Le Obbligazioni a Tasso Variabile sono un Rimedio Contro il Rialzo dei Tassi? (replica)

Alcuni lettori hanno chiesto un chiarimento di quali potrebbero essere gli strumenti in grado di contrastare un rialzo dei tassi di interesse, riproponiamo questo articolo relativo alle obbligazioni a tasso variabile.  Buona lettura.

Le emissioni a tasso variabile sono spesso considerate lo strumento migliore per fronteggiare il rialzo dei tassi di interesse senza subire perdite in termini di prezzo rimanendo al tempo stesso ancorati alla dinamica dei tassi. In parte questa affermazione è vera così come è vero che storicamente il tasso variabile offre rendimenti superiori al classico money market, ma qualche puntualizzazione è doverosa e cercheremo di chiarirla in questo articolo grazie anche ad uno studio effettuato qualche anno fa dal gestore di index fund Vanguard.

floater
Intanto chiariamo subito il concetto di rischio. Vero è che l’indicizzazione al tasso variabile abbassa quasi a zero il rischio tasso, ma spesso e volentieri questo beneficio si lega ad un accresciuto rischio emittente. Tolti i classici titoli di Stato o qualche sovranazionale, farete infatti molta fatica a trovare emissioni free risk di Stati Uniti o Germania, tanto per citare due nazioni considerate prive di rischio. Molto più probabile che l’indicizzazione al parametro interbancario sia collegata ad un bond corporate investment grade o addirittura high yield. In questo caso (ed il 2008 insegna) l’insensibilità ai movimenti dei tassi viene sopraffatta dalla perdita di prezzo derivante dall’aumentato rischio credito sull’emittente. Continua a leggere

Le Obbligazioni a Tasso Variabile sono un Rimedio Contro il Rialzo dei Tassi?

Vista la richiesta di alcuni lettori circa un chiarimento di quali potrebbero essere gli strumenti in grado di contrastare un rialzo dei tassi di interesse, riproponiamo questo articolo relativo alle obbligazioni a tasso variabile. Ci scusiamo con i lettori più anziani ma ogni tanto riprendere in mano alcuni concetti può servire per investire con maggiore lucidità. Buona lettura.

Le emissioni a tasso variabile sono spesso considerate lo strumento migliore per fronteggiare il rialzo dei tassi di interesse senza subire perdite in termini di prezzo rimanendo al tempo stesso ancorati alla dinamica dei tassi. In parte questa affermazione è vera così come è vero che storicamente il tasso variabile offre rendimenti superiori al classico money market, ma qualche puntualizzazione è doverosa e cercheremo di chiarirla in questo articolo grazie anche ad uno studio effettuato qualche anno fa dal gestore di index fund Vanguard.

floater
Intanto chiariamo subito il concetto di rischio. Vero è che l’indicizzazione al tasso variabile abbassa quasi a zero il rischio tasso, ma spesso e volentieri questo beneficio si lega ad un accresciuto rischio emittente. Tolti i classici titoli di Stato o qualche sovranazionale, farete infatti molta fatica a trovare emissioni free risk di Stati Uniti o Germania, tanto per citare due nazioni considerate prive di rischio. Molto più probabile che l’indicizzazione al parametro interbancario sia collegata ad un bond corporate investment grade o addirittura high yield. In questo caso (ed il 2008 insegna) l’insensibilità ai movimenti dei tassi viene sopraffatta dalla perdita di prezzo derivante dall’aumentato rischio credito sull’emittente. Continua a leggere

Le Obbligazioni a Tasso Variabile sono un Rimedio Contro il Rialzo dei Tassi?

Le emissioni a tasso variabile sono spesso considerate lo strumento migliore per fronteggiare il rialzo dei tassi di interesse senza subire perdite in termini di prezzo rimanendo al tempo stesso ancorati alla dinamica dei tassi. In parte questa affermazione è vera così come è vero che storicamente il tasso variabile offre rendimenti superiori al classico money market, ma qualche puntualizzazione è doverosa e cercheremo di chiarirla in questo articolo grazie anche ad uno studio effettuato qualche anno fa dal gestore di index fund Vanguard.

floater
Intanto chiariamo subito il concetto di rischio. Vero è che l’indicizzazione al tasso variabile abbassa quasi a zero il rischio tasso, ma spesso e volentieri questo beneficio si lega ad un accresciuto rischio emittente. Tolti i classici titoli di Stato o qualche sovranazionale, farete infatti molta fatica a trovare emissioni free risk di Stati Uniti o Germania, tanto per citare due nazioni considerate prive di rischio. Molto più probabile che l’indicizzazione al parametro interbancario sia collegata ad un bond corporate investment grade o addirittura high yield. In questo caso (ed il 2008 insegna) l’insensibilità ai movimenti dei tassi viene sopraffatta dalla perdita di prezzo derivante dall’aumentato rischio credito sull’emittente. Continua a leggere