Investite solamente in obbligazioni? Fra due secoli forse raddoppierete il capitale

Stop, Tempo, Rifiuti, Annuncio, Dicendo

La regola del 72 è uno dei metodi più semplici ed alla portata di tutti per calcolare quanti anni servono per raddoppiare un capitale investito. Luca Pacioli è stato il genio italiano che ha fatto conoscere al mondo una regola che ogni studente di scuola superiore dovrebbe conoscere.

Prediamo il numero 72 e lo mettiamo al numeratore. Al denominatore mettiamo il rendimento dell’investimento. Il risultato di 72/rendimento è il numero di anni che serviranno per raddoppiare il capitale.

Sul nostro blog ne abbiamo parlato qualche anno fa nell’articolo “L’ottava Meraviglia del Mondo, un Luogo che Ogni Giovane Dovrebbe Vedere” .

L’analista Jeroen Blokland della società di investimento olandese Robeco, ha riportato però in auge la regola del 72 utilizzando tre parametri molto semplici per far capire agli investitori cosa attendersi da qui in avanti. Continua a leggere

Sei un giovane investitore? Allora spera in un bel rialzo dei tassi…

Questo post è il seguito di “Sei un giovane investitore? Allora spera in un bel crash dei mercati” scritto nei primi mesi di vita del blog. Oggi giorno con tassi di interesse pari a zero sui titoli di stato italiani ed europei a breve scadenza la grande preoccupazione è quella di dover sopportare perdite in conto capitale su titoli a scadenza più lunga nel momento in cui i tassi saliranno. Dal punto di vista finanziario questo è vero, veniamo da decadi con tassi di interesse in calo, ma siamo sicuri che la scelta giusta è rimanere fuori dal mercato? Ovviamente sarebbe meglio investire al 4% o al 5%, ma le condizioni che ci offre il mercato sono queste e le due alternative che abbiamo sono attendere un ritorno a livelli ben più interessanti di quelli attuali o investire subito.
Grande stagnazione, demografia in declino, deflazione tecnologica, non so se da soli questi temi servono per giustificare decine di anni davanti a noi di tassi molto bassi, ma siccome in finanza tutto può succedere è sempre meglio avere un buon piano di investimento da portare avanti rendendolo adattabile ad ogni situazione. Continua a leggere

Piccoli Sacrifici, Grandi Risultati

pension

Nei giorni scorsi stavo ragionando sulla mia percentuale di contribuzione ad un fondo pensione privato. Obiettivamente trovo corretto da parte di lavoratori autonomi e dipendenti impostare un ragionamento di lungo periodo su questi strumenti i quali, pur con tutti i loro limiti (portabilità ancora complessa, scarsa flessibilità in uscita solo per citare due esempi) offrono vantaggi fiscali importanti che hanno riflessi di non poco conto sulle performances di lungo periodo del vostro zainetto previdenziale.
Apro e chiudo una parentesi. Il fondo pensione può servire anche come zainetto immobiliare visto che vi permette di attivare un piano di accumulo che per il 75% potrà poi essere utilizzato per eventuali spese di acquisto o ristrutturazione di prima casa propria o dei figli con una tassazione molto favorevole del 23%. Non lo prendo in considerazione ma lo stesso zainetto può essere considerato anche come sanitario poiché vi permetterebbe di far fronte a spese, ovviamente impreviste, legate a problemi di salute gravi che nel corso della vita per sfortuna potreste incontrare. Qui la tassazione è ancora più favorevole e pari al 15%. Continua a leggere

Educazione Finanziaria

Pochi giorni fa il Nasdaq Composite ha ritrovato i valori di marzo 2000 a 5 mila punti, l’ormai arcinoto picco della bolla speculativa delle dot-com. Il recupero di questa soglia sarebbe stata una buona occasione per i principali diffusori di informazione economica per educare finanziariamente il risparmiatore, peccato che sui radar mediatici si è visto molto poco calcando la mano più sul fatto che la lunga rincorsa è tornata al punto di partenza.

nasdaq

In modo sintetico proveremo a esprimere qualche concetto che può essere utilizzato per qualunque tipo di investimento che andrete a fare da oggi in avanti.

1) Il Nasdaq non è vero che è tornato al punto di partenza. Il Nasdaq Composite da quella data fatidica del 10 marzo 2000 è sopra del 14% e questo grazie ai dividendi che l’indice (e le società che lo compongono) ha accumulato in 15 anni. Lo 0,9% rappresenta quindi il rendimento annualizzato che gli investitori Continua a leggere

L’antidoto Contro i Bassi Rendimenti

In un momento storico (soprattutto italiano) in cui il risparmio viene quasi demonizzato  e in un momento storico in cui i tassi di interesse ci stanno dicendo che i ritorni attesi dagli investimenti futuri non potranno certamente essere pari o maggiori a quelli degli ultimi anni (se non assumendo più rischi), il senso di smarrimento che pervade ogni risparmiatore/investitore è evidente e normale.

saveMesso all’angolo da una tassazione accanita del risparmio (anche quello previdenziale, ma qui siamo al museo degli orrori), il nostro Stato sta facendo esattamente il contrario di quello che stanno facendo altre nazioni civili, incoraggiare ed educare i giovani a risparmiare.
Vivere di rendita con la cedola del titolo di stato o bancario sarà impossibile sia per motivi aritmetici che per motivi legati alla scomparsa di quello che è sempre stato definito l’investimento free risk (chiedere a greci o a ciprioti per conferma).
Nonostante le forze politiche ed economiche dominanti cerchino di remare contro, la verità è che nessuno può sottrarre ad ognuno di noi un’arma eccezionale per continuare a progettare il raggiungimento degli obiettivi di medio lungo periodo della nostra esistenza, una seconda casa, una pensione serena, studi ambiziosi per i figli, ecc…
Molti simulatori si concentrano su rendimenti attesi piuttosto generosi considerando l’evoluzione di tassi e borse degli ultimi mesi e questo rischia di “illudere” colui o colei che decidono di partire con un piano di investimento volto a soddisfare certi bisogni più avanti nella vita.
Piuttosto che pianificare ritorni attesi con rendimenti medi annui del 7-8%, credo sia più opportuno fare simulazioni a tassi più realistici semplicemente vedendo quale impatto avrebbe sul capitale a scadenza l’incremento della percentuale di risparmio accantonata.
Vediamo l’esempio seguente per chiarire il concetto. Continua a leggere