Diversificazione Anche di Strategia

Interessante back test fatto dalla società di consulenza americana Newfound Research che cerca di far capire con un esempio piuttosto chiaro come il concetto di diversificazione non deve essere solamente orientato ad aree geografiche di investimento o settori o asset type, ma anche alle strategie di investimento. Questo concetto tenderà ad essere ancora più marcato nei prossimi anni quando la gestione attiva dei fondi e la gestione passiva Smart Beta degli Etf cercheranno di aggredire il ricco mercato del risparmio privato. Continua a leggere

Portafoglio 60/40 e Contributori di Rendimento

Partiamo da un primo dato. Sulla borsa americana (e per chi si chiede perché usiamo sempre questa per favore leggete qui) dal 1928 al 2014 un portafoglio investito al 60% in azioni e al 40% in bond ha ritornato mediamente l’8,46% annuo. Di questa performance il 70% arriva da azioni, il 30% da obbligazioni.

6040 contributori
Un primo spunto di rilievo è quindi questo. Nonostante un peso del 60% nell’asset allocation l’azionario è stato in grado di generare performance per un 70%. Continua a leggere

60/40

Come scriviamo spesso su queste pagine è un errore nutrire aspettative di rendimento sulla base di statistiche del passato. Non possiamo metterci una benda davanti agli occhi ed ignorare le quotazioni raggiunti da bond e azioni (ai massimi storici) ed inflazione (ai minimi storici). Il rischio teorico è ovviamente quello di avere delusioni sul fronte rendimenti reali nei prossimi anni.

6040

Dal 1928 disponiamo di numeri i quali, in maniera piuttosto semplice, ci possono far capire quanto ha ripagato l’investimento in questo lungo arco temporale, ma soprattutto fanno riflettere su alcuni concetti di buon senso.
Continua a leggere

L’Asset Allocation del Pensionato

Interessante analisi di Rick Ferri sul suo blog circa la miglior asset allocation di portafoglio per chi ha pochi anni davanti a sé prima della pensione o in pensione c’è addirittura già. A differenza dei modelli italici che spesso consigliano profili prudenti 100% bond o addirittura 100% prodotti monetari, Rick Ferri correttamente invita a non snobbare una fetta di investimento azionario anche in età avanzata.

pension
Questa interpretazione è corretta secondo il sottoscritto poiché in Italia si ha il cattivo vizio di considerare la protezione del capitale nominale come prioritaria senza tenere conto dell’effetto negativo che eserciterà l’inflazione sullo stesso negli anni successivi. Quando avete identificato quanto denaro vi servirà nel momento del ritiro dal mondo lavorativo e creato di conseguenza un piano di investimento,  questo deve offrire certamente il miglior rapporto rischio rendimento nel durante, ma quando lo stesso piano viene stoppato è un errore gravissimo mettere tutto in bond o in liquidità.

Come già visto in altre occasioni se i prodotti monetari in termini reali sono quasi sempre perdenti (e gli obbligazionari quasi sempre sono perdenti con inflazione crescente), fare affidamento per il resto dei propri giorni lavorativi su un capitale che lentamente viene eroso in termini reali è finanziariamente sbagliato; ogni tanto dovrete prelevare un po’ di soldini dal vostro gruzzolo e se questo non si rivaluta per niente il game over sarà sempre più vicino.

Tornando all’analisi di Rick Ferri, l’advisor americano reputa il 70% bond e 30% equity la miglior Continua a leggere