Carramba che sorpresa!

Oggi proviamo a fare un gioco che credo possa aiutare tutti a capire quanto la nostra mente tende ad irrigidirsi nel tempo su certi pre concetti o su determinati elementi trascurandone altri tremendamente importanti per i nosti soldi.

Ok, cominciamo precisando che la fonte numerica è il sempre ottimo sito di Vanguard.

Se vi mostrassi la prima tabella cosa scegliereste per i vostri investimenti.

In un mondo finanziario in cui tutti vogliono controllare la volatilità non ho dubbi sulle scelte della maggior parte di voi soprattutto in questo momento.  D’accordo, dipende ovviamente dalla vostra propensione al rischio, ma messa giù così in momenti come oggi in cui i prezzi di certi mercati azionari e di certi mercati obbligazionari sono elevati, credo che molti di voi sceglierebbero il cash . I più preparati e competenti ( o come va di modo dire adesso negli ambienti fighetti della consulenza finanziaria, “skillati”…bleah, un insulto alla lingua italiana) naturalmente ci dicono che le azioni nel lungo periodo pagano il rischio; questo è vero come dimostra la seconda tabella.

Ora però la stessa tabella la ripropongo, ma con i numeri depurati dall’inflazione, quindi rendimenti reali. Continua a leggere

Carramba che sorpresa!

Oggi proviamo a fare un gioco che credo possa aiutare tutti a capire quanto la nostra mente tende ad irrigidirsi nel tempo su certi pre concetti o su determinati elementi trascurandone altri tremendamente importanti per i nosti soldi.

Ok, cominciamo precisando che la fonte numerica è il sempre ottimo sito di Vanguard.

Se vi mostrassi la prima tabella cosa scegliereste per i vostri investimenti.

In un mondo finanziario in cui tutti vogliono controllare la volatilità non ho dubbi sulle scelte della maggior parte di voi soprattutto in questo momento.  D’accordo, dipende ovviamente dalla vostra propensione al rischio, ma messa giù così in momenti come oggi in cui i prezzi di certi mercati azionari e di certi mercati obbligazionari sono elevati, credo che molti di voi sceglierebbero il cash . I più preparati e competenti ( o come va di modo dire adesso negli ambienti fighetti della consulenza finanziaria, “skillati”…bleah, un insulto alla lingua italiana) naturalmente ci dicono che le azioni nel lungo periodo pagano il rischio; questo è vero come dimostra la seconda tabella.

Ora però la stessa tabella la ripropongo, ma con i numeri depurati dall’inflazione, quindi rendimenti reali. Continua a leggere

Prospettive diverse, Comportamenti diversi

Se vi mostrassi questo grafico affermando: « Ecco a voi come si è mosso il mio capitale durante tutti questi anni di investimento sui mercati azionari ».

Elaborazioni proprie 22/5/2017

Ho investito 216 ed ora mi riprendo 470. Tranquilli tra un pò capirete il significato di questi numeri così precisi.

Wow, grande risultato, ma dove sta il trucco direste voi?

Nessun trucco. Avrebbe potuto essere tranquillamente  anche il vostro risultato se l’acquisto di un indice azionario mondiale come l’Msci World Free in valuta locale (in quegli anni al massimo un fondo) fosse stato portato fino ad oggi dal 1997 e senza nessuna interruzione.

Giusto per darvi una misura di grandezza sulla quale ragionare si tratta di un rendimento annuo composto (Cagr) del 4% al lordo delle tasse.

Se ora sostituiamo questa linea con un altro grafico che rappresenta l’indice nella sua evoluzione giorno dopo giorno verrà svelato l’arcano.

I vostri soldi per ottenere questo risultato hanno dovuto passare mari tempestosi e parecchi saliscendi.

Fonte Metastock Bull&Bear 22/5/2017

Risultato identico, rappresentazione grafica diversa.

La prima vi offre tranquillità, la seconda incertezza.

Provate a pensare a come sarebbe diverso l’approccio avendo una vista limitata solo al primo grafico. Oppure al contrario solo al secondo grafico. E fate questo esercizio pensando di essere a marzo 2009 quando tutto il mondo finanziario era in caduta libera.

Tutte le volte che qualche consulente o casa di investimento o pianificatore finanziario vi mostreranno un grafico, un cono di evoluzione, una proiezione, ricordate questa semplice frase.

Cambiando le prospettive, cambiano anche i comportamenti e soprattutto cambiano i risultati finali.

Buon investimento a tutti.

Decennio Perduto

10

Di decennio perduto per Europa e mondo emergente si può certamente parlare adesso che stiamo per cominciare il 2017. I confronti sulla decade appena archiviata 2006-2016 sono infatti impietosi per le due geografie azionarie.

Portare a casa l’1,4% (azionario Euro) e l’1,7% (azionario emergente) come rendimento annuo composto, rappresenta  in termini reali una performance insufficiente a coprire la perdita di potere d’acquisto accumulato nell’ultima decade. Su questo punto ritorneremo dopo perchè sono doverose alcune precisazioni che ridimensionano un attimo questi dati.

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Fonte: Metastock al 20/12/2016

Basti pensare che per i paesi emergenti l’inflazione media a livello complessivo è stata negli ultimi 10 anni del 5%, mentre per la zona Euro il risultato è stato questo.

cpi

Con un tasso medio del 1,8% anche in Europa il mercato più volatile e rischioso non ha permesso di coprire nemmeno con i dividendi la perdita del potere d’acquisto. Possiamo quindi dire serenamente che non sempre il lungo periodo (inteso come 10 anni) ripaga gli investitori azionari. Ecco perchè spesso e volentieri ricordiamo che i dati del passato sono utili statistiche, ma basare i proprio piani di investimento esclusivamente su di essi è un’errore.

Per onestà intellettuale vale però la pena sottolineare due cose. Continua a leggere

Le Borse Sono Care o a Buon Mercato?

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Più le borse salgono più il nervosismo tra chi aveva previsto drammatici cali post attentati in Europa o post svalutazione della Cina o post Brexit o altro ancora si fa palpabile. Le parole più ricorrenti che si trovano sui blog volutamente catastrofisti (volutamente nel senso che fanno click più di altri oppure hanno attività che traggono vantaggio dal pessimismo oltre che dai click) sono bolla, follia, eccessi, ingiustificabile, irreale e così via.

Dall’altra parte sale l’entusiasmo di chi è perennemente rialzista e vede nelle azioni l’unica vera alternativa alle obbligazioni per il prossimo futuro. Anche qui si sprecano le parole come bullish, occasioni, record, sottovalutazione, ecc…

Come sempre la verità sta nel mezzo ed è per questo che né l’una né l’altra sponda andrebbero ascoltate. Come sapete bene infatti il mio consiglio è quello di leggersi un bel libro (anzi più di uno) e basta.

Probabilmente come dice qualcuno la nuova realtà del mondo obbligazionario costringe a rivedere i criteri di valutazione delle azioni. Quando un indice come lo S&P500 ha dividendi superiori al rendimenti di un titolo a 30 anni o quanto lo stesso indicatore ti dice che l’Eurostoxx50 paga 400 punti base in più di dividendi rispetto alle cedole inesistenti di un Bund a 10 anni non può che essere così. Continua a leggere