In fondo la pensano tutti così…

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L’effetto gregge è qualcosa che ciclicamente coinvolge gli investitori. Mossi da un mix di impazienza, paura di perdere occasioni (o soldi), bombardamenti da parte dei media mainstream e non solo, gli investitori tendono ad affrontare i momenti difficili salendo su un auto in corsa senza sapere chi guida oppure togliendosi un dente con le pinze solo perché comincia a fare male.

A volte i denti si possono curare e le automobili si possono fermare per qualche secondo per vedere se il conducente è ubriaco. Quello che si è visto di recente sui mercati obbligazionari ne è un esempio.

In quanti, pur di non correre rischi comprando azioni, sono andati ad investire in obbligazioni a rendimenti al netto di tasse e commissioni inferiori allo zero? Il meccanismo che è passato nella prima parte del 2016  è quello che Richard Bernstein ha chiamato sul suo blog lower for longest.

Noi non siamo certamente tra coloro che pensano che i tassi di interesse decolleranno nei prossimi anni, ma siccome non abbiamo la sfera di cristallo non siamo neanche tra coloro che hanno tenuto tutti i soldi su conti depositi o titoli di stato. Continua a leggere

Grafico della Settimana: UK Bond

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo il grafico di un indice aggregato di bond inglesi statali. Se la Sterlina ha fatto flash crash, per i Gilt c’è il rischio concreto di assistere ad una salita dei rendimenti importante se dovessero cedere i supporti. A quel punto avremmo la conferma che i capitali stanno cominciando ad uscire massicciamente da Oltre Manica.

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Tra Drammi e Bruciature

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Nei giorni immediatamente successivi alla Brexit abbiamo assistito ad una corsa selvaggia a chi sparava la frase più forte e drammatica per descrivere il calo dei mercati azionari. Bruciati miliardi, perdita in una sola giornata peggiore della storia, collasso Brexit, inizio della fine, ecc…

Come ben sapete i mercati finanziari hanno bisogno di tempo per lavorare e produrre rendimenti interessanti. Purtroppo però alcuni consulenti e diversi media finanziari (ma non solo) fanno di tutto per trascurare questo concetto che poi diventa di attualità solo nel momento in cui le cose vanno male.

 Tutti quanti vorremmo guadagni rapidi senza rischio di perdite. Purtroppo le probabilità non sono dalla nostra parte e il tempo nemmeno.

Io pure vorrei vivere fino a 150 anni con il fisico di un 20enne, purtroppo è semplicemente impossibile.

Peccato che in mezzo a questo mare di pessimismo tutti quanti hanno omesso di dirvi che il calo mensile del mese di giugno è solamente il 20esimo della storia recente (ultimi 20 anni) dell’Eurostoxx 50 total return.

Ma come direte voi? Non ci hanno raccontato del collasso, della speculazione, delle banche, dei soldi bruciati, bla bla e bla. Continua a leggere

Brexit, Sicuri che Non è Una Storia già Vista?

Ringrazie come di consueto gli amici di Age Italia – Strategie Valutarie per pubblicare un estratto del loro rapporto settimanale dedicato alle valute. Nello specifico si parla di EurUsd ripassando un pò di storia recente di tutta l’architettura europea.

Si va parecchio indietro con gli anni e scopriamo che sempre la Sterlina e sempre un referendum sull’Europa furono le cause scatenanti di un periodo di fortissime tensioni già in passato.

La tempesta Brexit  è uno di quegli eventi che resterà nella storia valutaria e questo ce lo dice l’impressionante volatilità di venerdì. Il movimento di EurUsd in un solo giorno è stato superiore ai 500 pips, evento che ritroviamo solamente in rapida sequenza tra ottobre 2008 e marzo 2009 e settembre 1992 (cambio rettificato). Tutti ricordiamo cosa accadde nei drammatici mesi che seguirono il fallimento di Lehman, ma in pochi ricordano cosa accadde nel settembre 1992 . Sterlina e Lira furono vittime di uno degli attacchi speculativi più violenti della storia costringendole ad uscire dallo Sme, questo pochi mesi dopo la stipula degli accordi di Maastricht. Anche in quel caso l’incendio divampò dopo che un membro dell’Unione, in quel caso la Danimarca, con un referendum si pronunciò per il no alla ratifica del trattato. Storia è vero, ma preoccupante per le analogie.

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Torniamo a EurUsd. Abbattuti in pochi minuti i supporti di 1.12 ora la sensazione è quella di un cambio che potrebbe puntare la sua prua verso 1.05 dopo aver trovato un certo supporto tra 1.09/1.08. Questo sarebbe anche l’obiettivo anche del testa e spalla ribassista formalizzato venerdì, oltre al doppio massimo minore prossimo alla materializzazione in caso di rottura definitiva di 1.11.

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Il nostro Cot Fx parlava chiaro la settimana scorsa con una netta preferenza per i biglietti verdi che si è tramutata in realtà. Altra conferma di come gli hedge fund avevano completamente sbagliato le previsioni andando dalla parte sbagliata, ovvero contro Dollaro.  La volatilità è qui per restare ancora per un po’.

Già, la volatilità è qui per restare ancora un pò. L’importante è vederla come amica e non come avversario.

 

La Lezione della Brexit

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In altre occasioni abbiamo parlato di “lezioni”  che eravamo in grado di ricavare da eventi straordinari sui mercati. Il collasso cinese dell’estate scorsa o la rivalutazione a sorpresa del Franco svizzero. La Brexit è però un evento talmente importante e dagli esiti imprevedibili che sarebbe presuntuoso cercare di trarre delle conclusioni così a caldo. Come abbiamo però espresso opinioni (speriamo) di buon senso prima cerchiamo di farlo anche adesso in un momento decisamente storico.

Il popolo britannico ha deciso di uscire dalla UE. Almeno democraticamente parlando è così. Il 52% ha deciso di farlo ed il 48% invece era contrario. Un paese quindi estremamente spaccato a livello regionale con Scozia, Irlanda del Nord e Londra favorevoli, ma per motivi che non c’entrano nulla con l’interesse della nazione. Scozia e Irlanda a questo punto potranno cercare l’indipendenza con la scusa di voler tornare nella UE, Londra rappresenta la grande finanza mondiale alla quale del popolo inglese interessa poco o nulla.

L’infografica mostra chiaramente quello che è successo. Continua a leggere