000 euro netti perchè ha lavorato una vita intera come primario radiologo e direttore sanitario di un ospedale assumendosi grossissime responsabilità per un impegno delicatissimo. Tale pensione mi pare giustamente meritata e non una pensione d’oro che se tagliata metterebbe in difficoltà una famiglia che su di essa fa affidamento.

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    • archeowealth 11 novembre 2015 / 22:50

      Ciao Anna, intanto grazie della risposta. Come avrai ben compreso dal mio articolo la critica non è rivolta certamente a coloro che riceveno 4 mila euro al mese (o di più o di meno), quanto a coloro che ricevono cifre comunque importanti (e 4 mila sono una bella cifra anche con moglie e figli a carico) che non corrispondono ai versamento previdenziali fatti nel corso della carriera lavorativa. E’ ovvio che esiste un limite inferiore al di sotto del quale non si può andare se non si vogliono creare drammi familiari (1500, 2000, 2500…non lo so), però da un certo punto in avanti non trovo corretto che certe persone percepiscano pensioni superiori del 30-40-50% di ciò che riceverebbero con il metodo contributivo. A volte le leggi si fanno sbagliate e quando il barile è stato grattato fino in fondo è un dovere del legislatore porre rimedio a certe ingiustizie. Nessuno mette in discussione meriti o sacrifici, ma per quale motivo un ragazzo che magari segue lo stesso percorso di carriera di tuo padre a fine corsa si troverà con una pensione decisamente più bassa del suo ultimo stipendio (giustamente dico io visto che rappresenta ciò che ci spetta per quanto abbiamo versato) e magari a 69 anni? Non ti sembra un pò squilibrata e ingiusta la faccenda? A volte i diritti rimangono tali fino a quando sono sostenibili, poi arrivano momenti duri ed è giusto che chi ha avuto “regali” riconosca ciò e accetti di fare un passo indietro per favorire le nuove generazioni che sono poi nient’altro che gli stessi che pagano le pensioni ai nostri padri.
      A presto.

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      • anna 12 novembre 2015 / 9:14

        Questo è un ragionamento esatto, io vorrei solo evidenziare che comprimere sempre di più la capacità di spesa dei comuni e onesti cittadini piuttosto che combattere i veri privilegi non può portare ad un rilancio economico del Paese.

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      • archeowealth 12 novembre 2015 / 21:05

        Questo è un discorso condivisibile. Il mio ragionamento tutto sommato è in sintonia con il tuo e mira a spostare ricchezza “non meritata” o “sprecata” da una generazione che economicamente parlando è poco produttiva e risparmiatrice verso una generazione di giovani decisamente ad elevata propensione al consumo oltre ovviamente a maggior tasso di innovazione. Non vorrei essere frainteso, ai pensionati che si sono fatti un mazzo tanto e hanno versato i loro bei contributi io abbasserei le tasse (visto che sono probabilmente contribuenti che le pagano tutte fino all’ultimo cent). A presto

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  4. Alessandro 14 maggio 2016 / 10:16

    Buongiorno Archeowelath,
    potete indicarmi un sito dove poter reperire i dati storici dell’indice di fiducia dei consumatori?
    Nel sito Istat abbiamo solo quello italiano, io invece vorrei consultare quello su scala globale.
    Grazie in anticipo,
    Alessandro

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  5. Alessandro 29 maggio 2016 / 13:40

    Salve Archeowelath,
    ho effettuato alcune ricerche sempre in merito all’indicatore di cui sopra e ho trovato questo link: https://data.oecd.org/leadind/consumer-confidence-index-cci.htm
    Volevo chiederle se secondo lei l’OECD Total posso prenderlo come riferimento attendibile.
    Grazie mille per la sua cortesia e disponibilità.
    A presto

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  6. Alessandro 29 maggio 2016 / 17:06

    Buona domenica Archeowelath,
    in merito alla domanda di cui sopra ho trovato questo interessante link
    https://data.oecd.org/leadind/consumer-confidence-index-cci.htm
    Secondo lei, l’OECD – Total si avvicina all’indicatore di fiducia dei consumatori globale che sto cercando?
    Grazie come sempre per la sua disponibilità e condivisione di conoscenza…

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    • archeowealth 29 maggio 2016 / 19:37

      Ciao Alessandro. Ottima ricerca non lo conoscevo e devo dire che il sito dell’Ocse è ben fatto anche a livello grafico. I dati sono aggiornati e si possono aggregare (imprese+consumatori) oppure prenderli singolarmente. Certo che il total va bene, trovi la somma di tutto gli indici di fiducia dei paesi Ocse aggiornati all’ultimo mese disponibile.
      Sono io che ti ringrazione per la segnalazione.

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  7. Alessandro 12 luglio 2016 / 18:55

    Buonasera Archeowealth,
    vorrei porle due domande:
    a) in termini di forza relativa (es. azionario internazionale vs obbligazionario globale) l’oro con quale paniere puo’ essere confrontato?
    b) gli etf ad accumulo possono essere meno “trasparenti” rispetto ai cugini a distribuzione proprio sulla parte degli interessi (dividendi/cedole) realmente reinvestiti?
    Grazie come sempre…

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    • archeowealth 12 luglio 2016 / 23:30

      Direi che essendo la maggior parte delle analisi internazionali lo rapporta allo S&P500 e al Treasury 10 anni ovviamente total return.

      Gli ETF sono identici. Quelli a distribuzione sono inefficienti fiscalmente (si pagano subito le tasse) e finanziariamente (non sempre si reinvestono i DVD e poi ci sono i costi di trading sul reinvestimento).
      Sulla trasparenza non avrei dubbi

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  8. Eraldo 29 ottobre 2016 / 7:27

    Buongiorno, leggo e a volte commento i vostri post.
    Ieri mi sono imbattuto nei PIR (piani individuali di risparmio), la novità è che il capital gain è totalmente detassato.

    Considerata la giusta attenzione che prestate all’aspetto costi, potrebbe essere argomento di uno dei vostri articoli.

    Buona giornata

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    • archeowealth 29 ottobre 2016 / 14:13

      Aspettiamo di veder approvata la Legge di Stabilità, ma da quello che si sa i PIR saranno fondi comuni di diritto italiano che potranno investire in azioni e bond di società italiane. Da quello che si legge il 70% dovrà essere investito in strumenti finanziari di aziende italiane quotate. Di questo 70%, il 30% in società non presenti nel Ftse-Mib, in modo da far affluire il denaro su aziende anche medio-piccole.
      Ci sarà l’esenzione fiscale per 5 anni (ovviamente se si guadagnano soldi) e l’importo massimo sarà di 30 mila Euro l’anno.
      Per prima cosa credo che questo “ammazzerà” gli altri fondi che investono in azioni italiane (che convenienza avrei a stare lì), ma ricordo sempre che bisogna stare attenti al fenomento dell’home bias. 150 mila Euro in 5 anni sono un sacco di soldi che può destinare chi ha almeno 1,5 milioni di Euro. Il 10% in strumenti italiani sta bene, oltre mi sembra un azzardo. Rispettata la diversificazione bisognerà vedere quali commissioni applicheranno le società di gestione. Se terranno alta l’asticella proprio perchè prodotti retail ed esenti da tasse, allora si partirà con il piede sbagliato. Staremo a vedere.

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  9. Alessandro 8 novembre 2016 / 11:32

    Gentile Archeowealth,
    non riesco a trovare un sito che mi consenta di scaricare lo storico almeno dal 1998 in poi dell’indice globale governativo area euro come nel caso dell’indice msci world tramite il sito mscibarra. Dove potrei reperire tali dati? Il sito mtsgroup rimanda al citi fixed income indices all’interno del quale possono iscriversi solo gli istituzionali. Grazie mille come sempre.

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  10. Alessandro 8 novembre 2016 / 13:46

    Gentile Archeowealth ,non riesco a trovare un sito che mi consenta di scaricare lo storico almeno dal 1998 in poi dell’indice globale governativo area euro come nel caso dell’indice msci world tramite il sito mscibarra. Dove potrei reperire tali dati? Il sito mtsgroup rimanda al citi fixed income indices all’interno del quale possono iscriversi solo gli istituzionali. Grazie mille come sempre.

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    • archeowealth 8 novembre 2016 / 20:43

      Bella domanda. Sinceramente in forma gratuita non ti saprei dire visto che io utilizzo pacchetti dati a pagamento che posso utilizzare via grafici Metastock + Excel. Andando sul sito di iShares trovi gli storici di quota degli Etf in formato Excel ma non sicuramente dal 1998. Mi dispiace ma il mondo bond è particolarmente rognoso da questo punto di vista ed i provider si fanno pagare. Se trovi qualcosa fammi sapere.

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  11. Maurizio 30 gennaio 2017 / 10:38

    Buongiorno,
    mi chiamo Maurizio.
    I complimenti per il vostro lavoro sono d’obbligo. Apprezzo, come dice il titolo del vostro blog, il buon senso con il quale trattate questi argomenti.
    Sarei interessato a conoscere i riferimenti degli ETF del vostro portfolio per poter capire in maniera più approfondita le vostre scelte.
    E’ possibile?
    Grazie

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