Come Investire nel Real Estate Americano

Bassa remunerazione del capitale, incertezza economica, eccessivo carico fiscale, servizi sanitari carenti, clima, sono solo alcuni dei fattori che spingono numerose persone di diverse fasce di età alla ricerca di un investimento immobiliare estero verso il quale far convergere parte dei propri risparmi.

Che si tratti di pensionati o di uomini d’affari, ciò che motiva una scelta comunque coraggiosa, è l’obiettivo di migliorare la propria condizione economica e sociale in un ambiente più confortevole di quello dal quale si proviene.

L’investimento immobiliare non può essere paragonato ai più classici investimenti finanziari in obbligazioni ed azioni. Quando compriamo un’obbligazione prestiamo denaro ad un’impresa o a uno Stato che si impegna a restituire a scadenza il nostro capitale aumentato degli interessi. Quando compriamo un’azione, diventiamo soci di un’azienda che cercherà di massimizzare la remunerazione dei propri azionisti tramite dividendi ed aumento nel valore dell’azione stessa. In entrambi i casi, il rischio è comunque quello di perdere tutto o parte del capitale investito.

Nel caso di un investimento immobiliare, diventiamo di fatto degli imprenditori, in quanto acquistiamo da una controparte un immobile; da quel momento in avanti dovremo gestire le uscite (manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazioni, tasse, ecc…) ma anche le entrate generate dagli affitti o dall’eventuale capitale incassato all’atto della successiva vendita. Il valore dell’immobile tenderà a fluttuare nel corso del tempo per effetto di quotazioni di mercato soggette al classico meccanismo di domanda e offerta, ma chissà perché questo saliscendi provoca negli investitori meno ansia di quello che succede con qualsiasi altro investimento azionario.

Tra i pensionati italiani, luoghi come le Canarie e il Portogallo risultano tra le prime mete europee dove ricercare un investimento immobiliare. Tutti quei fattori elencati nel primo paragrafo, qui possono essere soddisfatti. Continua a leggere

Carramba che sorpresa!

Oggi proviamo a fare un gioco che credo possa aiutare tutti a capire quanto la nostra mente tende ad irrigidirsi nel tempo su certi pre concetti o su determinati elementi trascurandone altri tremendamente importanti per i nosti soldi.

Ok, cominciamo precisando che la fonte numerica è il sempre ottimo sito di Vanguard.

Se vi mostrassi la prima tabella cosa scegliereste per i vostri investimenti.

In un mondo finanziario in cui tutti vogliono controllare la volatilità non ho dubbi sulle scelte della maggior parte di voi soprattutto in questo momento.  D’accordo, dipende ovviamente dalla vostra propensione al rischio, ma messa giù così in momenti come oggi in cui i prezzi di certi mercati azionari e di certi mercati obbligazionari sono elevati, credo che molti di voi sceglierebbero il cash . I più preparati e competenti ( o come va di modo dire adesso negli ambienti fighetti della consulenza finanziaria, “skillati”…bleah, un insulto alla lingua italiana) naturalmente ci dicono che le azioni nel lungo periodo pagano il rischio; questo è vero come dimostra la seconda tabella.

Ora però la stessa tabella la ripropongo, ma con i numeri depurati dall’inflazione, quindi rendimenti reali. Continua a leggere

Carramba che sorpresa!

Oggi proviamo a fare un gioco che credo possa aiutare tutti a capire quanto la nostra mente tende ad irrigidirsi nel tempo su certi pre concetti o su determinati elementi trascurandone altri tremendamente importanti per i nosti soldi.

Ok, cominciamo precisando che la fonte numerica è il sempre ottimo sito di Vanguard.

Se vi mostrassi la prima tabella cosa scegliereste per i vostri investimenti.

In un mondo finanziario in cui tutti vogliono controllare la volatilità non ho dubbi sulle scelte della maggior parte di voi soprattutto in questo momento.  D’accordo, dipende ovviamente dalla vostra propensione al rischio, ma messa giù così in momenti come oggi in cui i prezzi di certi mercati azionari e di certi mercati obbligazionari sono elevati, credo che molti di voi sceglierebbero il cash . I più preparati e competenti ( o come va di modo dire adesso negli ambienti fighetti della consulenza finanziaria, “skillati”…bleah, un insulto alla lingua italiana) naturalmente ci dicono che le azioni nel lungo periodo pagano il rischio; questo è vero come dimostra la seconda tabella.

Ora però la stessa tabella la ripropongo, ma con i numeri depurati dall’inflazione, quindi rendimenti reali. Continua a leggere

Che delusione l’investimento in immobili nel lungo periodo

Se l’investimento immobiliare in Italia non si è rivelato certo un buon affare negli ultimi 20 anni , non veniamo nemmeno rassicurati dai dati che arrivano da altre piazze mondiali appartenente all’area dei paesi sviluppati. Grazie ai dati forniti dalla Fed di St.Louis possiamo infatti analizzare le serie storiche dei principali paesi elaborando i prezzi reali (quindi già depurati dall’inflazione) delle abitazioni.

Per avere un confronto relativo più attendibile abbiamo analizzato i dati a partire dal 1995 di Olanda, Italia, Giappone, Canada, Francia, Usa e Uk, confrontandoli con le performances dei mercati azionari e obbligazionari mondiali.
Come si vede dalla tabella sottostante, in termini reali nel periodo 1995-2013, la variazione reale annua dei prezzi delle abitazioni residenziali è stata nulla per l’Italia (+0,4%) e negativa per il Giappone (-3,1%). Un modesto +1,8% annuo reale spuntano Continua a leggere

Mai mettere le uova nello stesso paniere!

Come commentato in questo post uno degli errori tipici dell’investitore medio italiano è quello di avere una tendenza ad investire la maggiore parte del suo patrimonio in asset finanziari domestici. Case, azioni e Btp italiani rappresentano una fetta importante, se non preponderante, del portafoglio di investimento.
Vediamo un esempio riprendendo i dati espressi nel post “Le conseguenze dell’Euro negli investimenti degli italiani“.

Dall’entrata in vigore dell’Euro (1999) alla fine del 2013, investire una fetta di patrimonio in azionario italiano ha dato un esito negativo in termini reali con un modesto -2,7% all’anno (dati a fine 2013)

italy-world

Fonte dati http://research.stlouisfed.org/fred2/

Dovrebbe fare un po’ rabbia sapere che, se lo stesso importo fosse stato investito in un semplice prodotto che replica il più classico degli indici internazionali azionari, il Msci World, il risultato reale depurato dall’inflazione sarebbe stato Continua a leggere