Uomini e Robot, si può fare!

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Qualcuno di voi avrà sentito parlare di Robo Advisors su internet o sui giornali o perché anche in Italia qualche offerta di consulenza finanziaria di questo tipo esiste già. Sul nostro blog già nel 2015 citavamo questo fenomeno come prossimo e dirompente, ma mai abbiamo estremizzato il fenomeno considerandolo come devastante per l’occupazione umana, nello specifico dei consulenti finanziari.

Piuttosto è l’avvento di una tecnologia che rende più efficiente, meno costosa e più “democratica”  la proposta di investimento formulata al cliente finale.

In epoca di luddismo emergente come quella attuale, si sprecano le previsioni catastrofiche di lavoro umano che verrà devastato dal lavoro automatizzato con i robot capaci di prendersi ampie quote di occupazione a discapito della razza umana.

La storia insegna che non è proprio così. Ogni rivoluzione tecnologica vive momenti di cambiamento, anche drammatici, ma nello stesso tempo questo passaggio determina un aumento della produttività e quindi della ricchezza per tutti per il futuro.

La ferrovia avrà distrutto il lavoro dei postali a cavallo americani, ma ha aperto tante nuove possibilità di occupazione lungo tutti i binari. E fare il proprietario di saloon era tutta un’altra cosa rispetto al postale che attraversava i canyon del West.

Il telaio meccanico avrà forse tolto occupazione a tante donne che usavano strumenti di filatura primitivi per fabbricare maglioni, ma ha permesso all’intera umanità di sviluppare nuovi prodotti in grandi quantità ed in minore tempo con condizioni di lavoro decisamente più salubri.

Gli esempi si sprecano ed al solito al grido di “questa volta è diverso” qualcuno mi criticherà. Continua a leggere

Occhio non vede cuore non duole

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Un articolo apparso recentemente sul blog del celebre Robo Advisory americano Betterment  dimostra come l’eccessiva attenzione che gli investitori rivolgono al loro dossier titoli fa male.

Fa male al portafoglio (inteso come rendimento) e fa male al fisico (inteso come inutile stress). Noi ne abbiamo già parlato qui (I guardoni degli investimenti), ma dal post di Betterment emergono alcune interessanti considerazioni.

Questo fenomeno chiamato “myopic loss aversion” aumenta la percezione del rischio avvertita dal cliente all’aumentare dei login alla posizione titoli. Una eccessiva visione delle performance degli investimenti aumenta infatti la probabilità di andare a spulciare proprio nel momento in cui possono essere più intense le oscillazioni di valore del portafoglio. Nel breve termini è infatti normale vivere una fisiologica volatilità di mercato che a sua volta si riflette in smania di fare qualcosa da parte dell’investitore.

Questo tipo di atteggiamento determina così una performance comportamentale misurata dalla differenza tra ciò che avrei ottenuto stando fermo e ciò che invece è stato il risultato effettivo dell’operazione comprendendo le commissioni di negoziazione che non avrei sostenuto se appunto fossi rimasto fermo.

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Il Lato Democratico della Tecnologia Finanziaria

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In questi giorni sono usciti due articoli piuttosto interessanti circa un fenomeno in costante e veloce crescita negli Stati Uniti (ma anche in Gran Bretagna) come quello dei Robo-Advisors. Noi ne abbiamo già parlato qui e qui, ma l’Economist  ha fatto un focus proprio su quello che sta succedendo nel mondo della consulenza a pagamento, fenomeno che prossimamente interesserà anche l’Italia sperando anche da questa evoluzione tecnologica dalla portata culturale notevole (oltre che democratica appunto). Continua a leggere

La Liquidità è un Investimento?

Nella sua newsletter mensile il più celebre dei ROBO-Advisors americani, Betterment, ha dedicato un’approfondimento al ruolo della liquidità negli investimenti, argomento da noi già trattato qui.
Alcuni spunti di discussione sono interessanti, altri opinabili. Interessante ad esempio il grafico che mostra il “sacrificio” al quale rinuncia un investitore di lungo periodo nel detenere una fetta consistente di risparmi investiti in liquidità. Parliamo di investimento e non di risparmio a scopo precauzionale e questo è sempre giusto precisarlo.

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Betterment fa un ipotesi di un investimento da 100 mila dollari destinato a due portafogli. Il primo suddiviso tra azioni al 61% e bond al 39%, il secondo invece destina il 10% in liquidità riducendo prorata azioni e bond.
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