Quando il Controllo dei Costi supera l’Asset Allocation

Veramente interessante l’articolo del Financial Times del 4 marzo  dal titolo “Fees matter than  asset allocation” in cui si mette in evidenza come, nel lungo periodo, il contenimento dei costi di investimento rappresenta un fattore più determinante dell’asset allocation per generare performance.

feesNon è la prima volta che discutiamo di questa questione sul blog ed ormai da anni in America il focus si è spostato su questa criticità spingendo molte case di gestione ad abbandonare i classici prodotti a benchmark perché soffocati dalla concorrenza di index funds e ETF.
Il Financial Times nel suo articolo non fa altro che riprendere un estratto dell’interessantissimo libro Global Asset Allocation: A Survey of the World’s Top Asset Allocation Strategies (English Edition) di Meb Faber (acquistabile in formato ebook su Amazon e che vi consiglio vivamente seppur in inglese) in cui l’advisor americano ha messo a confronto la classica strategia 60% azioni 40% bond, con le principali strategie di “grido” di personaggi come Buffett, El-Erian, Arnett e lo stesso Faber. Continua a leggere

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Quando il Controllo dei Costi supera l’Asset Allocation

Veramente interessante l’articolo del Financial Times del 4 marzo  dal titolo “Fees matter than  asset allocation” in cui si mette in evidenza come, nel lungo periodo, il contenimento dei costi di investimento rappresenta un fattore più determinante dell’asset allocation per generare performance.

feesNon è la prima volta che discutiamo di questa questione sul blog ed ormai da anni in America il focus si è spostato su questa criticità spingendo molte case di gestione ad abbandonare i classici prodotti a benchmark perché soffocati dalla concorrenza di index funds e ETF.
Il Financial Times nel suo articolo non fa altro che riprendere un estratto dell’interessantissimo libro Global Asset Allocation: A Survey of the World’s Top Asset Allocation Strategies (English Edition) di Meb Faber (acquistabile in formato ebook su Amazon e che vi consiglio vivamente seppur in inglese) in cui l’advisor americano ha messo a confronto la classica strategia 60% azioni 40% bond, con le principali strategie di “grido” di personaggi come Buffett, El-Erian, Arnett e lo stesso Faber. Continua a leggere