Buy and Hold oppure Momentum?

Su questo blog cerchiamo la massima obiettività di analisi e quindi cerchiamo di pubblicare commenti ad analisi o articoli che in un certo senso vanno in direzione opposta a quella che spesso indichiamo come corretta pratica di investimento.

Oggi ad esempio ci fa piacere citare questo articolo http://www.investresolve.com/blog/using-time-series-momentum-to-intentionally-miss-the-best-months-yes-really/ .

Premesso che ogni back test lascia il tempo che trova visto che informazioni e condizioni sono diverse in ogni momento storico (quindi non siamo in grado di sapere come si sarebbero comportati gli operatori a quel tempo se avessero avuto accesso alle condizioni di oggi), quello presentato in questa analisi è interessante perché mette a confronto il classico buy and hold con il market timing, due argomenti spesso trattati su questo blog.

Nello specifico vengono evidenziati i vantaggi di una corretta pratica di market timing basata sul momentum rispetto al classico e poco sexy buy and hold. Chi vi scrive è d’accordo su una gestione parzialmente attiva delle asset allocation (comprare asset a sconto con ottica di lungo periodo non è mai una cattiva idea se si mantiene dritta la barra della diversificazione),  ma alla fine di tutto bisognerebbe chiedersi se un operatore (che sia professionale o no) è in grado di sostenere questa attività in modo metodico e ripetitivo per tanto tempo ed a quali costi. Continua a leggere

145 anni investiti in borsa per guadagnare solo in 10

Se l’orizzonte temporale è importante, rimanere investiti senza distrarsi troppo lo è altrettanto. Il grafico seguente l’ho scovato sul blog ofdollarsanddata.com ed è basato sulle performance mensili reali della borsa americana (comprensive di dividendi al netto dell’inflazione) estrapolate dal database di Robert Shiller.

Il titolo è provocatorio, ma assolutamente corretto. Dal 1871 al 2016 sono passati 1751 mesi. In questi 1751, compensando profitti e perdite, solo il 7% del tempo ha fornito un valore tale da far avanzare il montante finale dell’investimento. Il 7% sono circa 122 mesi e quindi 10 anni.

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Partendo dal 1871 ed arrivando a fine 2016, il colore blu ci mostra il periodo di tempo che di fatto ha aggiunto valore in termini reali all’investimento. Stiamo parlando del 7% del tempo appunto. Continua a leggere

Alla Faccia del Mordi e Fuggi

Prudential  ha di recente pubblicato uno studio piuttosto interessante che ancora una volta mette all’angolo il cosiddetto fai da te. Studio che abbraccia un arco temporale molto vasto di 20 anni (1995-2015) e che si basa sul destino di un investimento da 10 mila dollari fatto l’1 gennaio 1995 sulla borsa americana S&P500. Attenzione perché in questo ventennio ci sono state due bear market devastanti e due crisi dei paesi emergenti mica da ridere.

Dunque, con il più classico dei “compra e tiene” o buy and hold come dicono gli anglofoni, 10 mila dollari investiti nel 1995 si sono trasformati in 48.250$ per un rendimento annuo composto del 8,19%. Ricordo che siamo sempre al lordo di tasse, di inflazione e commissioni di intermediazione.

Bene, togliendo i 10 migliori giorni (che coloro che si sentono dei fenomeni sicuramente sapranno già dirmi quali sono per i prossimi 20 anni…) ci saremmo trovati alla fine con esattamente la metà dei soldi (24.079$) per un rendimento annuo del 4,49%. Già qui cominciate a capire che togliendo tasse, commissioni e inflazione il rischio è quello di vedere evaporare parecchio di questo numero. Continua a leggere

Un Percorso Unico ed Irripetibile

100$ 30 anniQuello che sembra un intreccio di fili di lana che si sta srotolando velocemente altro non è che la crescita a 30 anni di 100$ per ogni anno di investimento a partire dal 1926 fino ai giorni nostri.
La fonte è l’ottimo blog TheIrrilevantInvestor e l’autore, Michael Batnick, vuole mettere giustamente a fuoco come gli orizzonti che si trova di fronte un investitore nell’arco di 30 anni sono molto vari e, soprattutto, molto ampi in termini di risultati potenziali

La tabella illustra chiaramente il concetto. Continua a leggere

L’importanza della Disciplina

Già in diverse occasioni abbiamo indicato come deleterio il ricercare continuamente il market timing giusto per entrare ai livelli più economici sui mercati. Deleterio perché il market timing è una cosa molto complicata da realizzare e insostenibile e irrealizzabile nel lungo periodo, deleterio anche perché il costo di entrata ed uscita in termini commissionali incide e non poco sul risultato finale. Continua a leggere

L’importanza della Disciplina

Già in diverse occasioni abbiamo indicato come deleterio il ricercare continuamente il market timing giusto per entrare ai livelli più economici sui mercati. Deleterio perché il market timing è una cosa molto complicata da realizzare e insostenibile e irrealizzabile nel lungo periodo, deleterio anche perché il costo di entrata ed uscita in termini commissionali incide e non poco sul risultato finale. Continua a leggere

La Fregatura del Market Timing

Il fascino esercitato da coloro che si professano maestri nel market timing continua ad attrarre giovani e vecchi investitori ormai da decine di anni. Il desiderio di essere avanti a tutti gli altri, l’ingordigia finanziaria, l’illusione del diventare ricchi in poco tempo, ma anche la scarsa cultura finanziaria sono solo alcuni dei fattori alla base dell’insuccesso della maggior parte degli investimenti privati.

market timing

Questa considerazione è stata  avallata da dati numerici forniti da Richard Bernstein e che avevamo già commentato qui; lo studio ha dimostrato come, dal 1993 al 2013, il ritorno annuo dell’investitore medio è stato superiore solo agli indici giapponesi ed asiatici ed inferiore addirittura ad un tipico prodotto monetario come il T-Bill.
Come sappiamo in questo risultato incidono moltissimo i costi sostenuti per stare sui mercati, ma anche l’incapacità del cliente di seguire i giusti comportamenti durante il processo di investimento.

In un recente articolo Business Insider mostrato uno studio di JpMorgan in cui viene confermato come cercare di cogliere il momento migliore per investire si rivela un esercizio piuttosto effimero. Continua a leggere