Il potere (troppo forte?) degli indici

Il bello di investire con strumenti a replica passiva è che si segue la corrente del mercato senza doversi preoccupare di ribilanciare ogni giorno le esposizioni percentuali ad un paese o ad una specifico settore.

Peccato però che ogni tanto gli indici sottostanti agli ETF vengono adeguati dalle società produttrici degli stessi. Per l’azionario il leader incontrastato è MSCI che nei mesi scorsi  ha annunciato una revisione del Msci Emerging Market con l’inserimento delle azioni cinesi classe A all’interno del paniere.

Nell’immediato questo non produrrà grandi cambiamenti, ma in prospettiva il peso della Cina inteso come azioni on shore ed off shore all’interno dell’indice emergente è destinato a crescere in modo importante fino ad arrivare al 37% del totale. Assisteremo ad una drastica revisione anche dei pesi settoriali con il settore IT – Telecom che passerà dal 43% al 30%. Continua a leggere

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Grafico della Settimana: Shanghai CSI300

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo l’indice cinese Shanghai CSI300. Viene proprio da dire che per la borsa cinese su questo livello, o la va o la spacca!

csi

Grafico della Settimana: Hang Seng Hong Kong

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo l’indice Hang Seng di Hong Kong. I supporti di lungo periodo sembra proprio aver retto l’urto dei ribassisti.

HSI

La Lezione della Brexit

BREX

In altre occasioni abbiamo parlato di “lezioni”  che eravamo in grado di ricavare da eventi straordinari sui mercati. Il collasso cinese dell’estate scorsa o la rivalutazione a sorpresa del Franco svizzero. La Brexit è però un evento talmente importante e dagli esiti imprevedibili che sarebbe presuntuoso cercare di trarre delle conclusioni così a caldo. Come abbiamo però espresso opinioni (speriamo) di buon senso prima cerchiamo di farlo anche adesso in un momento decisamente storico.

Il popolo britannico ha deciso di uscire dalla UE. Almeno democraticamente parlando è così. Il 52% ha deciso di farlo ed il 48% invece era contrario. Un paese quindi estremamente spaccato a livello regionale con Scozia, Irlanda del Nord e Londra favorevoli, ma per motivi che non c’entrano nulla con l’interesse della nazione. Scozia e Irlanda a questo punto potranno cercare l’indipendenza con la scusa di voler tornare nella UE, Londra rappresenta la grande finanza mondiale alla quale del popolo inglese interessa poco o nulla.

L’infografica mostra chiaramente quello che è successo. Continua a leggere

Una Calda Estate Cinese

Ci auguriamo di sbagliare completamente la previsione ma la sensazione è che questa estate potrebbe veder tornare prepotentemente alla ribalta la Cina e la sua situazione finanziaria ed economica.

Guardate il grafico seguente estratto da Google Trend. Abbiamo inserito le parole chiave “China financial”. Le impennate di luglio-agosto 2015 e poi quella successiva di gennaio 20126 sono alle spalle ed ora sul motore di ricerca queste due parole chiave sono molto meno inflazionate rispetto ad allora.

google

Fonte: Google Trend

Segno che la massa non considera più la Cina un potenziale problema e questo lo consideriamo un errore e soprattutto una buona indicazione contrarian.

L’interessantissimo blog dei canadesi di Bca Research http://blog.bcaresearch.com/blog ci spiega anche il perché. Il debito privato cinese dal 2009 ha cominciato a salire e dal 2012 ha superato quello dei paesi avanzati in termini di percentuale del Pil. Sfondato anche il muro dei massimi del 2008-2009 siamo ormai alla cifra astronomica di oltre il 200% del Pil.

bcaFonte: Bca Research

Il Governo cinese non sta facendo granchè per frenare questo fenomeno, anzi pur di non far scendere il tasso di crescita dell’economia sotto al 6,5% annuo, continua ad utilizzare politiche monetarie espansive di ribasso dei tassi e svalutazione della moneta.

E’ vero che i cinesi risparmiano tanto (oltre il 40% del reddito disponibile) ed è vero che il debito pubblico è tutto sommato contenuto se rapportato al Pil. Il rapporto debito totale su Pil è ormai prossimo al 250% e questo non può che zavorrare le aspettative di crescita future, rendendo semplicemente sostitutivo del debito privato e non propulsivo un maggiore debito pubblico.

Il problema della Cina non è solo questo. Cercando di cambiare il suo modello economico, la Cina si trova di fronte ad imponenti eccessi di capacità produttiva accumulati negli anni passati i quali  richiederanno tempo per essere smaltiti. Abbinando a questo un elevato carico debitorio privato e una svalutazione della moneta nel tentativo di dare ossigeno al sistema produttivo, si rischia un imponente esportazione di deflazione in giro per il mondo…tutto questo mentre la Fed alza i tassi di interesse e la Bce cerca di ricacciarla indietro con il Quantitative Easing.

Il giochino è ad altissimo rischio e siamo proprio curiosi di vedere quale interpretazione daranno i mercati di questa situazione potenzialmente esplosiva.

 

BRIC The End

Quando 14 anni fa l’economista di Goldman Sachs Jim O’Neill coniò il nome BRIC per contraddistinguere le quattro economie emergenti (Brasile, Russia, India e Cina)che avrebbero dovuto essere protagoniste di una delle crescite più spettacolari della storia, il mercato finanziario cominciò a prendere coscienza di una realtà che effettivamente fece registrare performances incredibili in un lasso di tempo molto breve. O’Neill diventò famoso, pubblicizzò Goldman ed il suo acronimo in giro per il mondo ed incassò laute ricompense durante le sue conferenze in cui prevedeva un futuro radioso per BRIC e Manchester United (di cui è grande tifoso). Poi sono arrivati i venti contrari per i Red Devils come per i BRIC; O’Neill ha lasciato nel 2013 Goldman Sachs ed il fondo azionario a tema creato dalla banca d’affari americana si è squagliato come neve al sole.
Goldman ha preso atto che i 98 milioni di $ di masse attuali (erano 842 milioni nel 2010) di fatto certificano il fallimento di un prodotto che comunque ha garantito commissioni alla banca d’affari e sogni ai clienti privati. Continua a leggere

Una Crisi Annunciata?

Potrebbe essere un classico al lupo al lupo, ma potrebbe anche essere un indizio di dove si concentreranno le prossime scosse dei mercati finanziari quello che la Banca dei Regolamenti, ovvero la BIS, ovvero la Banca Centrale delle Banche Centrali, ha scritto nel suo rapporto trimestrale di settembre.
Per chi ha voglia di leggersi il documento in italiano vi rimando qui ma focalizzerei l’attenzione sulle pagine 15 e 16. Nel paragrafo denominato “Indicatori di allerta precoce” trovate una tabella. Più i colori sono intensi più gli squilibri si stanno aggravando. Continua a leggere

La Lezione Cinese

Già all’epoca dell’intervento della banca centrale svizzera sul mercato valutario cercammo di estrapolare dall’evento qualche positiva lezione per investire con buon senso. Lo stesso ragionamento crediamo sia interessante farlo per quello che è successo (e forse succederà) sul mercato azionario cinese.

cina

Ho trovato almeno 8 utili lezioni da condividere con voi:
1) I prezzi delle azioni oscillano all’insù e all’ingiù a volte anche in modo violento ed irrazionale. Non esiste un momento migliore per investire, non esiste la certezza che il prezzo domani salirà o scenderà e non esistono previsioni ed analisi capaci di leggere il futuro. Esistono analisi e studi che fanno riflettere, danno spunti o indicano delle probabilità, ma per investire nel lungo periodo volatilità e guru non vanno d’accordo. Continua a leggere