Grafici della settimana

Forse le elezioni francesi sono solo una scusa, ma stando ai grafici la Francia potrebbe essere il  motore turbo del nuovo Euro. Una rottura bullish che fa commuovere gli analisti tecnici.

Voilà Monsieur CAC40

A proposito, per i disfattisti che come anziani frequentatori di fumosi bar continuano a ricordarci i crolli del 2000 e del 2007… ecco Mister Msci World, nuovo massimo storico e mi sa tanto che il più classico dei return move l’ha già messo alle spalle.

E intanto zitto zitto il caro vecchio Donald sta preparando il terreno ad una nuova spinta al Pil americano con un pò di sana svalutation.

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Chiariamo meglio cosa intendiamo per costo di copertura del rischio cambio

forex

Nei giorni scorsi ho ricevuto diverse richieste di chiarimento relative al costo derivante dalla copertura del rischio cambio Dollaro su un prodotto gestito, fondo o Etf che sia. Credo che sia opportuno a questo punto fare un aggiornamento “educational” rimandandovi a qualche post che abbiamo già pubblicato in passato e chiarendo però prima di tutto un concetto.

Il costo della copertura del cambio è un qualcosa di variabile e quindi non statico. Ogni giorno si modifica principalmente per effetto della variazione del differenziale tassi tra zona Euro e Stati Uniti.

Il costo della copertura del cambio a gennaio 2017 è un onere per l’investitore europeo, fra qualche anno potrebbe diventare un premio. Se ad esempio i tassi europei torneranno ad essere superiori a quelli americani allora chi comprerà prodotti in Dollari versione hedged Eur riceverà un ulteriore beneficio dalla copertura.

Qualcuno pensa che questo concetto è l’ennesima fregatura messa in campo dal mondo della finanza? No, è semplicemente il modo più democratico del mondo per riportare alla realtà chi investe senza conoscere bene la materia.

Sarebbe troppo bello prendersi un bel 3% di un titolo di stato americano senza rischiare nulla sul cambio no? Continua a leggere

Grafico della Settimana: EurUsd

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo il grafico di Euro/Dollaro. Dopo esattamente un anno siamo tornati nello stesso punto a 1.05. Guarda caso nello stesso periodo l’anno passato si aspettava la riunione Bce di dicembre che spostò il cambio a 1.15. Sarà così anche stavolta o Draghi rifilerà la mazzata all’Euro?

euro

Grafico della Settimana: Tassi 10 anni Stati Uniti

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo il rendimento dei titoli di stato americani a 10 anni. Verrebbe da dire, si torna sul luogo del delitto con rendimenti vicinissimi al 1,50%. Per il mondo finanziario americano (e per la Yellen) siamo ad un bivio. Scendere ancora significherebbe rallentamento dell’economia, bassissima inflazione e soprattutto paura sui mercati azionari nei prossimi mesi. Saprà mercoledì prossimo la Fed tirare fuori qualche cosa dal cilindro?

TASSI USA

Grafico della Settimana: Tassi Stati Uniti 2 anni

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo l’andamento dei rendimenti a 2 anni sui titoli di stato americani. Siamo alla svolta? Forse sì o forse anche no a giudicare dal ripensamento del mercato di venerdì. A metà giugno parola alla Yellen. Intanto beati gli americani che hanno tassi a breve prossimi al 1%…che bei ricordi!!

2 usa

Re Dollaro

Capire da che parta potrà andare in futuro una valuta è un esercizio molto complicato, ma una divisa in particolare ha un impatto notevole su tutti i portafogli di investimento. Stiamo parlando del Dollaro americano.

Non ci vuole molto a capire perchè questa affermazione non può essere smentita da nessuno. Il Dollaro è la valuta di riferimento mondiale con la conseguenza che la maggior parte degli asset finanziari, dei fondi di investimento, degli Etf, ecc… sono denominati in Dollari per poi successivamente ed eventualmente essere declinati in Euro per la commercializzazione.

Questo rende pressochè impossibile (e poco saggio) costruire un portafoglio privo del rischio di cambio, con gli asset manager e i consulenti che cercano continuamente di mixare la giusta quantità di biglietti verdi in portafoglio. Oltretutto in questo momento storico avere Dollari Usa significa avere un vantaggio di rendimento superiore al 1% annuo. Per questo motivo tatticamente, tentare di aumentare l’esposizione in Dollari nel momento giusto unisce al  vantaggio di tasso quello valutario. Spesso e volentieri non basta l’analisi tecnica per arrivare a certe conclusioni ed il risultato non sempre è garantito rendendo perciò opportuna una diversificazione nel rischio cambio indipendentemente da quello che si pensa possa accadere. Scommettere su una valuta va bene, ma siccome non abbiamo mai la certezza di essere nel giusto, è corretto non farne una strategia dominante ma solo residuale. Continua a leggere

Appunto di Viaggio per Quando Finirà la Forza del Dollaro

Molto interessante questo articolo  nel quale viene mostrato chiaramente come la forza del dollaro crea le condizioni per una over performance dei mercati azionari americani e viceversa.
La tabella suddivide i cicli più importanti dal 1970 ad oggi di forza/debolezza del Dollaro americano. Nella terza colonna appaiono i livelli di rendimento medio annuo della borsa americana S&P500 durante queste fasi a cui vengono affiancati gli stessi valore conseguiti dall’indice EAFE, ovvero azionario mondiale ex USA.

ciclo dollaroIl ciclo attuale di rafforzamento del dollaro sta vedendo, come già successo nelle due finestre precedenti 1978-1985 e 19991-2001, una over performance delle borse americane rispetto al resto del mondo. Viceversa nei casi di debolezza del dollaro la forza relativa si inverte rendendo più interessante l’investimento ex Usa.
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Cominciamo subito da un bel grafico, il Dollaro in versione Trade-Weighted, la versione più corretta ed equilibrata per analizzare una valuta. E qui sembrerebbe che “King Dollar” abbia voglia di forzare una tendenza ribassista che dura da 30 anni.

DOLLAR