Regali e Scelte Sbagliate

Correzioni del mercato azionario che cominciano ad assumere le sembianze di un bear market (su alcuni indici europei è stata superata la soglia tecnica del -20%) possono essere interpretate in due maniere. Per il sottoscritto, per i suoi figli e per gli investitori di lungo periodo come un gran bel regalo e questo post è altamente consigliato.

Per chi è alle porte della pensione oppure ci sta arrivando avrebbe già dovuto scalare per tempo la marcia e se non l’ha fatto per “tentare” il colpo di coda finale, ha agito non certamente da buon padre di famiglia. Scalare la marcia non vuol dire andare tutto in cash, piuttosto assumere un atteggiamento più prudente e diversificato senza comunque rinunciare ad una quota azionaria. Se volete vedere cosa potrebbe succedere al vostro capitale evitando ogni forma di rischio anche in pensione vi ricordo questo post.

Detto questo qualche grafico pescato qua e là in rete.

Il primo è estratto dal blog di Morgan Housel e ci dice la probabilità di recuperare tutto il proprio denaro dopo una caduta del x% in 5 anni; a questo si aggiunge il ritorno medio in termini reali dell’investimento dopo 5 anni.

cosa succede dopo una caduta Continua a leggere

Amanti delle Cedole Smarriti Cercano Rendimento

Annata complicata quella del 2015 per gli asset manager americani alle prese con rialzi nei tassi e azionario piatto. Qualunque scelta di portafoglio l’anno passato non vi avrebbe fatto uscire da performance finali molto modeste. Ecco la solita scaletta dei rendimenti degli ultimi 10 anni.

asset class 31.12.2015La tabella successiva ci mostra le performance annue dei principali ETF quotati a New York e, se mai ce ne fosse bisogno, viene confermata la potenza della diversificazione.
Diversificazione di asset, di duration e di rischio credito.

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Buon 2016 e che vada come gli ultimi 115 anni

Apriamo l’anno con il grafico dei rendimenti al netto dell’inflazione delle principali borse mondiali, dal 1900 ad oggi.

Nella speranza che questo rappresenti un anno almeno in linea con la media storica dei rendimenti annui reali delle azioni mondiali e che soprattutto l’Italia comincia a recuperare il cronico ritardo.

RENDIMENTI REALI BORSEBuon 2016 e Buon Investimento a tutti quanti!

Mappa Futura dei Rendimenti

Prima di essere inondati dalle solite previsioni 2016 da parte degli analisti finanziari di tutto il mondo, mi sembra interessante mettere in evidenza un bel grafico pubblicato su questo sito canadese.
L’autore dell’articolo ha fatto una cosa molto semplice (che  poi sono sempre le migliori).
Sull’asse verticale sono stati messi i rapporti prezzo-utili espressi dal Cape di Shiller, mentre sull’asse orizzontale troviamo i rendimenti del titolo di stato americano a 10 anni, tutto questo dal 1881 al 2015. Il colore dei pallini esprime i rendimenti a distanza di 10 anni ottenuti su un portafoglio 60/40 in versione total return.
Il rosso intenso esprime i rendimenti decennali futuri più bassi, il verde scuro quelli futuri più alti. I triangoli neri esprimono i rendimenti futuri che usciranno dalla finestra di dati partita nel 2006 e di cui non disponiamo ovviamente dei dati effettivi. Allo stato attuale possiamo stimare un rendimento azionario nell’ordine del 6% annuo per la prossima decade a fronte di un rendimento obbligazionario di poco superiore al 2%.

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E’ Così Strano un Mercato che Sale Sempre?

Non sappiamo come questo 2015 finirà. Ormai mancano una manciata di giornate di trading e la bilancia continua ad oscillare attorno alla parità, almeno a Wall Street. L’impressione che ha il sottoscritto è che anche i ribassisti sperano di vedere uno S&P500 chiudere l’anno con il segno più. Questo semplicemente per poi cominciare il 2016 dicendo che l’anno è a serio rischio correzione visto che stiamo salendo da ben 7 anni consecutivi. Ma è veramente così strano tutto questo?
A questo domanda risponde il sempre ottimo Ben Carlsson sul blog Awealthofcommonsense. I guadagni totali del mercato americano dal 2009 ad oggi sono di circa il 260%, come detto guadagni che sarebbero spalmati in 7 anni consecutivi se il 31 dicembre il bilancio sarà positivo. Tutti perciò a gufare su un rischio correzione, peccato che dal 1982 al 1989 (quindi otto anni consecutivi) il mercato salì per un totale del 394%. L’anno successivo, il 1990, lo S&P500 incappò in una modesta correzione del 3,1% e poi via, di nuovo un rally poderoso che durò altri nove anni consecutivi culminando con lo scoppio della bolla tecnologica. Continua a leggere