Gestire la Duration di un Portafoglio Bond (replica)

Riproponiamo questa settimana un altro concetto che dovrebbe essere molto conosciuto da chi ama investire in obbligazioni o ETF obbligazionari. Stiamo parlando della duration di un prodotto/portafoglio obbligazionario, numerino fondamentale per conoscere la rischiosità del proprio investimento. Buona lettura.

Il concetto di duration abbiamo già cercato di spiegarlo in occasione di questo articolo e lo ricorderemo spesso, deve essere uno dei parametri centrali sui quali si basano le scelte di investimento obbligazionario da parte di ogni risparmiatore. Lo ricordiamo comunque per i ritardatari; la duration esprime la durata media di un’obbligazione, ovvero quanto tempo sarà necessario per rientrare dall’investimento considerando i flussi di cassa attesi. La duration modificata invece esprime grossolanamente di quanto varierà il prezzo di un bond o un portafoglio di bonds per effetto di una determinata variazione nei tassi di interesse.

duration
Come si vede dal grafico riportato qui sotto, la duration media di un portafoglio Aggregate (ovvero un mix di governativi e corporate in questo caso solo americani) muta nel tempo per effetto di quelli che sono i tassi di mercato di un preciso momento storico, con questo indicatore che nel corso degli anni non è quasi mai stato a duration 4.6, ovvero la media degli ultimi 25 anni.

duration1Visto che siamo ai minimi storici come rendimenti ecco che la duration di un indice Us Aggregate sta toccando i suoi livelli più alti da quando viene misurata. Al 31 dicembre l’ETF Ishares Us Core Aggregate Bond aveva una duration di 5.2 il che significa che per 100 punti base di rialzo nei rendimenti un investitore dovrebbe attendersi mediamente un calo dei prezzi di circa il 5,2%.

Per chi quindi vuole portare avanti una strategia obbligazionaria diventa fondamentale conoscere Continua a leggere

Se anche le obbligazioni perdono come le azioni… (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Breve post che ricorda a tutti i naviganti l’importanza di un numerino spesso e volentieri ignorato.

Parliamo di duration che come ben sapete è fondamentale quando costruiamo un portafoglio e vogliamo capire che razza di volatilità (e quindi di rischio di oscillazioni anche negative) dovremo sopportare.

Di questo fondamentale concetto che ogni investitore in obbligazioni dovrebbe essere a conoscenza ne abbiamo parlato qui https://investireconbuonsenso.com/2015/02/22/ha-senso-investire-in-prodotti-a-duration-hedged/

e qui https://investireconbuonsenso.com/2017/08/21/gestire-la-duration-di-un-portafoglio-bond-2/.

Nel mese di maggio sono però successi diversi eventi che dovrebbero ricordare ai più come anche lo obbligazioni possono arrivare a perdere quanto un azione.

Per fare questo vediamo  tre esempi  operativi realmente accaduti nel mese di maggio.

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Se anche le obbligazioni perdono come le azioni…

Breve post che ricorda a tutti i naviganti l’importanza di un numerino spesso e volentieri ignorato.

Parliamo di duration che come ben sapete è fondamentale quando costruiamo un portafoglio e vogliamo capire che razza di volatilità (e quindi di rischio di oscillazioni anche negative) dovremo sopportare.

Di questo fondamentale concetto che ogni investitore in obbligazioni dovrebbe essere a conoscenza ne abbiamo parlato qui https://investireconbuonsenso.com/2015/02/22/ha-senso-investire-in-prodotti-a-duration-hedged/

e qui https://investireconbuonsenso.com/2017/08/21/gestire-la-duration-di-un-portafoglio-bond-2/.

Nel mese di maggio sono però successi diversi eventi che dovrebbero ricordare ai più come anche lo obbligazioni possono arrivare a perdere quanto un azione.

Per fare questo vediamo  tre esempi  operativi realmente accaduti nel mese di maggio.

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Gestire la Duration di un Portafoglio Bond

Il concetto di duration abbiamo già cercato di spiegarlo in occasione di questo articolo e lo ricorderemo spesso, deve essere uno dei parametri centrali sui quali si basano le scelte di investimento obbligazionario da parte di ogni risparmiatore. Lo ricordiamo comunque per i ritardatari; la duration esprime la durata media di un’obbligazione, ovvero quanto tempo sarà necessario per rientrare dall’investimento considerando i flussi di cassa attesi. La duration modificata invece esprime grossolanamente di quanto varierà il prezzo di un bond o un portafoglio di bonds per effetto di una determinata variazione nei tassi di interesse.

duration
Come si vede dal grafico riportato qui sotto, la duration media di un portafoglio Aggregate (ovvero un mix di governativi e corporate in questo caso solo americani) muta nel tempo per effetto di quelli che sono i tassi di mercato di un preciso momento storico, con questo indicatore che nel corso degli anni non è quasi mai stato a duration 4.6, ovvero la media degli ultimi 25 anni.

duration1Visto che siamo ai minimi storici come rendimenti ecco che la duration di un indice Us Aggregate sta toccando i suoi livelli più alti da quando viene misurata. Al 31 dicembre l’ETF Ishares Us Core Aggregate Bond aveva una duration di 5.2 il che significa che per 100 punti base di rialzo nei rendimenti un investitore dovrebbe attendersi mediamente un calo dei prezzi di circa il 5,2%.

Per chi quindi vuole portare avanti una strategia obbligazionaria diventa fondamentale conoscere Continua a leggere

Rendimento a scadenza…ma in quanto tempo?

Parto da un sondaggio fatto su Twitter da Newfound Research . L’oggetto del contendere era quanto del ritorno di un investimento obbligazionario americano a scadenza costante (10 anni) dal 1981 al 2012 (periodo di ribasso secolare dei tassi) fosse da imputare in termini percentuali all’apprezzamento di prezzo e quanto al flusso cedolare.

Un tema molto spesso dimenticato dagli investitori che si focalizzano sui rendimenti del passatoo che tendono a dimenticare l’importanza del flusso cedolare.

Tornando al sondaggio la metà dei followers della società americana si è espressa indicando in oltre il 50% di ritorno attribuibile al movimento ribassista dei tassi e quindi all’apprezzamento del bond.

Alla ricerca della verità (che ovviamente non è questa), Newfound Research  ha scomposto in tre parti il ritorno dell’investimento. Cedola, variazione prezzo dovuta alla variazione tassi e rendimento di rolling (vendo il decennale diventato a 9 anni di scadenza per ricomprare un 10 anni al fine di mantenere costante la durata).

Il risultato è spiegato dal grafico che già vi fa capire come il luogo comune esce distrutto. Continua a leggere

Comincia il 2017 e speriamo in un bel rialzo dei tassi…

salita

Fino a quando la nostra attività è destinata ad essere quella di risparmiatori netti di denaro dovremmo essere contenti di assistere a correzioni nei prezzi degli asset finanziari che andiamo regolarmente ad acquistare.

Vale per le azioni, ma vale anche per le obbligazioni per le quali c’è una sensibilità del pubblico molto diversa. E’ chiaro che quando ci avviciniamo al momento in cui dovremo utilizzare i nostri soldi dovremmo preoccuparci di abbassare il rischio sia sulle azioni che sulle obbligazioni, ma nel durante, caspita, poter comprare reddito fisso a rendimenti più alti è un qualcosa che ci offre la certezza di alzare le aspettative di rendimento.

Storicamente un portafoglio costituito da obbligazioni ha visto storicamente il proprio rendimento generato prevalentemente dal flusso cedolare (interamente se portiamo le obbligazioni a scadenza) ed allora ecco che con soldi nuovi o semplicemente con il reinvestimento delle cedole, comprare bond a rendimenti più elevati è una gran bella cosa per chi ha davanti anni di investimento e vuole costruirsi una rendita nominale positiva a basso rischio.

Paradossalmente il rischio è molto più alto in ambienti con bassi tassi di interesse per chi costruisce asset allocation e questo perché le obbligazioni o i fondi che investono in esse diventano un portatore netto di performance piuttosto scarso con tanti rischi. Continua a leggere

Un numero più importante del rendimento a scadenza

bond

Nel post “Ha senso investire in prodotti a duration hedged” abbiamo cercato di spiegare il concetto di duration di un portafoglio obbligazionario.

La duration può essere calcolata in vari modi, ma il termine generico si riferisce alla duration effettiva, ossia alla variazione percentuale approssimativa del prezzo di un titolo al variare di 100 punti base del suo rendimento. Ad esempio, il prezzo di un’obbligazione con una duration effettiva pari a 5 anni aumenterà (o diminuirà) del 5% ad ogni diminuzione (o aumento) pari al 1% del suo rendimento.

Probabilmente questa informazione a molti è scivolata addosso un po’ come quando si discute di money management, la gestione del rischio. Tendenzialmente, l’occhio dell’investitore medio di un fondo/Etf obbligazionario che si trova davanti un documento informativo, tende a cadere in prima battuta sul rendimento a scadenza del prodotto (informazione abbastanza inutile visto che il 99% dei fondi/Etf non ha scadenza) e solo negli investitori più consapevoli e preparati la seconda occhiata finisce sulla duration.

Prendiamo ad esempio questo factsheet. Continua a leggere

Conoscere i Mercati: Obbligazionario Global Aggregate

lavag

Uno degli errori che frequentemente si verificano tra gli investitori è quello di indirizzare il proprio denaro verso una serie di strumenti consigliati da terzi o consulenti, oppure scovati in rete prendendo spunto da qualche analisi di mercato, o ancora estratti da articoli di giornale. Spesso però la decisione non è supportata da una corretta ponderazione dell’impatto  che questi strumenti avranno sul nostro portafoglio globale di investimento e soprattutto sulla sua diversificazione. Con questo post proseguiamo una serie di analisi  sintetiche che possano quanto meno favorire una presa di coscienza maggiore di quello che state facendo quando comprate un ETF o un fondo a replica passiva di un benchmark.
Questa settimana l’analisi viene effettuata sull’indice Global Aggregate Bond replicato dall’ETF db-X Trackers. Continua a leggere