Speciale Inflation Linked (Parte II)

Nel primo articolo dedicato allo strumento degli Inflation Linked abbiamo capito a quali scopi è destinata questo tipo di obbligazione. Il grande pregio dei titoli indicizzati all’inflazione, TIPS o BTPi o altro ancora, è quello di fare capire a noi comuni mortali il valore dei tassi di interesse reali.

Anni fa questo indicatore rappresentava un qualcosa di oscuro ed accessibile solo ad operatori specializzati. Ai giorni nostri basta prendersi un titolo qualsiasi e rendersi conto di quali sono le aspettative di inflazione da parte del mercato. Se infatti il titolo Inflation Linked offre un rendimento reale, la differenza tra il rendimento nominale offerto da un classico BTP a cedola fissa ed un rendimento reale offerto da un BTP indicizzato all’inflazione, altro non è che l’aspettativa di inflazione sull’anno X.

Aspettative appunto e non necessariamente il mercato azzeccherà in pieno la previsione. Questo spiega perchè, prima della scadenza, il titolo indicizzato subirà delle oscillazioni.

Se però noi scomponiamo in vari pezzi l’inflation linked, ci rendiamo conto come in realtà il suo rendimento è determinato anche da altre componenti. Continua a leggere

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Chi è il vero Killer dei Bond

Come abbiamo già spiegato in altri post il vero killer del mercato obbligazionario non sono i bassi tassi di interesse quanto piuttosto l’inflazione. Con un cuscinetto cedolare così basso come quello attuale è verissimo che un rialzo dei rendimenti, soprattutto nella parte lunga della curva, inciderà sui corsi dei bond a cedola nominale, ma se questo rialzo è lento e graduale i ritorni tutto sommato potrebbero rimanere positivi in termini assoluti se l’orizzonte sarà quello di medio lungo periodo (vedi qui).
Quello che invece può rendere pesantemente negativo il ritorno su un investimento obbligazionario nei prossimi anni è l’inflazione, attualmente snobbata dalla maggior parte di economsti e analisti e riflessa nei bassi livelli di inflazione attesa presenti sul mercato. Negli Stati Uniti la media di inflazione attesa per i prossimi 10 anni è del 1.6%, mentre in Italia e Germania siamo allo 0.80%.

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Come si può allora combattere questo avversario degli investimenti a reddito fisso? Molti risparmiatori stanno abbracciando la logica dei bond indicizzati all’inflazione senza tenere in dovuta considerazione i limiti Continua a leggere