Replicanti

Prendendo spunto dall’immagine e dal post dell’ottimo blog Monevator.com cerchiamo di fare luce in modo semplice e breve tra i cosiddetti strumenti a replica passiva, ovvero quei prodotti che di fatto mirano a ritornare la performance di un determinato indice.

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Fonte: Monevator.com

Si comincia con quello che purtroppo in Italia è poco diffuso ma che rappresenta lo strumento meno costoso e più puro attualmente in circolazione, ovvero gli Index Fund di cui Vanguard è forse il più importante player mondiale.

Gli strumenti sottostanti l’indice replicato dal fondo sono detenuti fisicamente (tutti o a campione), il fondo è aperto a tutti e non ci sono costi di intermediazione a differenze del secondo replicante in ordine di purezza.

Arriviamo così all’Etf a replica fisica. Simile all’index fund anche in qualità di fondo con patrimonio separato e quindi non a rischio default dell’emittente, in questo caso al vantaggio di poterlo comprare e vendere in giornata si contrappone il fatto che esistono costi di intermediazione che lo rendono poco conveniente per chi muove importi modesti.

Sotto agli Etf a replica fisica ci sono quelli a replica sintetica. Continua a leggere

I Buoni Propositi

Finite le vacanze i buoni propositi finanziari raggiungono livelli importanti, più o meno come la “visione del futuro” piena di fiducia che si raggiunge all’inizio di ogni nuovo anno. Un po’ più abbronzati e riposati, dopo aver riflettuto su una spiaggia o in mezzo a un bosco montano, ora sappiamo cosa dobbiamo fare e vogliamo cominciare fin da subito a mettere in pratica le nostre riflessioni su come aumentare la nostra ricchezza finanziaria.

Mi dispiace deludervi  ma prima dell’azione, ovvero investire il denaro sui mercati finanziari, dovete avere ben chiaro di quanti soldi stiamo parlando.

Mettere in campo sforzi informativi notevoli, interrogare vari consulenti, navigare su milioni di siti internet tra prospetti e factsheet, ha senso se è proporzionato ai volumi in gioco.

L’esercizio di fine estate che vi consiglio prima di mettervi al volante della vostra macchina finanziaria comprando a destra e a manca è questo: Continua a leggere

Mollare la Zavorra

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Proprio in questi giorni mi sono liberato (con un modestissimo utile) di uno di quei fondi acquistati nei momenti di “incoscienza finanziaria” del mio passato.

Si tratta di un fondo che investe in azioni aurifere e che, in un attimo di debolezza, il vostro autore acquistò diversi anni fa. Debolezza non tanto per il settore, il quale può risultare uno dei tanti strumenti di decorrelazione del portafoglio nei momenti di tensione finanziaria (le azioni aurifere sono praticamente un asset a leva sull’oro con una volatilità decisamente più spinta), quanto per i costi astronomici del prodotto che dal KIID risultano essere sotto forma di TER (spese correnti) del 3,08% all’anno!!!

Avete capito bene, ogni 100 Euro investiti più di 3 se li tiene il gestore e per fare cosa? Replicare un indice come può fare qualsiasi ETF, condendo il tutto con una gestione attiva. Continua a leggere

Etc, Questo Sconosciuto (Parte Seconda)

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Ieri  abbiamo cercato di capire come funzionano gli ETC, soprattutto quelli a leva. Abbiamo individuato le criticità che certi strumenti hanno e soprattutto abbiamo capito che non possono essere utilizzati per replicare un sottostante nel lungo periodo.

Se avete comprato ETC negli ultimi tempi desiderosi di scommettere sulla ripresa del petrolio oppure di andare a leva sul rame, state tranquilli, non siete soli…anzi.

Una recente statistica di Bloomberg conferma come l’utilizzo degli ETF da parte dei Millennials è in costante aumento ed ha ormai superato il 40% degli strumenti utilizzati contro  il 17% dei Baby Boomers.

La cosa ancora più interessante è vedere quali sono le azioni preferite dai Millennials in base ad un sondaggio TD Ameritrade. Ed ecco che appare un ETN leva 3 long sul WTI

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Strumenti quindi questi da maneggiare con cura. Vanno benissimo per il trading intraday o al limite di qualche giornata, meno bene per posizionarsi nel lungo periodo su una certa asset class.

Ma sapete realmente cosa sono gli ETC? Continua a leggere

Etc, Questo Sconosciuto (Parte Prima)

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Spesso e volentieri sento investitori o consulenti finanziari che si lamentano circa l’andamento di strumenti estremamente complessi come gli ETC sulle materie prime a leva. Ho volutamente preso un orizzonte temporale preciso per farvi capire che non solo la conoscenza dei prodotti su cui si investe è fondamentale, ma anche l’orizzonte temporale di certe operazioni ha un senso ben preciso.

Dal 4 marzo al 29 luglio il prezzo del WTI (petrolio quotato a New York) è rimasto sostanzialmente invariato. Due (ma ce ne sono altri) ETC a leva 3 quotati a Milano hanno entrambi perso. Ohibò direte voi? Come è possibile? Almeno uno dei due avrebbe dovuto essere prossimo allo zero o addirittura positivo!

Invece no ed una parte della spiegazione del perché questo succede l’avevamo già fornita qui.

1Fonte Metastock

Una prima considerazione da fare semplice e banale è questa. Acquistare un ETC per replicare il prezzo a pronti (o spot) di una materia prima è una missione già persa in partenza. Quando si acquista un ETC, ad esempio sul petrolio, si acquista di fatto un contratto futures nella maggior parte dei casi a scadenza più vicina (esistono alcune eccezioni che cercano di smussare le inefficienze ma non risolvono il problema).

2Fonte: barchart.com

Come si vede dalla tabella riportata qui sopra e che mostra la struttura dei prezzi del petrolio Wti per tipologia di scadenza, il petrolio per la maggior parte del tempo presenta una struttura di prezzi crescenti per scadenza, quello che in gergo viene definito Contango.  Continua a leggere

Semplicità e Buon Senso, i Segreti del Buon Investitore Stanno Tutti Qui

Il risparmio e la sua crescita nel tempo rappresentano un’attività importantissima per ognuno di noi. Esso è il mezzo con il quale accantoniamo parte del denaro guadagnato con il lavoro per utilizzarlo in futuro. Rinunciamo a qualche cosa di immediato tipo un viaggio, un automobile, un casa più grande, per ottenere qualcosa che reputiamo più importante fra qualche anno.
Non si torna indietro e questo processo deve essere curato con grande attenzione. Certo serve la conoscenza del mondo finanziario per navigare in queste acque, ma diffidate sempre da consulenti che promettono rendimenti futuri certi o che vogliono vendervi prodotti complicati o costosi per futuri (ed incerti) guadagni.
Non si torna indietro e sbagliare per qualche anno può costare veramente caro. Semplicità e buon senso sono la base di ogni buon investimento. I costi sono certi, il rischio possiamo cercare di controllarlo, ma i prezzi dei mercati sono impossibili da prevedere.
Preparate da soli o assieme al vostro consulente un buon piano di investimento, scegliete i prodotti più efficienti e meno costosi che seguono semplicemente gli indici di mercato, ribilanciate costantemente il portafoglio e non cercate scorciatoie per arrivare prima del tempo ai vostri obiettivi.
Il mercato finanziario vede ogni giorno un 50% di vincitori e un 50% di vinti, quello che conta non è essere dalla parte giusta oggi o domani, ma fra 10, 20 o 30 anni, quando il mio piano di risparmio arriverà a destinazione.
Quelle che seguono sono alcune pillole di buon senso che spero vi aiuteranno in questo percorso. Buon viaggio!

1) Creare un piano di investimento adatto a ogni condizione di mercato
La creazione di un piano di investimento equilibrato che vi permetterà di centrare i vostri obiettivi futuri rappresenta un punto di partenza fondamentale nella costruzione di un portafoglio di investimento. Inutile perdere tempo nella ricerca del timing migliore di ingresso e di uscita da un investimento se il vostro orizzonte temporale è molto lungo; molto meglio creare un processo di investimento oggettivo che tenga le emozioni fuori dalla porta. Continua a leggere

I Costi Fantasma degli Etf

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Su queste pagine abbiamo spesso celebrato le virtù dei fondi a replica passiva di un indice (Etf) rispetto a quelli cosiddetti a gestione attiva. Questo però non esenta gli Etf da eventuali critiche quando servono. Dal lato dei costi agli ETF vengono associati, più o meno da tutti, i costi che nelle schede informative prendono il nome di TER (Total Expense Ratio). In realtà esistono costi nascosti che a volte gravano in misura consistente sul fondo stesso, peccato che il cliente non se ne renda conto.

Uno di questi è il classico spread bid ask, ovvero denaro lettera, misura di quanto larga è la differenza di prezzo tra il compratore e il venditore. Esiste però anche un altro costo legato alla compravendita di un ETF e che prende il nome di slippage. Continua a leggere

L’asset allocation di Archeowealth (aggiornamento secondo trimestre 2016)

LOGOokIl secondo trimestre 2016 del portafoglio di Archeowealth  si chiude, nonostante la Brexit e nonostande la tremenda botta di gennaio-febbraio, con una performance del 2,7%, un numero che porta a +8,8% la performance dall’inizio del 2015.

Ottimo risultato che, come abbiamo ribadito all’inizio dell’anno, può subire limature anche consistenti nei prossimi trimestri per l’inevitabile volatilità (opportunità) che ci accompagnerà per diversi periodi. Considerando però che l’inflazione italiana è leggermente negativa, possiamo dire che il risultato complessivo in 18 mesi è superiore al 9%, questo al netto di tutti i  costi (come sapete il nostro portafoglio ne tiene già conto), ma al lordo della fiscalità.

archeo Continua a leggere