L’era della distrazione

Consiglio a tutti la lettura di questo interessante articolo. https://www.psychologytoday.com/blog/the-athletes-way/201706/are-smartphones-making-us-stupid .

Ok direte voi ma che legame c’è con il mondo degli investimenti? C’è, ve lo assicuro ed è molto forte.

L’esperimento citato nell’articolo e condotto dagli accademici americani, mirava a capire il grado di distrazione che lo smartphone esercita sul nostro cervello. Questo si inserisce in un filone di ricerca già molto ampio che dimostra come il telefonino rallenta notevolmente la nostra capacità di concentrazione.

Beh direte voi, che problema c’è? Lo mettiamo in silenzioso o modalità aereo e diventiamo più produttivi. Purtroppo non è così.

Nell’esperimento i ricercatori hanno sottoposto ai partecipanti una serie di test che richiedevano forte concentrazione. Prima del test a tutti i partecipanti è stato chiesto di mettere il telefono nella modalità aereo. In modo casuale alcuni hanno messo il telefono a faccia in giù sulla scrivania, altri nello zaino , altri in una stanza diversa. Continua a leggere

Annunci

Occhio non vede cuore non duole

hear

Un articolo apparso recentemente sul blog del celebre Robo Advisory americano Betterment  dimostra come l’eccessiva attenzione che gli investitori rivolgono al loro dossier titoli fa male.

Fa male al portafoglio (inteso come rendimento) e fa male al fisico (inteso come inutile stress). Noi ne abbiamo già parlato qui (I guardoni degli investimenti), ma dal post di Betterment emergono alcune interessanti considerazioni.

Questo fenomeno chiamato “myopic loss aversion” aumenta la percezione del rischio avvertita dal cliente all’aumentare dei login alla posizione titoli. Una eccessiva visione delle performance degli investimenti aumenta infatti la probabilità di andare a spulciare proprio nel momento in cui possono essere più intense le oscillazioni di valore del portafoglio. Nel breve termini è infatti normale vivere una fisiologica volatilità di mercato che a sua volta si riflette in smania di fare qualcosa da parte dell’investitore.

Questo tipo di atteggiamento determina così una performance comportamentale misurata dalla differenza tra ciò che avrei ottenuto stando fermo e ciò che invece è stato il risultato effettivo dell’operazione comprendendo le commissioni di negoziazione che non avrei sostenuto se appunto fossi rimasto fermo.

Continua a leggere