Le Medie Storiche Non Battono Quasi Mai l’Ora Giusta

Non ha nessuna utilità previsionale ma quando diciamo sempre che ogni investimento deve essere fatto tenendo conto delle attese di rendimento ecco che certe mappe grafiche aiutano in tal senso.
Gli analisti americani di Bespoke.com si pongono la classica domanda da 1 milione di Dollari, il bull market americano è finito?
Ovviamente non c’è risposta certa, ma è evidente che per i prossimi anni i possessori di azioni non dovrebbero di certo nutrire attese di rendimento da doppia cifra percentuale all’anno.
Realisticamente si potrebbe parlare di un 5%-6% nominale (quindi al lordo di tasse e costi) ma con tanta volatilità. Mai come in questo momento per un giovane investitore ha senso partire con un Piano di Accumulo di lungo periodo, anche perché i cosiddetti “drawdown” (o scivoloni all’italiana) temo saranno frequenti e questa piccola porzione di 2016 ne è un esempio.
Tornando al tema dei massimi di mercato sulla borsa americana; noi abbiamo già fatto qualche ipotesi in questo post circa le conseguenze future qualora fossero stati veramente toccati i massimi, ma Bespoke ci mostra in tutta la sua chiarezza grafica lo stato dell’arte.
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L’eterna Voglia di Stupire

Interessante (come sempre) articolo di Eric D.Nelson sul blog Servowealth.com. Eric prende le “profezie” di Bill Gross come punto di partenza nella solita annosa discussione se investire vuole dire buttare denaro sul mercato senza intervenire mai, oppure mirare al massimo obiettivo cercando il market timing giusto.

servo
Come sempre la verità sta nel mezzo, ma è molto interessante notare come dei guru si tende sempre a ricordare le imprese memorabili, quello con il botto per intendersi, dimenticando i numerosi e piccoli errori previsionali che negli anni inevitabilmente hanno costellato la carriera di strategist come Bill Gross.

L’eterna voglia di stupire di queste persone alla fine rischia di diventare un boomergang quando la fortuna smette di fornire un contributo positivo.

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Globalizzare il Portafoglio di Investimento

Abbiamo già parlato qui della semplicità di replica di un portafoglio globale scelta certamente interessante per chi vuole allineare i propri investimenti a quelle che sono le capitalizzazioni mondiali delle varie asset class scambiate sui mercati finanziari. Sempre con riferimento all’importanza della diversificazione qui abbiamo celebrato l’assoluta inadeguatezza di uno stile di investimento “home bias” che privilegia azioni/bond nazionali a quelli internazionali.

globale
Ringraziando Meb Faber per la cortesia estraggo dal suo libro Global Asset Allocation: A Survey of the World’s Top Asset Allocation Strategies (English Edition) un’idea di Global Portfolio soprattutto per valutarne il comportamento nel periodo 1973-2013 e fare alcune considerazioni.
Quello che vedete qui sotto è un’approssimazione di come dovrebbe essere composto un portafoglio globale composto per un 40% da azioni internazionali, da un 53% di bond e da un 7% di asset reali spalmati tra titoli indicizzati all’inflazione e immobiliari. Continua a leggere