Perchè il Rapporto Prezzo Utili non Serve a Chi fa Investimenti di Breve Periodo

Molto spesso si leggono sui giornali commenti circa le valutazioni dei mercati azionari. Noi abbiamo trattato l’argomento pochi giorni fa. Si medita se il mercato è caro oppure conveniente. Per fare questo ragionamento gli analisti utilizzano il Price Earnings, ovvero il classico rapporto prezzo utili che ci aiuta a capire se stiamo entrando sul mercato a prezzi interessanti o troppo surriscaldati.
E se vi dicessi che utilizzare il P/E per valutare quanto un indice azionario è conveniente non serve a nulla? Se dobbiamo semplicemente utilizzare il rapporto prezzo utili come misura capace di indicare a noi investitori se entro 12-24 mesi la nostra scelta risulterà vincente è proprio così. Continua a leggere

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Immaginare uno Scenario Realistico di Rendimento

Molto spesso su questo blog abbiamo citato le aspettative di rendimento come una componente fondamentale per investire correttamente il proprio denaro. Troppo spesso si parte con ambizioni eccessive per poi ritrovarsi dopo qualche settimana, mese o anno a fare retromarcia perché delusi dai ritorni offerti dal mercato.
Quando si accantona del denaro per motivi vari (investimento, previdenza, studio dei figli, ecc…) si deve cercare di capire fin da subito quanto dobbiamo risparmiare per raggiungere un obiettivo per poi calarci nella realtà e stabilire quanto effettivamente possiamo mettere da parte ogni mese/anno. E’ controproducente vivere il risparmio come un sacrificio e per questo non bisogna mai alzare troppo l’asticella rispetto al tenore di vita corrente. Continua a leggere

Il Lato Positivo di una Perdita in Borsa

La correzione di agosto ha avuto il grande pregio di migliorare le valutazioni dei mercati azionari, questo è abbastanza ovvio. A parità di utile atteso se scende il prezzo dell’azione allora il tempo che mi serve per recuperare l’investimento si riduce.
Qui non si dice certo che abbiamo raggiunto livelli di convenienza clamorosi per poter acquistare azioni con aspettative di rendimento elevate, ma ad esempio un indicatore come il CAPE di Shiller è sceso sotto quota 25 dopo aver toccato quota 27 la settimana scorsa. Cosa significa questo in pratica? Sappiamo che il CAPE non rappresenta certo un indicatore di timing per comprare azioni, ma un misuratore di aspettative questo sì.
Ne avevamo parlato qui Continua a leggere

Un Esempio di Ribilanciamento da fare ad Occhi Chiusi

Nel nostro post relativo ai benefici del ribilanciamento avevamo mostrato i grandi vantaggi di rendimento e di contenimento del rischio che certi comportamenti semplici e non frequenti potevano fornire al portafoglio. L’elemento vincente è rappresentato dal metodo ed è importante che il tutto avvenga anche quando le condizioni dei sottostanti non risultino particolarmente allettanti.
Approfittando di alcune considerazioni trovate in rete sui mercati emergenti voglio mostrare un caso concreto di ribilanciamento per vedere cosa succede ad un portafoglio cominciato in un modo e che dopo 5 anni diventa tutt’altro. Continua a leggere

Il Messaggio in Bottiglia del Price Earning di Shiller

Uno degli indicatori di valutazione relativa del mercato azionario più seguito negli ultimi anni è certamente il CAPE di Robert Shiller. CAPE sta per Ciclically Adjusted Price Earnings Ratio ed ha trovato spazio per merito del suo autore e della sua capacità di prevedere lo scoppio delle recenti bolle speculative.

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Shiller, per determinare questo parametro, parte dal classico rapporto Prezzo / Utili di un indice azionario e lo aggiusta per il ciclo economico in atto in modo da renderlo più realistico. Per ottenere il CAPE, Shiller prende per esempio il prezzo dello S&P500 e lo divide per la media degli utili degli ultimi 10 anni.
Fonte Reseach Affiliates ecco i CAPE delle principali borse mondiali. Continua a leggere