Avete Veramente Bisogno di Alti Rendimenti?

Libro consigliato per l’estate: Daron Acemoglu – Perché le nazioni falliscono. Alle origini di potenza, prosperità, e povertà

Un recente rapporto pubblicato da Vanguard chiudeva con una frase che mi è piaciuta parecchio. Gli investitori molto spesso vogliono alti rendimenti, ma non necessariamente hanno bisogno di essi.

Questa affermazione può sembrare un assurdo (tutti vorremmo guadagnare tanto ed aver il problema di troppi soldi a disposizione), ma in realtà racchiude uno dei più semplici concetti che stanno alla base di ogni investimento. Se cerchi alti rendimenti, devi prenderti alti rischi. Questi rischi (anche di perdere) sono giustificati dai tuoi reali bisogni?

In questa situazione il guardare al passato può essere utile per stimare il futuro, ma come ben sappiamo non necessariamente il futuro prenderà le sembianze di ciò che si è visto sugli schermi dei mercati finanziari. Continua a leggere

Il Costo della Soggettività

Nell’articolo Pochi vincenti ma buoni, Pareto docet abbiamo mostrato come  il 20% delle azioni americane è stato responsabile del 80% della performance finale dell’indice tra il 1989 e il 2015.. A rafforzare un concetto che dovrebbe convincere ogni investitore circa la bontà della diversificazione   (e l’utopia del market timing e dello stock picking fai da te) un bel grafico pubblicato dalla banca americana Wells Fargo.

Privarsi in ogni trimestre  dal 1985 al 2015 delle prime 10 azioni per performance dell’indice americano più completo e diversificato, il Russell 3000 (quindi lo 0,33% del totale delle società quotate), ha generato una sottoperformance media dal 1985 del 2% rispetto all’indice stesso.

Se a questo aggiungiamo il costo dei prodotti utilizzati per replicare il parametro di riferimento e poi gli errori comportamentali di ogni singolo investitore, il gap rischia di essere molto più ampio.

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Non conoscendo le performance dei prossimi anni, possiamo però evitare di adottare comportamenti dannosi per la salute del nostro portafoglio.

L’asset allocation è fondamentale, ma quando scegliamo i componenti che vanno a creare il mosaico, cercare di personalizzare troppo il quadro  in termini di tempi, gestori, tattiche di breve periodo e altro ancora, rischia di creare una specie di rumore di fondo capace di farvi deviare dalla traiettoria ideale.

Così andrà a finire che cercherete di incolpare qualcuno o qualcosa per rendimenti che non soddisfano le vostre aspettative, attese magari gonfiate in partenza dal solito effetto di basarsi sui dati del passato e non su numeri che sarebbe ragionevolmente attendersi sulla base delle informazioni che ogni giorno il mercato trasmette a ogni investitore.

Leggi anche: Pochi vincenti ma buoni, Pareto docet

Avete Veramente Bisogno di Alti Rendimenti?

Un recente rapporto pubblicato da Vanguard chiudeva con una frase che mi è piaciuta parecchio. Gli investitori molto spesso vogliono alti rendimenti, ma non necessariamente hanno bisogno di essi.

Questa affermazione può sembrare un assurdo (tutti vorremmo guadagnare tanto ed aver il problema di troppi soldi a disposizione), ma in realtà racchiude uno dei più semplici concetti che stanno alla base di ogni investimento. Se cerchi alti rendimenti, devi prenderti alti rischi. Questi rischi (anche di perdere) sono giustificati dai tuoi reali bisogni?

In questa situazione il guardare al passato può essere utile per stimare il futuro, ma come ben sappiamo non necessariamente il futuro prenderà le sembianze di ciò che si è visto sugli schermi dei mercati finanziari. Continua a leggere

Regole Basilari per Costruire un Piano di Investimento Realistico

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Abbiamo parlato diverse volte di quanto importante sia per ogni investitore definire fin da subito un piano di investimento basato su aspettative di rendimento realistiche. Come il valore e il tipo di investimenti, anche le aspettative possono cambiare nel corso del tempo. Proprio per questo motivo credo sia un errore grande come una casa far partire un processo di piano di accumulo o investire subito sul mercato i propri risparmi seguendo una certa asset allocation con la convinzione che queste scelte rappresentino il punto finale del processo di investimento.

Al contrario (e a questo servono e serviranno i consulenti finanziari umani) è necessario fare tagliandi regolari all’asset allocation (ribilanciando oppure modificando gli asset sui quali si investe) come alle aspettative di rendimento.

In quest’ultimo caso si possono adottare diverse metodologie. Prendere i dati del passato e proiettarli nel futuro, prendere le valutazioni offerte dal mercato e proiettarle nel futuro o ragionevolmente mediare le due cose (la mia preferita). Continua a leggere

A Caccia di Azioni Sottovalutate

Burton Malkiel, il celebre autore del libro A spasso per Wall Street. Tutti i segreti per investire con successo , ha di recente fatto un ragionamento sui mercati emergenti, ragionamento di buon senso per gli investitori di lungo periodo.
Se le aspettative sulle borse americane alla luce delle attuali valutazioni del Cape di Shiller (sopra 27) sono quelle individuate nella tabella

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perché non ragionare su un piano di acquisto sulle azioni dei mercati emergenti che presentano gli stessi parametri a forte sconto? Continua a leggere

Immaginare uno Scenario Realistico di Rendimento

Molto spesso su questo blog abbiamo citato le aspettative di rendimento come una componente fondamentale per investire correttamente il proprio denaro. Troppo spesso si parte con ambizioni eccessive per poi ritrovarsi dopo qualche settimana, mese o anno a fare retromarcia perché delusi dai ritorni offerti dal mercato.
Quando si accantona del denaro per motivi vari (investimento, previdenza, studio dei figli, ecc…) si deve cercare di capire fin da subito quanto dobbiamo risparmiare per raggiungere un obiettivo per poi calarci nella realtà e stabilire quanto effettivamente possiamo mettere da parte ogni mese/anno. E’ controproducente vivere il risparmio come un sacrificio e per questo non bisogna mai alzare troppo l’asticella rispetto al tenore di vita corrente. Continua a leggere

Ci Vuole Molta Pazienza

Ho trovato un bell’articolo di Eric Nelson sul blog Servowealth.com che non fa altro che rafforzare quei concetti che ribadiamo da tempo. Ovvero l’orizzonte temporale e la diversificazione sono fondamentali nel processo di investimento.
Eric ha di fatto messo in forma tabellare le performance peggiori a 1, 5, 10, 15 e 20 di un portafoglio tutto azionario, di un portafoglio bilanciato (65/35) e di un titolo di stato americano a 5 anni. Il tutto è stato depurato dall’inflazione, quindi espresso in termini reali. Alle performance ha affiancato la percentuale del tempo in cui i numeri sono stati negativi nel periodo 1928-2014. La composizione dei due portafogli, azionario e bilanciato, la potete vedere nella prima riga della tabella. Continua a leggere

Azioni vs bond, quando il Periodo fa la Differenza

Ad inizio settembre Morningstar ha pubblicato un interessante articolo che mette a tacere anche coloro che criticano la presunta supremazia dell’azionario sul mercato obbligazionario nel lungo periodo al di fuori dei mercati americani. Anche in questo blog abbiamo spesso fatto riferimento agli Stati Uniti come fonte di informazioni storiche affidabili per fare certi ragionamenti. Gli analisti americani hanno dimostrato però che le conclusioni sulla borsa americana possono essere estese anche per altri 19 paesi in un orizzonte di 110 anni.
Alcuni spunti presi dall’articolo. Continua a leggere

Portafoglio 60/40, cosa ci possiamo aspettare per il futuro?

Quando si comincia a costruire un portafoglio di investimento uno degli elementi chiave è rappresentato dall’aspettativa di rendimento che ci prefissiamo. Troppo spesso si compra “sperando” in un mercato generoso nei nostri confronti, ma investire non è un gioco di fortuna, piuttosto è un’attività seria e rigorosa che richiede tempo, metodo ed un corretto approccio mentale per portare a risultati positivi.
Nessuno nega che il momento dell’acquisto fa la differenza nelle aspettative di rendimento (ecco perché lo strumento del Piano di Accumulo è sempre preferibile). Provate a pensare a quanto meno care sono le borse rispetto ad un anno fa. Continua a leggere