Il Solito Luogo Comune, Tassi Bassi = Azioni in Rialzo

Uno dei luoghi comuni finanziari che più sento o leggo in questo momento storico è quello dell’associazione tassi bassi = azionario che non può scendere per assenza di concorrenza in termini di redditività dell’investimento. Usando parole molto gentili questa è una castroneria bella e buona ed è la stessa storia dei mercati americani a dimostrarcelo.
Come abbiamo già scritto qui i tassi americani a 10 anni fecero registrare per un buon ventennio, tra il 1935 e il 1955, rendimenti a scadenza sistematicamente inferiori al 3%.
Come si può vedere dai due grafici seguenti a questo rendimento nominale positivo non corrispose un analogo andamento in termini reali con frequenti escursioni sotto la linea dello zero che bruciarono potere d’acquisto ai possessori di bond. Continua a leggere

Ritorno al Passato

Uno dei problemi dell’investitore da sempre è quello di adattarsi alle nuove realtà. Si resta ancorati a vecchi modelli economici, ai ricordi di performance dei tempi andati, a situazioni in cui i titoli di stato permettono ad ogni persona con a parte un bel gruzzoletto di vivere di rendita.

pastSolo fino a 10-15 anni fa teneva sempre banco il solito discorso sognatore di come si poteva vivere bene con 1 milione di Euro; i generosi interessi incassati semestralmente o annualmente da un BTP o da un CCT avrebbero assicurato una rendita per il resto dei nostri giorni. Sorvolando sul fatto che in quei discorsi non si teneva mai conto dell’erosione del potere d’acquisto da parte dell’inflazione (i tassi reali sono come lo spread una new entry nel gergo finanziario dell’investitore della strada), quel mondo e quei sogni sono stati spazzati via principalmente da due fattori. Continua a leggere