Nonostante tutto ci preoccupiamo delle perdite

Come nel 2016, anche in questo mese di agosto riprendiamo la buona abitudine di pubblicare gli articoli più letti nel corso del 2017. Buona lettura ed arrivederci a settembre.

orso

La società americana Newfound Research ha pubblicato di recente una ricerca dalla quale abbiamo estrapolato un grafico a nostro modo di vedere eccellente nello spiegare l’andamento dei mercati.

bull-market
Fonte Newfound Research

Tempi, intensità ed alternanza di ogni ciclo temporale di rialzo e ribasso delle borse americane, tutto questo sintettizzato in un bel grafico di oltre 100 anni di storia.

Evidente come l’azzurro del rialzo prevale, non solo per numerosità ma anche per durata ed intensità. Allora perché abbiamo tanta paura dell’orso?

Intanto per una questione temporale. Trovarsi a qualche anno della pensione ed essere risucchiati dalla marea arancione fa diventare la visione sulla crescita del capitale azionario nel lungo periodo decisamente più offuscata.

Qualche numero è però doveroso. Dal 1903 al 2016 ci sono stati 12 bull market (compreso quello in corso) per una durata media di 8.1 anni ed un ritorno totale medio del 387%. I bear market (il prossimo sarà ovviamente il dodicesimo e state tranquilli ci sarà) hanno avuto una durata media di 1.5 anni e perdite medie totali del 35%.

Focalizziamoci sul rapporto 387 a 35. Ve lo traduco meglio, 11 contro 1. Per ogni unità di rendimento persa in un bear market ne guadagnate mediamente 11 in fase di salita. Se siete giocatori d’azzardo o esperti in probabilità dovrebbe essere tutto chiaro su qual’è il campo vantaggioso nel quale è preferibile giocare. Continua a leggere

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Nonostante tutto ci preoccupiamo delle perdite

orso

La società americana Newfound Research ha pubblicato di recente una ricerca dalla quale abbiamo estrapolato un grafico a nostro modo di vedere eccellente nello spiegare l’andamento dei mercati.

bull-market
Fonte Newfound Research

Tempi, intensità ed alternanza di ogni ciclo temporale di rialzo e ribasso delle borse americane, tutto questo sintettizzato in un bel grafico di oltre 100 anni di storia.

Evidente come l’azzurro del rialzo prevale, non solo per numerosità ma anche per durata ed intensità. Allora perché abbiamo tanta paura dell’orso?

Intanto per una questione temporale. Trovarsi a qualche anno della pensione ed essere risucchiati dalla marea arancione fa diventare la visione sulla crescita del capitale azionario nel lungo periodo decisamente più offuscata.

Qualche numero è però doveroso. Dal 1903 al 2016 ci sono stati 12 bull market (compreso quello in corso) per una durata media di 8.1 anni ed un ritorno totale medio del 387%. I bear market (il prossimo sarà ovviamente il dodicesimo e state tranquilli ci sarà) hanno avuto una durata media di 1.5 anni e perdite medie totali del 35%.

Focalizziamoci sul rapporto 387 a 35. Ve lo traduco meglio, 11 contro 1. Per ogni unità di rendimento persa in un bear market ne guadagnate mediamente 11 in fase di salita. Se siete giocatori d’azzardo o esperti in probabilità dovrebbe essere tutto chiaro su qual’è il campo vantaggioso nel quale è preferibile giocare. Continua a leggere

Grafico della Settimana: Stoxx Europe Chemical

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo l’indice europeo del settore chimico. Direi proprio che abbiamo un bel grafichetto da manuale dell’analisi tecnica. Toccato il supporto di lungo periodo, rotta la linea di tendenza ribassista di breve e ora…

chem

Le Borse Sono Care o a Buon Mercato?

atom

Più le borse salgono più il nervosismo tra chi aveva previsto drammatici cali post attentati in Europa o post svalutazione della Cina o post Brexit o altro ancora si fa palpabile. Le parole più ricorrenti che si trovano sui blog volutamente catastrofisti (volutamente nel senso che fanno click più di altri oppure hanno attività che traggono vantaggio dal pessimismo oltre che dai click) sono bolla, follia, eccessi, ingiustificabile, irreale e così via.

Dall’altra parte sale l’entusiasmo di chi è perennemente rialzista e vede nelle azioni l’unica vera alternativa alle obbligazioni per il prossimo futuro. Anche qui si sprecano le parole come bullish, occasioni, record, sottovalutazione, ecc…

Come sempre la verità sta nel mezzo ed è per questo che né l’una né l’altra sponda andrebbero ascoltate. Come sapete bene infatti il mio consiglio è quello di leggersi un bel libro (anzi più di uno) e basta.

Probabilmente come dice qualcuno la nuova realtà del mondo obbligazionario costringe a rivedere i criteri di valutazione delle azioni. Quando un indice come lo S&P500 ha dividendi superiori al rendimenti di un titolo a 30 anni o quanto lo stesso indicatore ti dice che l’Eurostoxx50 paga 400 punti base in più di dividendi rispetto alle cedole inesistenti di un Bund a 10 anni non può che essere così. Continua a leggere

Grafico della Settimana: Cac 40 Francia

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo l’indice francese Cac40. Se da una parte i supporti sembrano reggere, dall’altra la settimana si è chiusa esattamente sulla neck line del testa e spalla ribassista. Serve un altro sforzo ulteriore per invertire la tendenza, speriamo definitivamente. La linea del Piave la conosciamo…

cac

Grafico della Settimana: Stoxx 600

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo l’indice Stoxx600. Le azioni europee sono ad un bivio importante. Ormai da 20 anni si muovono all’interno di un ampio range. Dopo aver appena raggiunto i massimi del 2000, il cosiddetto “bacio della morte” ha spinto verso il basso le quotazioni. La linea del Piave sono i 300 punti, circa il 7°% sotto i livelli attuali. Perdere quel livello sarebbe disastroso per l’equity del Vecchio Continente.

stoxx600

Fonte Rai News

junckNo caro amico ti sbagli. Se le risposte non arrivano subito e molla la Linea del Piave saranno i mercati finanziari a decretarlo e non certamente tu, la cui influenza sugli investitori è pari a quella di un grillo su una pista di automobilismo!

Conoscere gli Etf: Azionario Europeo “Aristocratico”

lavag

Uno degli errori che frequentemente si verificano tra gli investitori è quello di indirizzare il proprio denaro verso una serie di strumenti consigliati da terzi o consulenti, oppure scovati in rete prendendo spunto da qualche analisi di mercato, o ancora estratti da articoli di giornale. Spesso però la decisione non è supportata da una corretta ponderazione dell’impatto  che questi strumenti avranno sul nostro portafoglio globale di investimento e soprattutto sulla sua diversificazione. Con questo post proseguiamo una serie di analisi  sintetiche che possano quanto meno favorire una presa di coscienza maggiore di quello che state facendo quando comprate un ETF o un fondo a replica passiva di un benchmark.
Questa settimana l’analisi viene effettuata su un ETF che investe nelle cosiddette azioni “aristocratiche” europee, ovvero ad alto dividendo. Continua a leggere

Conoscere gli Etf: Azionario Europeo REIT

lavag

Uno degli errori che frequentemente si verificano tra gli investitori è quello di indirizzare il proprio denaro verso una serie di strumenti consigliati da terzi o consulenti, oppure scovati in rete prendendo spunto da qualche analisi di mercato, o ancora estratti da articoli di giornale. Spesso però la decisione non è supportata da una corretta ponderazione dell’impatto  che questi strumenti avranno sul nostro portafoglio globale di investimento e soprattutto sulla sua diversificazione. Con questo post proseguiamo una serie di analisi  sintetiche che possano quanto meno favorire una presa di coscienza maggiore di quello che state facendo quando comprate un ETF o un fondo a replica passiva di un benchmark.
Questa settimana l’analisi viene effettuata su un ETF che replica l’indice europeo dei REIT. Continua a leggere