Petrolio ai Livelli del 2002, la Benzina No!

Se i nostri governanti sapessero sfruttare l’enorme finestra favorevole generata dai mercati internazionali che un paese come l’Italia sta vivendo in questi mesi potremmo essere veramente ottimisti sul futuro, ma siccome sulla prima affermazione non ho grandi certezze credo si continuerà a navigare a vista.
Ci sono elementi eccezionali a nostro favore che forse dureranno anni o forse solo mesi, ma per un paese importatore di tutte le materie prime e secondo debitore pubblico del mondo, veder tornare ad esempio il prezzo del petrolio ai livelli di 13 anni fa (2002) con tassi schiantati a zero è un’occasione irripetibile. Rigore a porta vuota direbbe qualcuno, ma tra tweet, smorfie da bulletti anni ’70 e canti natalizi non si va da nessuna parte.
Guardate la tabella seguente. Continua a leggere

Rialzo dei Tassi, la Storia si Ripete?

Interessante infografica che ci viene offera dalla banca americana Wells Fargo e che mette insieme il comportamento delle principali asset class finanziarie con i quattro recenti casi di aumento dei tassi americani (1994, 1997, 1999 e 2004). In pratica Wells Fargo mostra per bond, oro, dollaro e azioni cosa è successo prima del rialzo, immediatamente dopo, cosa sta succedendo ora (presumibilmente il 16 dicembre la Fed alzerà di 25 cent il costo del denaro) e cosa aspettarsi.

Giusto per riprendere un’analisi già fatta potete verificare anche cosa diceva Allianz ad inizio anno. Continua a leggere

Trimestre in Chiaro Scuro

Si è chiuso il secondo trimestre dell’anno per i mercati finanziari, uno dei più difficili degli ultimi tempi almeno stando ai ritorni percentuali che hanno offerto le varie classi di investimento.
Grazie ai dividendi l’azionario americano, emergente e mondiale (inteso come Msci World) sono riusciti a chiudere con un marginale segno positivo mentre l’Europa, complice l’affare greco, ha chiuso in rosso di 3 punti percentuali. Continua a leggere

EurUsd 15 anni dopo siamo al punto di partenza

Il primo gennaio 1999 l’Euro avviò le prime contrattazioni contro il Dollaro americano ad un concambio di 1.18. Da quella data EurUsd è sceso fino a 0,8230 nel 2000 per poi salire ad un massimo di 1,6038 nel 2008. Tra massimo e minimo abbiamo quindi avuto un’oscillazione di quasi il 100% ma, ironia della sorte, le chiusure di queste giornate si posizionano proprio a 1.18.

index

Sono passati 15 anni ed il cambio è sempre allo stesso livello. Pane per speculatori e trader, ma scarse soddisfazioni per gli investitori di lungo periodo.
Ipotizziamo un investitore scettico di nome Luca che il primo giorno di contrattazione dell’Euro non fidandosi della moneta unica va in banca e apre un conto valutario in valuta americana oppure in alternativa acquista (e rinnova continuamente) un Bot americano a 3 mesi (T-Bill) per stare tranquillo e non rischiare nulla.
Il fratello Marco invece, europeista convinto, decide di mantenere i suoi soldi investiti in Euro in un classico deposito bancario indicizzato all’Euribor. Dopo 15 anni Continua a leggere

Se il petrolio crolla cosa succederà al Dollaro nel 2015?

Questo fine anno si caratterizza per la violenta caduta del petrolio che dal 1-1 e nella versione WTI, è ormai sotto del 38%. Tutto questo a fronte di un Dollar Index che sale in doppia cifra del 11%.

Quali le conseguenze nel 2015 di questo comportamento delle due variabili finanziarie?
Abbiamo isolato i casi di discesa annua del prezzo del petrolio superiori al 10% degli ultimi 30 anni. I casi sono stati 8 con il 1997-1998 caratterizzato da una doppia caduta del 31%. L’anno successivo a questa fase di sell off sul WTI, il Dollaro è risultato mediamente in ribasso del 6% in sei casi su otto.

oil-dollar1fonte dati: http://research.stlouisfed.org/fred2/

Andiamo oltre ed isoliamo i casi in cui il petrolio è sceso su base annua di più del 10% con Dollar Index in rialzo di almeno il 5% nello stesso anno della caduta del WTI. Continua a leggere