Gioco facile facile per spiegare perchè è meglio rimandare il pagamento delle tasse su investimenti

A volte basta un file di Excel ed un pò di creatività per tirare fuori una serie di dati che valgono più di mille parole. Premetto che questa idea non è del sottoscritto ma l’ho trovata su un sito americano di finanza personale.

Personalmente credo che, con l’esempio seguente, dovrebbe diventare molto più chiaro a tutti quanto è importante evitare di pagare le tasse durante la vita dei propri investimenti.

Supponiamo di avere un investimento iper performante che ogni anno raddoppia di valore.

Supponiamo di mettere sul piatto 1 Euro. Sapete quanto sarà il suo valore dopo 20 anni? Oltre 1 milione di Euro per l’effetto magico della capitalizzazione composta degli interessi. Ovviamente sul guadagno a quel punto pagherete le tasse, ma guardate ora cosa succese a versare il dovuto allo Stato ogni anno.

D’accordo è difficilissimo trovare qualcosa che ogni anno per 20 anni raddoppia di valore, ma anche supponendo di essere dei geni (fortunati), se decidessimo ogni anno di prendere profitto e reinvestire (pagando quindi la tassazione del 26% sull’utile realizzato da investimento che raddoppia di valore) sapete a quanto si ridurrebbe il nostro fortunato investimento alla fine dei 20 anni? Ad appena 64 mila.

Avete ancora qualche dubbio sul perchè la fiscalità non è un particolare secondario del vostro piano di investimento?

Annunci

Un prestito a tasso zero dallo Stato

Nel libro di Robert Hangstrom dedicato a Warren Buffett c’è un passaggio nel quale il guru (con la G maiuscola) di Wall Street fa un esempio molto illuminante circa l’enorme vantaggio fiscale che nel tempo viene generato dal reinvestimento automatico degli utili, senza mai “portare a casa” gli stessi con la classica vendita.

Quello che Buffett definisce “prestito a tasso zero del Tesoro” altro non è che un meccanismo di rinvio in avanti dell’applicazione dell’imposta in caso di plusvalenza. Più passa il tempo più la capitalizzazione composta lavora a nostro favore.

L’esempio di Buffett è semplicissimo.

Supponiamo di investire 1€ e di raddoppiare il capitale al termine di ogni anno. Alla fine del primo anno disporremo quindi di 2€. Possiamo scegliere di mantenere l’investimento oppure di realizzare il profitto incassando il denaro per poi reinvestirlo successivamente al netto delle tasse. In quel caso al termine del primo anno di investimento disporremo di 1,74€ (ipotizzando una tassazione del 26%), 2€ nel caso di non realizzo dell’utile. Continua a leggere

Un prestito a tasso zero dallo Stato

Nel libro di Robert Hangstrom dedicato a Warren Buffett c’è un passaggio nel quale il guru (con la G maiuscola) di Wall Street fa un esempio molto illuminante circa l’enorme vantaggio fiscale che nel tempo viene generato dal reinvestimento automatico degli utili, senza mai “portare a casa” gli stessi con la classica vendita.

Quello che Buffett definisce “prestito a tasso zero del Tesoro” altro non è che un meccanismo di rinvio in avanti dell’applicazione dell’imposta in caso di plusvalenza. Più passa il tempo più la capitalizzazione composta lavora a nostro favore.

L’esempio di Buffett è semplicissimo.

Supponiamo di investire 1€ e di raddoppiare il capitale al termine di ogni anno. Alla fine del primo anno disporremo quindi di 2€. Possiamo scegliere di mantenere l’investimento oppure di realizzare il profitto incassando il denaro per poi reinvestirlo successivamente al netto delle tasse. In quel caso al termine del primo anno di investimento disporremo di 1,74€ (ipotizzando una tassazione del 26%), 2€ nel caso di non realizzo dell’utile. Continua a leggere

Fiscalità, una Zavorra Poco Considerata

La fiscalità è un elemento che incide parecchio nell’esito finale di un investimento ma non sempre, in fase di simulazione, è considerata con la stessa dignità del rendimento. Forse perché la fiscalità cambia continuamente ed è percepita come evento incerto (almeno in Italia è così), forse perché lontana nel tempo o forse per scaramanzia nel senso che si è ben contenti di guadagnare e per questo si chiude un occhio sul capital gain.

In realtà ogni piano di investimento ben fatto non può non tenere conto di questo fattore. Se risparmiate denaro per raggiungere un certo obiettivo dovete sapere con una certa precisione cosa vi resterà in tasca alla fine. Non sarebbe affatto piacevole sognare per anni per poi risvegliarsi e rendersi conto che le cifre immaginate sono in realtà  molto inferiori. Continua a leggere