Volevate le prove dell’utilità dei bond? Eccole

Credo molto negli esempi numerici in ambito finanziario. E’ vero che i numeri possono essere modellati per ottenere dei risultati che si avvicinano il più possibile alla nostra opinione, ma quando vengono utilizzati in modo semplice per avallare concetti basici, allora credo che difficilmente la tecnica del taroccamento possa essere praticabile.

In un articolo pubblicato da LPL Research nelle settimane scorse nella sezione di ricerca,  in poche colonne sono stati versati a parere del sottoscritto dei veri e propri distillati di saggezza e buon senso nel modo di investire.  Ogni consulente  finanziario dovrebbe tenere a portata di mano sulla propria scrivani queste informazioni.

Tante volte su questo blog ci siamo espressi favorevolmente sull’utilità investire in obbligazioni di alta qualità, questo nonostante i bassi rendimenti a scadenza espressi da questo genere di asset class in questi tempi.

I più fedeli ricorderanno certamente titoli come “la saggezza dei bond” oppure il ” in difesa dei bond”.

I motivi sono tanti e ve li abbiamo spiegati in diverse salse, ma basta solamente ricordare che quest’anno  è stato proprio il Bund tedesco (che rende lo 0.3% a 10 anni!!) il rendimento più redditizio per i cittadini europei!

A proposito chi lo aveva previsto ad inizio anno tra i vari outlook delle case di investimento? Nessuno.

LPL Research ha colto la palla al balzo della correzione di ottobre sullo S&P500 per portare ad evidenza l’importanza di avere in portafoglio un po’ di bond diversificando il proprio paniere di investimento. Continua a leggere

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Guardate avanti altrimenti inciampate!

Tra gli errori più comuni commessi dagli investitori certamente possiamo annoverare quello del cosiddetto guardare dallo specchietto retrovisore. Con questo si intende la tendenza ad utilizzare le performance del passato come guida per il futuro.

Se un fondo, un’azione o un qualsiasi strumento finanziario realizza performance mirabolanti allora è degno della mia attenzione (ed investimento), se invece ha il segno meno davanti alla performance passata il prodotto viene regolarmente snobbato. I back test sono proprio l’esatto esempio di come distorcere la realtà.

Per chi segue strategie di momentum e quindi fa investimenti con orizzonte temporale di brevissimo periodo, questa logica può anche essere corretta; per chi invece sviluppa investimento con un orizzonte temporale più ampio questa rischia di essere una strategia limitante oltre che non garante dei migliori risultati.

In questi mesi ad esempio l’investimento in fondi o ETF obbligazionari avente come sottostante i bond emergenti è stato al centro delle attenzioni e delle preoccupazioni degli investitori visto che le perdite sono arrivate a toccare oltre l’8% da inizio anno, come nel caso dell’ETF iShares JPM Em.Bond Eur hedged. Continua a leggere