Grafico della Settimana: EurUsd

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo il grafico di Euro/Dollaro. Dopo esattamente un anno siamo tornati nello stesso punto a 1.05. Guarda caso nello stesso periodo l’anno passato si aspettava la riunione Bce di dicembre che spostò il cambio a 1.15. Sarà così anche stavolta o Draghi rifilerà la mazzata all’Euro?

euro

Conoscere i Mercati: Azionario Internazionale

lavag

Uno degli errori che frequentemente si verificano tra gli investitori è quello di indirizzare il proprio denaro verso una serie di strumenti consigliati da terzi o consulenti, oppure scovati in rete prendendo spunto da qualche analisi di mercato, o ancora estratti da articoli di giornale. Spesso però la decisione non è supportata da una corretta ponderazione dell’impatto  che questi strumenti avranno sul nostro portafoglio globale di investimento e soprattutto sulla sua diversificazione. Con questo post proseguiamo una serie di analisi  sintetiche che possano quanto meno favorire una presa di coscienza maggiore di quello che state facendo quando comprate un ETF o un fondo a replica passiva di un benchmark.
Questa settimana l’analisi viene effettuata sull’Azionario Internazionale. Continua a leggere

Vi racconto una storia

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Ognuno è libero di farsi un’opinione sulla questione greca e la mia idea vorrei raccontarla come una piccola storia di famiglia. Seguitemi allora.

Esiste una grande famiglia di nome Euro, veramente numerosa e che vive insieme ormai da 16 anni. In questa famiglia vive un figlio di nome Greece particolarmente sfigato (non è il solo), sprecone (non è il solo), disordinato (non è il solo) e che da qualche mese a questa parte litiga con genitori, fratelli e sorelle (per ora è il solo). Sarà la crisi adolescenziale dei 16 anni, ma da qualche tempo a questa parte risponde sempre NO.

Ma per quale motivo dopo tanti anni insieme l’armonia si è rotta?

Da un po’ di tempo, quando a casa Euro entrano conoscenti vicini e lontani il suo comportamento destabilizza tutto l’ambiente. Ad un certo punto gli amici si stancano di questo atteggiamento da cialtrone e trovano poco gradevole passare del tempo con gli altri componenti della famiglia. Continua a leggere

EurUsd 15 anni dopo siamo al punto di partenza

Il primo gennaio 1999 l’Euro avviò le prime contrattazioni contro il Dollaro americano ad un concambio di 1.18. Da quella data EurUsd è sceso fino a 0,8230 nel 2000 per poi salire ad un massimo di 1,6038 nel 2008. Tra massimo e minimo abbiamo quindi avuto un’oscillazione di quasi il 100% ma, ironia della sorte, le chiusure di queste giornate si posizionano proprio a 1.18.

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Sono passati 15 anni ed il cambio è sempre allo stesso livello. Pane per speculatori e trader, ma scarse soddisfazioni per gli investitori di lungo periodo.
Ipotizziamo un investitore scettico di nome Luca che il primo giorno di contrattazione dell’Euro non fidandosi della moneta unica va in banca e apre un conto valutario in valuta americana oppure in alternativa acquista (e rinnova continuamente) un Bot americano a 3 mesi (T-Bill) per stare tranquillo e non rischiare nulla.
Il fratello Marco invece, europeista convinto, decide di mantenere i suoi soldi investiti in Euro in un classico deposito bancario indicizzato all’Euribor. Dopo 15 anni Continua a leggere

Mai mettere le uova nello stesso paniere!

Come commentato in questo post uno degli errori tipici dell’investitore medio italiano è quello di avere una tendenza ad investire la maggiore parte del suo patrimonio in asset finanziari domestici. Case, azioni e Btp italiani rappresentano una fetta importante, se non preponderante, del portafoglio di investimento.
Vediamo un esempio riprendendo i dati espressi nel post “Le conseguenze dell’Euro negli investimenti degli italiani“.

Dall’entrata in vigore dell’Euro (1999) alla fine del 2013, investire una fetta di patrimonio in azionario italiano ha dato un esito negativo in termini reali con un modesto -2,7% all’anno (dati a fine 2013)

italy-world

Fonte dati http://research.stlouisfed.org/fred2/

Dovrebbe fare un po’ rabbia sapere che, se lo stesso importo fosse stato investito in un semplice prodotto che replica il più classico degli indici internazionali azionari, il Msci World, il risultato reale depurato dall’inflazione sarebbe stato Continua a leggere

Coprire il Cambio sugli Investimenti Azionari crea Valore?

Molto spesso la valuta rappresenta una variabile che può “disturbare” l’investimento azionario. Il caso recente del Giappone spiega molto. La performance positiva delle azioni nipponiche viene falcidiata dalla debolezza dello Yen rendendo l’investimento meno profittevole di quello che si sarebbe potuto ottenere coprendo il rischio di cambio.

Fortunatamente negli ultimi anni ETF e fondi di investimento a gestione attiva hanno creato prodotti coperti dal rischio di cambio, ma la domanda che sorge spontanea è se questa opzione di copertura è storicamente e finanziariamente sensata oppure no. Continua a leggere

Metodi di copertura del rischio di cambio: il contratto a termine

Con la caduta del sistema di Bretton Woods nel 1973 ed il conseguente passaggio ad un sistema di cambi variabili, tra gli operatori sono cresciute in maniera esponenziale le possibilità per gli operatori di speculare sull’andamento delle valute o di coprire il rischio di cambio insito nella propria attività d’impresa o negli investimenti finanziari.
Tra le operazioni più classiche di copertura del rischio di cambio troviamo i cosiddetti contratti a termine (o forward).

Il mercato a termine comprende tutte le operazioni di negoziazione di divisa (acquisto/vendite) la cui effettiva esecuzione dovrà avvenire in un momento successivo, rispettando scadenze stabilite e ad un cambio prefissato.
In una situazione di equilibrio il mercato il cambio forward è determinato da tre variabili indipendenti:
– Cambio a pronti o spot
– Tassi di’interesse delle valute oggetto di transazione
– Tempo Continua a leggere

Le conseguenze dell’Euro negli investimenti degli italiani

Nel precedente post “Pessimo affare l’investimento in immobili italiani negli ultimi 20 anni” abbiamo sfatato alcuni miti come quello della superiorità dell’investimento immobiliare. Un altro grosso problema del risparmiatore italiano è quello della eccessiva concentrazione sugli asset domestici. La tabella che riportiamo qui sotto evidenzia l’andamento delle cinque variabili finanziarie prese in considerazione in questa analisi, azionario italiano, titoli di stato a lunga e breve scadenza, oro e abitazioni.

euro e italianiFonte dati http://research.stlouisfed.org/fred2/ e Bloomberg

Dalla nascita della moneta unica l’inflazione media italiana è stata del 2,2% un valore che ha peggiorato il già negativo dato nominale dell’azionario italiano. In pratica chi ha investito nel comparto più rischioso tra gli asset di investimento ha subito una volatilità superiore al 20% per ritrovarsi con un pugno di mosche. Sono sicuro che state già arrivando alla conclusione che l’investimento azionario anche nel lungo periodo non porta da nessuna parte, ma sbagliate. Continua a leggere