Mind the gap

Qualche settimana fa su Morningstar è apparso un interessante articolo su come cambiano le tipologie di spesa da parte di coloro che vanno in pensione.

Con i dovuti distinguo tra spesa di un pensionato italiano e spesa di un americano, la tabella che proponiamo di seguito è molto interessante in quanto rappresenta ciò che bene o male tutti quanti sappiamo, ovvero il cambiamento del modo in cui spenderemo risparmio e pensione nell’età del ritiro dal mondo del lavoro. Il Dipartimento del Lavoro americano è in grado dal 1982 di raccogliere i dati sul tasso di inflazione degli over 62 (quello che vedete come CPI –E) con relative percentuali di ripartizione per tipologia di spesa.

I cambiamenti più sostanziosi si vedono nella riduzione della spesa per trasporti, cibo ed educazione a favore di casa e spese mediche. Continua a leggere

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Le Obbligazioni a Tasso Variabile sono un Rimedio Contro il Rialzo dei Tassi? (replica)

Alcuni lettori hanno chiesto un chiarimento di quali potrebbero essere gli strumenti in grado di contrastare un rialzo dei tassi di interesse, riproponiamo questo articolo relativo alle obbligazioni a tasso variabile.  Buona lettura.

Le emissioni a tasso variabile sono spesso considerate lo strumento migliore per fronteggiare il rialzo dei tassi di interesse senza subire perdite in termini di prezzo rimanendo al tempo stesso ancorati alla dinamica dei tassi. In parte questa affermazione è vera così come è vero che storicamente il tasso variabile offre rendimenti superiori al classico money market, ma qualche puntualizzazione è doverosa e cercheremo di chiarirla in questo articolo grazie anche ad uno studio effettuato qualche anno fa dal gestore di index fund Vanguard.

floater
Intanto chiariamo subito il concetto di rischio. Vero è che l’indicizzazione al tasso variabile abbassa quasi a zero il rischio tasso, ma spesso e volentieri questo beneficio si lega ad un accresciuto rischio emittente. Tolti i classici titoli di Stato o qualche sovranazionale, farete infatti molta fatica a trovare emissioni free risk di Stati Uniti o Germania, tanto per citare due nazioni considerate prive di rischio. Molto più probabile che l’indicizzazione al parametro interbancario sia collegata ad un bond corporate investment grade o addirittura high yield. In questo caso (ed il 2008 insegna) l’insensibilità ai movimenti dei tassi viene sopraffatta dalla perdita di prezzo derivante dall’aumentato rischio credito sull’emittente. Continua a leggere

Under control

Barry Ritholtz è il fondatore di uno dei più seguiti blog finanziari d’America http://ritholtz.com/ ed è riuscito a costruire attorno a sé un team eccezionale e di primissima qualità di blogger americani. Nei giorni scorsi ha pubblicato un post nel quale evidenziava come proprio quei fattori che non possiamo controllare quando investiamo dei soldi rappresentano la maggiore fonte di stress ed instabilità di ogni investitore. Il legame che esiste tra volatilità dei mercati finanziari e stato di salute della popolazione lo conferma e sarà una causalità, ma se nel giorno del Black Monday nel 1987 le richieste di ricovero in California aumentarono del 5%.

Ritholtz rimarca ciò che stiamo dicendo da tempo anche su questo blog. Inutile logorarsi nel cercare di essere i più furbi all’interno di un mondo (quello degli investimenti) che vede coinvolte milioni di persone iperspecializzate con a disposizione strumenti di analisi potentissimi che le statistiche hanno comunque dimostrato non in grado di portare a risultati tali da giustificare il prezzo pagato (ricordate sempre che giochiamo in un campo a somma peggiore di zero per chi investe).

Quello che è piò opportuno fare è invece concentrarsi su ciò che possiamo controllare e tra questi ve lo dico subito non ci sono i rendimenti.

Ecco allora la lista presentata da Barry (fra parentesi qualche mia aggiunta).

  • Sviluppare una filosofia di investimento (quasi come un modo di vivere o di benessere finanziario)
  • Asset allocation (oltre il 90% della performance arriva da qui)
  • La percentuale di rotazione del nostro portafoglio (più compro-vendo, più costa, meno rende l’investimento)
  • Costi e spese varie (sapete già tutto)
  • Quando pagare le tasse sui guadagni (capitalizzazione composta ringrazia, le casse dello Stato un po’ meno)
  • Quanto e quando leggere ciò che scrivono i media finanziari (se ne può fare anche a meno)
  • Comprendere che il mercato sale e scende (e che l’onda perfetta nessuno è in grado di cavalcarla)
  • Definire obiettivi ed aspettative di rendimento (realistici)
  • Definire un piano di investimento e rispettarlo nel lungo periodo (forgiate il vostro carattere di investitore e non fatevi attrarre dalle sirene)
  • I libri che arricchiranno la nostra educazione finanziaria (e non solo quella, qui non potete farne a meno e vi consiglio una visita alla nostra personale bacheca Libri Consigliati)
  • Quanto rischio vogliamo assumerci (e capire che tipo di attività vogliamo svolgere, trading o investimento di lungo periodo?)

Mi sono ritrovato molto in questa lista ma personalmente credo si possano aggiungere altri elementi che siamo in grado di controllare.

  • Quanto spendiamo del nostro reddito e di conseguenza quanto risparmiamo
  • Quanto di questo risparmio decidiamo di investire a livello finanziario ma non solo, anche la formazione è investimento
  • Di questo investimento quanto destinarlo a scorta di sicurezza e quando a investimento finanziario vero e proprio pronti anche a perdere soldi per un po’ di tempo
  • Quale intermediario finanziario utilizzare per investire
  • A quale consulente affidare la nostra vita finanziaria

Come vedete il materiale sotto il nostro controllo è tanto, non dobbiamo essere pigri in fondi il benessere dei nostri soldi rappresenta anche una fetta del nostro benessere futuro.

Quale secondo me il più difficile da tenere a bada? Sicuramente tutto quello che ha a che fare con le nostre emozioni. Quale il più semplice? Definire piani ed obiettivi realistici.

Tempo prezioso (replica)

 

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Meb Faber è capace di produrre post sul suo blog sempre molto provocatori ed anche stavolta ha colpito nel segno. Personalmente qualche osservazione critica all’articolo che trovate qui ce l’ho, ma ciò che Meb ha cercato di focalizzare è proprio il dispendio di energie e tempo che come investitori non professionali dedichiamo allo studio dei mercati per cercare di catturare extrarendimenti.

Se gli investitori professionali faticano ad ottenere extra rendimenti superiori al punto percentuale, figuriamoci un amatore che non dispone di quella mole di informazioni e ricerche che invece favoriscono gli investitori professionali.

Ogni investitore, anche il più piccolo ed insignificante, dovrebbe dedicare un po’ di tempo a “educarsi” finanziariamente. Leggere qualche buon libro, leggere qualche blog di qualità e poi perché no testare sul campo anche con risultati negativi certi concetti.

L’educazione finanziaria non dovrebbe però trabordare nel desiderio di essere migliori dei professionisti della finanza. Se falliscono loro, perché voi dovreste fare meglio? Continua a leggere

Amica Volatilità (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

La volatilità sul mercato azionario mondiale è tornata e questo, dopo un’annata di minimi storici in termini di oscillazione dei prezzi, era una cosa assolutamente normale e prevedibile.

Sapete bene cosa pensiamo della volatilità dei prezzi azionari, opportunità e non certo rischio per un investitore di lungo termine. La volatilità è il prezzo da pagare per una over performance nel lungo periodo. Questa frase non è nostra ma l’abbiamo estrapolata da un interessante articolo apparso sul sito inglese di Vanguard

Di questo articolo riteniamo interessanti alcuni passaggi che vogliamo condividere con i lettori.

Il primo è relativo a quello che successe nel 2008. L’indice americano S&P500 trovò a novembre 2008 il suo picco di volatilità, ma chi tenne duro fino a quando la volatilità scese 10 mesi dopo sotto la sua media storica avrebbe prodotto un ritorno del 33%. Come giustamente dice il premio Nobel Daniel Kahneman, se possedere azioni è un progetto di lungo termine per noi stessi, seguire il loro andamento nel breve termine è veramente una cattiva idea, anzi è la cosa peggiore che possiamo pensare di fare.

In fondo la volatilità altro non è che la misura di quanto il rendimento del nostro investimento si discosta dal suo valore medio. Meno guardiamo l’andamento del nostro portafoglio meno rischiamo di vedere numeri che potrebbero infastidirci e rovinare il nostro piano di investimento. Continua a leggere

Conoscere il proprio nemico (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

L’inflazione è uno dei peggiori nemici dell’investitore (rendimento nominale vs rendimento reale), ma anche dello Stato esattore fiscale. Ora vi spiego perché, ma perdonatemi se virtualmente sorrido ogni volta che sento dire (anche a presunti esperti del settore finanziario), che gli attuali tassi di interesse impediscono qualsiasi forma di investimento sul mercato obbligazionario perché non redditizi. Redditizi per chi?

Ma andiamo con ordine, l’esempio è tanto semplice quanto concreto. Se investo in un’obbligazione al prezzo di 100 e cedola nominale del 4% ottengo per l’appunto un rendimento del 4%. Lo Stato mi chiede, all’atto di riscossione della cedola, il 12,5% se abbiamo investito in titolo di Stato o sovranazionale, il 26% se trattasi di bond corporate.

Quindi lo 0,50% nella migliore delle ipotesi va in tasse riducendo il mio rendimento nominale a 3,5%. Se al termine del primo anno l’inflazione risultasse del 4% noi investitori dovremmo restituire tutto il guadagno (3,50%) più 50 punti base (0,50%) visto che il mio potere d’acquisto si sarebbe ridotto dello 0,50%.

Alla fine della partita investitore -0,50%, Stato +0,50%. Continua a leggere

La piramide del pensionato (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Il mio amico Tony Isola (qui il suo blog americano molto interessante) ha pubblicato un post nel quale compariva la cosiddetta piramide del pensionato.

Non è la prima piramide che abbiamo pubblicato sul nostro blog (vedi la piramide dell’investitore), ma questi metodi credo siano molto efficaci per chi cerca di mettere un pò di ordine nella proprio finanza personale.

E allora vediamola questa piramide del pensionato che attenzione, non è rivolta a chi in pensione c’è già, ma a chi vuole diventare finanziariamente indipendente il prima possibile e godersi la vita da pensionato con qualche anno di anticipo. Continua a leggere

Avete ottenuto performance da favola? Mi dispiace ma non sempre siete i vincitori (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Abbiamo scritto tanti articoli su questo blog aventi per oggetto l’importanza di risparmiare ed ovviamente quella di investire sui mercati finanziari il proprio denaro.

Tanto per fare un elenco di quelli che ritengo più simbolici provo a citare in ordine sparso

https://investireconbuonsenso.com/2015/08/15/risparmiare-e-importante-ma-siete-a-meta-dellopera-2/

https://investireconbuonsenso.com/2016/04/14/il-lungo-viaggio-di-100-euro-risparmiati/

https://investireconbuonsenso.com/2016/06/07/un-euro-risparmiato-e-un-euro-guadagnato/

https://investireconbuonsenso.com/2015/03/07/la-differenza-tra-risparmio-ed-investimento/

Purtroppo molte persone danno grande importanza al rendimento di un investimento cercando affannosamente guadagni facili, chiedendo ai consulenti finanziari i fondi top in grado di ottenere il mitico alfa, o semplicemente affidandosi ai tanti pseudo guru della rete che promettono profitti immediati perché loro sono più furbi dei milioni di investitori che operano nel mondo della finanza. Peccato che in finanza funziona la semplice regola del gioco a somma zero.

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L’impatto dei guadagni (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Nell’articolo l’impatto delle perdite avevamo dimostrato quanto importante fosse diversificare il proprio investimento per evitare di incorrere in rovinose perdite che avrebbero richiesto sforzi decisamente ciclopici per recuperare almeno il proprio capitale investito.

A beneficio dei lettori riproponiamo la tabella che dovrebbe scoraggiare chiunque dal prendere iniziative temerarie.

Se perdete il 50% del vostro capitale l’investimento dovrà fare il 100% di utile per recuperare almeno il punto di partenza e fare pari e patta.

Già, ma se invece di perdere il 50% il nostro investimento guadagnasse il 50%? La domanda può sembrare stupida, ma se ci pensiamo un attimo siamo bombardati da messaggi di consulenti/gestori che privilegiano il contenimento del rischio di ogni investimento. Continua a leggere

Cari ragazzi vi spiego come costruire la pensione minima da 650 Euro al mese (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Nei giorni scorsi il Governo italiano ha fatto trapelare la possibilità che i giovani lavoratori potranno contare su assegni minimi di pensione a partire da 650 Euro qualora la carriera lavorativa non dovesse permettere il versamento di contributi previdenziali sufficienti. Qui la notizia .

A parte il fatto che dire 650 Euro nel 2017 non è la stessa cosa di dire 650 Euro nel 2067 (+70 anni) per effetto dell’inevitabile erosione del potere d’acquisto da parte dell’inflazione, avere poi la certezza del diritto previdenziale in Italia richiede un forte atto di fede. Allora perchè non crearsi da sè un assegno minimo di mantenimento.

Ho fatto una semplice simulazione. Investendo per 45 anni a partire dai 25 anni (quindi arriviamo a 70 anni) 100 Euro al mese aumentati del 2% ogni anno per compensare l’inflazione e stabilendo  un rendimento netto annuo medio del 3%, all’età di 70 anni avremo a disposizione circa 166 mila Euro. Continua a leggere