Come costruire un portafoglio di ETF spendendo meno di 20 centesimi

20 cent etf investimento

E’ inutile negare che la sigla ETF è associata, dalla maggior parte degli investitori, all’idea di prodotto finanziario low costComprare ETF significa investire soldi spendendo poco, ma come ben abbiamo visto in altri articoli, non sempre è così.

L’aspetto singolare è però quello che l’intenzione di spendere il meno possibile subisce una trasformazione man mano che costruiamo il portafoglio di investimento. Improvvisamente si decide di investire non solo in strumenti che replicano gli indici più generalisti, bensì anche in ETF più specifici su aree geografiche, tratti di curve obbligazionarie, stili di investimento e quant’altro.

Il senso della scommessa non abbandona facilmente nemmeno l’investitore in ETF. E questo aumenta i costi, nonostante l’utilizzo di strumenti a replica passiva.

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Che bella palestra il 2000!

palest

Il Nasdaq Composite ha di recente superato i mitici massimi storici del 2000. Valutazioni folli fecero deflagrare una delle più importanti bolle speculative dell’ultimo secolo (quella della new economy) bolla completamente riassorbita 16 anni dopo. Da quel 10 marzo del 2000 il per un indice come il Nasdaq Composite è stato pressochè nullo.

Il Nasdaq però non è nato a marzo 2000 e non è certamente rappresentativo di tutta la borsa americana.

Considerare un’azione come un’obbligazione a lunga scadenza almeno in termini di orizzonte temporale è fondamentale. Se guardiamo al ritorno del Nasdaq Composite a distanza di 10 anni scopriamo che siamo al 9,4% composto annuo, a 20 anni scendiamo al 7,9% (qui c’è lo zampino della bolla internet appunto), a 30 anni torniamo guarda caso al 9,4% annuo.

Ovviamente questo non significa che le performance del passato si ripetono, ma nel lungo periodo tendono ad essere positive e ad appiattirsi verso livelli similari.

Un secondo punto su cui battiamo sempre è la rappresentatività di un indice. Continua a leggere

Avete Mai Riflettuto su Quanto Costa il Vostro Consulente Finanziario?

In diversi post abbiamo dimostrato quanto importante risulti essere il controllo dei costi nella costruzione e gestione di un portafoglio di investimento. I costi sono l’unico elemento (assieme al risparmio che periodicamente convogliamo verso gli investimenti) che possiamo realmente controllare. La diversificazione tra asset è importante ma i rendimenti futuri sono imprevedibili. In quest’altro post avevamo dimostrato come il risparmio sui costi dei prodotti di investimento si traduceva dopo qualche anno nella possibilità di avere molti più soldi in tasca da spendere a piacimento. A proposito, non abbiamo portato fortuna a Volkswagen visto che la scelta era ricaduta su un loro modello di auto come benefit da mancati costi.
Nei giorni scorsi è però uscito un report di Personal Capital che ha reso ancora più evidente quanto si paga ad un consulente finanziario che gestisce le nostre ricchezze. Il rapporto è scaricabile qui ed è tarato sui principali broker americani. Continua a leggere