Illusione Monetaria

illuIl fenomeno dell’illusione monetaria trova molto spazio nei dibattiti economici quando i tassi di interesse sono elevati (ma l’inflazione lo è di più erodendo così potere d’acquisto), mentre non se ne parla affatto in un mondo di tassi bassissimi o addirittura negativi.

Il perché succede ciò è spiegato in tanti esperimenti fatti negli anni da studiosi della materia. Uno di questi chiedeva alle persone se erano più felici:

  • di un aumento di stipendio del 2% con inflazione a zero
  • di un aumento di stipendio del 5% con inflazione al 4%

In termini reali la prima ipotesi è vantaggiosa, permettendo al lavoratore di aumentare il suo potere d’acquisto del 2% rispetto al caso n.2 in cui il miglioramento è pari alla metà. Continua a leggere

Tassi Negativi e Namibia, un Pò di Ottimismo

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Oggi gli autori del blog si prendono una “vacanza” di penna (o meglio di tastiera) segnalando due articoli completamenti diversi tra loro ma secondo noi molto istruttivi.

Il primo articolo lo trovate sull’ottimo blog di M&G Investments.

Si parla di tassi negativi,  della percezione errata che hanno gli investitori di questo fenomeno. Intanto perché lo stesso fenomeno non è nuovo (l’esempio è fatto sulla remunerazione della liquidità in Gran Bretagna al netto di imposte ed inflazione).

Come è ovvio che sia non necessariamente tassi nominali bassi o addirittura sotto lo zero si traducono in tassi reali altrettanto negativi. Anzi fenomeni di deflazione come quelli recentemente sperimentati spingono verso l’alto i rendimenti reali, il tutto esentasse visto che con tassi negativi nessuno può pretendere il pagamento di imposte. Continua a leggere

Ma è normale quello che stiamo vedendo?

E’ tutto normale quello che sta succedendo sui tassi? Questo è il tono di alcune domande dei lettori dopo la pubblicazione del grafico della settimana sui tassi americani.

Per quello che può valore il mio pensiero, la risposta è sì e no. Sì perché stiamo ancora pagando il dazio della crisi finanziaria del 2008. Le poderose misure monetarie delle banche centrali avrebbero rivitalizzato un morto e probabilmente senza di quelle ci saremmo ritrovati in un mondo pesantemente deflazionato. Pensare però che un lustro sarebbe stato sufficiente per scacciare i fantasmi era utopia.

Sì anche per motivi demografici, di bassa produttività, di eccesso di capacità produttiva in quello che sembrava l’Eden terrestre (i paesi emergenti).

Sì perché in termini di tassi reali la situazione non è assolutamente nuova. Mi prenderete per matto lo so, ma i rendimenti che offre oggi un deposito a 3 mesi sono superiori a quelli che offriva lo stesso titolo nel 1980 quando i tassi italiani arrivarono al 17%. Ma non dire sciocchezza Archeowealth! Continua a leggere

Il Costo della Liquidità

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Il motivo per cui abbiamo preferito non investire in strumenti gestiti di liquidità nell’ultimo aggiornamento del nostro portafoglio sta tutto nei numeri con i quali oggi un investitore può accedere a strumenti a basso costo (ETF) senza rischio di tasso e cambio.

Siamo andati a verificare due strumenti simili per caratteristiche e benchmark, Amundi Cash 3 mesi EuroMts e Powershares Cash 3 mesi EuroMts.

Entrambi questi ETF investono in titoli di stato europei con scadenza compresa tra zero e 6 mesi. Il rischio di cambio è inesistente, il rischio di tasso pure come il rischio di credito. Un classico monetario senza teoriche possibilità di perdere denaro, quello che una volta sarebbe stata definita di parcheggio. Peccato che adesso il parcheggio non è più gratis ma ci hanno messo un  bel parchimetro. Continua a leggere

Perchè le Banche Centrali Cercano Disperatamente l’Inflazione

A volte bisognerebbe smettere di farsi coinvolgere dal rumore generato ogni giorno da notizie, dati macroeconomici, banchieri centrali ed altro.
Nei giorni scorsi leggendo le recenti dichiarazioni di Mario Draghi e Janet Yellen mi chiedevo perché le due più importanti autorità monetarie del mondo stanno cercando con questa insistenza di raggiungere il 2% di inflazione tramite iniezioni di liquidità (e forse distorsioni dei prezzi di mercato) senza precedenti. La deflazione può avere aspetti positivi e negativi, ma certamente diventa una brutta bestia quando succede questo

Courtesy of: Visual Capitalist

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Deflazione vs Inflazione

Quello che molti analisti di oggi ignorano (o fanno finta di ignorare) con riferimento all’assenza del tasso di inflazione è che fino agli anni 50 la deflazione non era un fenomeno così anomalo negli Stati Uniti, anzi erano piuttosto frequenti i continui salti da tassi di crescita positivi e negativi nei prezzi al consumo. Le banche centrali hanno fatto di tutto per cercare di governare l’inflazione negli ultimi anni, controllandone i picchi verso l’alto ed ora cercando di evitarne la caduta. Se ci pensate è incredibile come negli ultimi 60 anni solo una volta (nella crisi del 2008) l’economia americana è piombata in deflazione. Incredibile perché siamo nel mezzo di una rivoluzione tecnologica senza precedenti che esercita (e continuerà a farlo ancora per anni) una pressione verso il basso sui prezzi alimentata anche da una globalizzazione economica a sua volta senza precedenti. Continua a leggere

La Buona Deflazione

La deflazione sta di nuovo cercando di infilarsi dentro le pieghe delle economie occidentali, questo è abbastanza evidente. Per deflazione si intende una dinamica negativa nella variazione dei prezzi al consumo e generalmente questo fenomeno viene visto come avverso (circa la “bontà” della deflazione ne avevamo già parlato qui). Avverso per gli investitori in azioni (le aziende vedono ridursi i margini di reddito), avverso per i proprietari di case (si svaluta il prezzo di compravendita). Il fenomeno è positivo per i possessori di liquidità e di bond con cedola fissa poiché il potere d’acquisto del denaro investito o giacente sul conto corrente si rivaluta per il solo effetto che possiamo acquistare più merci o servizi con lo stesso denaro.
Non entro nel merito di quanto questa deflazione risulti strutturale (demografia, tecnologia, globalizzazione sono tutti fattori pro deflazione in questo momento). Continua a leggere