Pro e Contro gli ETF

In poche righe assistiamo ad un dibattito tra pro e contro degli strumenti di replica passiva più gettonati del momento, gli ETF. Sapete molto bene quanto preferiamo la replica passiva alla gestione attiva, ma bisogna essere sempre equilibrati ed obiettivi. Nè vegani, nè carnivori, ma una via di mezzo può essere un buon compromesso per investire con buon senso.

Ecco allora che stavolta chi viene messo sul banco degli imputati sono gli ETF, strumenti ottimali per un investitore di lungo periodo, ma che non sempre rappresentano la scelta migliore per chi vuole ampliare i suoi orizzonti di investimento.

Bassi costi

Pro: la replica passiva non richiede grandissimi costi di gestione. Tutto gira in modo sistematico, metodico, organizzato cercando di replicare con il minimo scarto l’indice di riferimento. Il risultato sono i bassi costi di gestione.

Contro: I costi dichiarati non sono i costi effettivi. Lo spread denaro lettera (differenza tra prezzo di acquisto e di vendita sul book di negoziazione) è un costo occulto. I costi di intermediazione che non vengono sostenuti all’atto di acquisto di un fondo sono un’altra significativa voce di costo che pesa qualora l’ETF venga posseduto per pochi anni o addirittura utilizzato per fare trading.

Diversificazione

Pro: comprando un indice la diversificazione dell’investimento è spinta ai massimi livelli.

Contro:  la capacità di avvicinarsi alla replica perfetta di un indice, non sempre è così elevata per un ETF. Alcuni strumenti poi sono concentrari su stili, settori o altro ancora. Diversificate così i componenti dell’indice, non necessariamente il vostro investimento.

Valore corretto

Pro: un ETF può essere scambiato in ogni momento della giornata garantendo agli operatori una possibilità continua di vendere o comprare seguendo le oscillazioni dell’indice di riferimento.

Contro: mentre un fondo viene sempre comprato o venduto al valore di NAV (Net Asset Value), un ETF può prezzare a valori diversi dallo stesso, creando un’inefficienza.

Fiscalità:

Pro: l’ETF ad accumulazione dei proventi permette di ottimizzare la fiscalità dell’investimento spostando in avanti la tassazione degli eventuali utili.

Contro: difficilmente troverete un fondo solo a distribuzione dei dividendi, quasi sempre esiste anche il clone ad accumulazione. Per quello che riguarda gli ETF, soprattutto obbligazionario, difficilmente ne trovate ad accumulazione dei proventi di fatto rendendo inefficacie l’ottimizzazione fiscale.

Leggi anche: Come scegliere il giusto ETF parte I

                        Come scegliere il giusto ETF parte II

Stesso Argomento, Diverso Significato

BUSTE

Negli ultimi tempi l’industria degli ETF ha lavorato parecchio sulla trasparenza dei propri prodotti e bisogna dare atto ai player del settore che adesso, con un semplice click, si possono trovare tra i documenti online quelle che sono le caratteristiche peculiari dello strumento oltre ai prodotti specifici in esso contenuto. Al di là delle distinzioni tra replica fisica o sintetica, dell’uso o meno del prestito titoli, oggi vorremmo focalizzarci sull’attenzione che ogni investitore dovrebbe rivolgere all’indice sottostante che viene replicato dal prodotto ETF. Con un esempio concreto vi faremo vedere come nella costruzione del portafoglio alcuni elementi distintivi di un prodotto rispetto ad un altro possono fare la differenza. Continua a leggere

Il Costo della Liquidità

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Il motivo per cui abbiamo preferito non investire in strumenti gestiti di liquidità nell’ultimo aggiornamento del nostro portafoglio sta tutto nei numeri con i quali oggi un investitore può accedere a strumenti a basso costo (ETF) senza rischio di tasso e cambio.

Siamo andati a verificare due strumenti simili per caratteristiche e benchmark, Amundi Cash 3 mesi EuroMts e Powershares Cash 3 mesi EuroMts.

Entrambi questi ETF investono in titoli di stato europei con scadenza compresa tra zero e 6 mesi. Il rischio di cambio è inesistente, il rischio di tasso pure come il rischio di credito. Un classico monetario senza teoriche possibilità di perdere denaro, quello che una volta sarebbe stata definita di parcheggio. Peccato che adesso il parcheggio non è più gratis ma ci hanno messo un  bel parchimetro. Continua a leggere

Pagati per Investire

Sareste disposti ad acquistare un fondo che non vi chiede commissioni di gestione ma anzi vi paga per possederlo? Lo so state pensando che sto farneticando, ma in pochi sanno che esistono fondi in grado anche di fare questo, magari non sempre, ma potenzialmente possono farlo. Questi fondi altro non sono che gli ETF i quali, tramite il prestito titoli, possono aumentare le performance di tutto il contenitore investito arrivando in casi estremi all’azzeramento (o in alcuni casi al superamento) delle commissioni di gestione.
Se non ci credete andate a leggere pagina 2 di questo documento per rendervi conto di come, in alcune situazioni, il ricavo generato dal prestito titoli è stato in grado di abbattere completamente le basse commissioni richieste al cliente. Continua a leggere