10 anni di REIT, dall’altare alla polvere e ritorno

altare

L’aggiornamento trimestrale sull’andamento del mercato dei REIT ( ovvero di quegli indici che replicano l’andamento delle società impegnate nel settore immobiliare) da parte della società di indici S&P,  ci offre la possibilità di fare il punto su una componente di portafoglio che, seppur in modo residuale, a nostro modo di vedere deve sempre trovare spazio all’interno di un paniere di investimento, anche in una fase di rendimenti crescenti come quella di queste ultime settimane.

Interessanti dividendi (soprattutto in tempi comunque di magra per i bond holders) abbinati alla capacità di proteggere il capitale dall’inflazione fanno sì che il mercato dei REIT rappresenti un buon compromesso tra mercato azionario e inflation linked.

L’estratto del rapporto che pubblichiamo di seguito offre uno spaccato di cosa hanno restituito a livello mondiale gli investimenti nel settore immobiliare lato REIT. Soprattutto il periodo 10 anni è importante perché incorpora l’apice della bolla speculativa, la deflagrazione ed il recupero. Continua a leggere

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La Rendita di un Affitto Immobiliare nel 2014

In un precedente articolo avevamo evidenziato come negli ultimi 20 anni l’immobile acquistato a puro scopo di investimento non è risultato in Italia il miglior affare possibile tenendo a malapena il passo dell’inflazione. Quell’analisi era però viziata da una carenza quella di non includere nello studio i ricavi da affitto e i costi da manutenzione e tassazione.

italy

Volutamente era stata fatta quella scelta poiché la nostra idea era quella di smentire coloro che considerano la casa come un mezzo di investimento più sicuro e redditizio di altri asset finanziari e destinato a rivalutarsi nel tempo più di altri investimenti.
Per chi invece non vuole considerare la casa come investimento di possesso (quindi senza vederlo occupato da altre persone) alla stregua dell’oro (anch’esso senza flussi cedolari), su segnalazione di un nostro lettore vi invitiamo a visitare il sito del Sole 24 ore dove di recente è stato pubblicato un articolo molto interessante sul rendimento del mattone nel 2014 tenendo conto anche del fattore costi-ricavi (affitti).
Quali i punti salienti di questo rapporto condotto secondo dei parametri fonte Nomisma? Continua a leggere

Quello che Nessuno Vi Racconta sull’Investimento in High Yield Bond

Molto spesso le case di gestione di fondi o di Etf fanno leva sulla ricca cedola offerta dalle emissioni obbligazionarie high yield per collocare prodotti dalle laute commissioni e dalla scarsa trasparenza vista la frequente illiquidità di molti titoli presenti in portafoglio.
In un momento in cui si è alla ricerca disperata di rendimento, è comprensibile l’atteggiamento di un investitore che , a fronte di un Btp decennale al 2% preferisce un fondo High Yield con duration più bassa e rendimenti a scadenza spesso superiori al 5%. Se è certo che l’investimento in bond “spazzatura” è un cattivo investimento sicuramente nei bear market azionari, altrettanto possiamo dire nel lungo periodo ed ora ve lo dimostro prendendo spunto da un’analisi fatta da Servowealth.

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Le conseguenze dell’Euro negli investimenti degli italiani

Nel precedente post “Pessimo affare l’investimento in immobili italiani negli ultimi 20 anni” abbiamo sfatato alcuni miti come quello della superiorità dell’investimento immobiliare. Un altro grosso problema del risparmiatore italiano è quello della eccessiva concentrazione sugli asset domestici. La tabella che riportiamo qui sotto evidenzia l’andamento delle cinque variabili finanziarie prese in considerazione in questa analisi, azionario italiano, titoli di stato a lunga e breve scadenza, oro e abitazioni.

euro e italianiFonte dati http://research.stlouisfed.org/fred2/ e Bloomberg

Dalla nascita della moneta unica l’inflazione media italiana è stata del 2,2% un valore che ha peggiorato il già negativo dato nominale dell’azionario italiano. In pratica chi ha investito nel comparto più rischioso tra gli asset di investimento ha subito una volatilità superiore al 20% per ritrovarsi con un pugno di mosche. Sono sicuro che state già arrivando alla conclusione che l’investimento azionario anche nel lungo periodo non porta da nessuna parte, ma sbagliate. Continua a leggere

Pessimo affare l’investimento in immobili italiani negli ultimi 20 anni

L’investitore italiano da decenni preferisce concentrare i propri investimenti su titoli più o meno rischiosi di emittenti nazionali. L’illusione di “conoscere” il creditore o addirittura di poter avere tutto sotto il proprio controllo ha alimentato una generale inefficienza dei portafogli finanziari medi degli italiani.

I titoli di Stato, le azioni quotate sulla Borsa italiana e, se proprio si temeva il peggio, oro e case, questi erano (ed in parte è tuttora) i principali destinatari del risparmio degli italiani.
Nel corso dei prossimi articoli vedremo come l’investitore italiano medio ha creato portafogli, non solo esposti ad un rischio elevato di concentrazione (qualcuno si ricorda cosa stava succedendo ai Btp a novembre 2011?), ma anche scarsamente remunerativi se paragonati ad altri investimenti piuttosto semplici e diversificati.

In questo articolo ci concentriamo però su quello che è successo ad un portafoglio di asset esclusivamente “italiani” negli ultimi 20 anni.

Per la nostra analisi abbiamo preso in considerazione solo indici total return, ovvero comprensivi di cedole e dividendi reinvestiti. Per il mercato azionario abbiamo preso come riferimento il MSCI Italy, per i titoli di Stato una media di titoli con scadenza compresa tra 7-10 anni e tra 1-3 anni. Agli investimenti finanziari classici abbiamo poi contrapposto due oggetti del desiderio degli italiani, la casa e l’oro espresso in Euro. Ecco i risultati. Continua a leggere