I tassi bassi sono qui per rimanere?

E’ la domanda da un milione di Euro ed il grande spauracchio di tanti investitori. In queste ultime settimane fioccano le perdite su fondi obbligazionari per effetto di un rialzo generalizzato dei rendimenti a livello mondiale, ma come vedremo tra un pò è ancora la nostra memoria corta a farci uno scherzetto. Trump, petrolio, aspettative di inflazione più elevate e chi più ne ha più ne metta.

Bravo il nostro Geowealth capace di far fuori con i suoi modelli di trend following il mercato obbligazionario già a fine settembre. Ahimè, sta prendendo il largo sul portafoglio del sottoscritto grazie alla strategia trend follower. Il +4,5% di fine novembre temo sarà irrangiungibile dal portafoglio di Archeowealth che pur vanta un +3% più che dignitoso al netto dei costi dall’inizio dell’anno. Pazienza, il  2015 mio, il 2016 suo, 1 a 1 palla al centro e si riparte; l’importante è chiudere con un progresso.

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Il risultato del movimento recente dei rendimenti sui prodotti obbligazionari più esposti al rischio tasso è quello che vediamo rappresentato nel grafico seguente e riferito ad un Etf che investe nelle scadenze europee 15-30 anni.

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Benvenuti nella festa del mercato obbligazionario dove il rischio duration rappresenterà, anche per i prossimi anni, una fonte di instabilità umorale mica da ridere per coloro che comprano titoli ultralunghi con l’obiettivo di fare speculazione. Continua a leggere

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Più Tecnologia Meno Produttività

Mentre il mondo impazzisce per l’innovazione tecnologica ed i suoi benefici presenti e futuri, mentre il mondo si interroga del perché tassi ed inflazione non ripartono, mentre gli investitori si interrogano sui rendimenti potenziali da investimento che saranno in grado di catturare in futuro, due grafici possono fornire una parziale risposta, almeno secondo il sottoscritto.

Il primo grafico indica i tassi di variazione della produttività americana dal dopoguerra ad oggi. La robotica, internet, le biotecnologie e tantissime altre innovazioni che la tecnologia sta apportando stanno in realtà producendo il più basso tasso di variazione della produttività dalla fine degli anni ’70. Ma come? Le macchine non dovrebbero produrre di più con meno costi e maggiore velocità? Evidentemente per ora non è così, anzi allo stato attuale i numeri dicono l’esatto contrario. Continua a leggere

Perchè le Banche Centrali Cercano Disperatamente l’Inflazione

A volte bisognerebbe smettere di farsi coinvolgere dal rumore generato ogni giorno da notizie, dati macroeconomici, banchieri centrali ed altro.
Nei giorni scorsi leggendo le recenti dichiarazioni di Mario Draghi e Janet Yellen mi chiedevo perché le due più importanti autorità monetarie del mondo stanno cercando con questa insistenza di raggiungere il 2% di inflazione tramite iniezioni di liquidità (e forse distorsioni dei prezzi di mercato) senza precedenti. La deflazione può avere aspetti positivi e negativi, ma certamente diventa una brutta bestia quando succede questo

Courtesy of: Visual Capitalist

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