Chi fa meno errori vince, a poker come negli investimenti

poker e investimenti

Abbiamo scritto diverse volte su questo blog che investire è un gioco a somma zero, anzi meno di zero per effetto dei costi.

C’è una controparte che vince una scommessa ed un’altra parte che la perde.

Questo fattore ha rappresentato una costante del passato e lo sarà anche in futuro; il problema è che numerosi studi stanno dimostrando come la capacità di essere dalla parte vincente per meriti propri (il cosiddetto alpha che dovrebbe essere in grado di generare un gestore di fondi) è sempre più sottile. Una sorta di lento e inesorabile scioglimento dei ghiacciai per rimanere in tema di surriscaldamento globale.

Leggi anche: Avete ottenuto performance da favola? Mi dispiace ma non sempre siete i vincitori Continua a leggere

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Vedere Cammello Pagare Moneta

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Cullen Roche sul suo blog sembra già allertare gli investitori circa le proposte che i gestori di fondi a gestione attiva (ma forse anche di Etf smart beta) potrebbero presto inviare, tramite la loro offerta di prodotti, alla clientela privata.

Se oggi lo scenario di bassi rendimenti attesi riguarda sia azioni che bond, sarebbe un assurdo dover pagare alte commissioni per avere bassi ritorni reddituali.

Tutta l’industria del risparmio gestito dovrà ridimensionare le proprie pretese sia per il contesto di mercato che per la concorrenza dei prodotti low cost.

Il processo sarà lento ma inevitabile, ma ovviamente ci sarà qualche fondo a gestione attiva che però cercherà di salvare conti, bilancio (e bonus) “imponendo” all’investitore  prodotti complessi e cari. E qui l’investitore dovrà alzare la guardia. Continua a leggere

Macchine e prezzi perfetti

robotSegnalo questo articolo in italiano di Robert Shiller .
L’argomento è quello della presunta capacità della tecnologia odierna di scegliere investimenti sempre più sofisticati ed a prezzi corretti creando un generale appiattimento nelle capacità di creare il cosiddetto alpha, ovvero quel differenziale di valore rispetto ad un ipotetico benchmark di riferimento a cui ambisce ogni gestore di fondi attivi.
L’avvento dei ROBO-Advisors va in questa direzione e le statistiche sulla capacità dei fondi di superare gli indici effettivamente sembrano indicare che la strada è quella, ma non credo affatto che sia merito della tecnologia. Continua a leggere

Come scegliere il Miglior Fondo a Gestione Attiva

La risposta cerca di fornirla un interessante studio di Vanguard. La celebra fund house americana ha cercato di individuare la metrica più efficace nel prevedere quei fondi destinati a generare il migliore alpha, ovvero il rendimento aggiuntivo aggiustato per il rischio rispetto al benchmark di riferimento.

alfa
Non esistono strumenti perfetti per “predire” la performance futura di un fondo in termini relativi, cioè rispetto ad un benchmark.
Ancora una volta il costo sembra essere l’elemento che più riesce ad avvicinarsi a tale obiettivo, ma soprattutto a costi più elevati non corrispondono alpha più elevati smentendo, almeno per il risparmio gestito, l’idea che prezzo alto uguale qualità elevata.

La ricerca di Vanguard si concentra su 5 elementi. Costo, concentazione del fondo in termini di strumenti di investimento posseduti, turnover, capitalizzazione del fondo e performance passate. Continua a leggere