Grafici della settimana

Qualche grafico sul quale riflettere per la prossima settimana.

Cominciamo con EurUsd. Testa e spalla rialzista che perde consistenza di fronte al muro di 1.08, e gli oscillatori…

Interessanti questi rendimenti dei Btp a 10 anni, ma manca la conferma del mercato…

Prezzi del petrolio in rampa di lancio?

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Grafico della Settimana: EurUsd

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo il grafico di Euro/Dollaro. Dopo esattamente un anno siamo tornati nello stesso punto a 1.05. Guarda caso nello stesso periodo l’anno passato si aspettava la riunione Bce di dicembre che spostò il cambio a 1.15. Sarà così anche stavolta o Draghi rifilerà la mazzata all’Euro?

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Brexit, Sicuri che Non è Una Storia già Vista?

Ringrazie come di consueto gli amici di Age Italia – Strategie Valutarie per pubblicare un estratto del loro rapporto settimanale dedicato alle valute. Nello specifico si parla di EurUsd ripassando un pò di storia recente di tutta l’architettura europea.

Si va parecchio indietro con gli anni e scopriamo che sempre la Sterlina e sempre un referendum sull’Europa furono le cause scatenanti di un periodo di fortissime tensioni già in passato.

La tempesta Brexit  è uno di quegli eventi che resterà nella storia valutaria e questo ce lo dice l’impressionante volatilità di venerdì. Il movimento di EurUsd in un solo giorno è stato superiore ai 500 pips, evento che ritroviamo solamente in rapida sequenza tra ottobre 2008 e marzo 2009 e settembre 1992 (cambio rettificato). Tutti ricordiamo cosa accadde nei drammatici mesi che seguirono il fallimento di Lehman, ma in pochi ricordano cosa accadde nel settembre 1992 . Sterlina e Lira furono vittime di uno degli attacchi speculativi più violenti della storia costringendole ad uscire dallo Sme, questo pochi mesi dopo la stipula degli accordi di Maastricht. Anche in quel caso l’incendio divampò dopo che un membro dell’Unione, in quel caso la Danimarca, con un referendum si pronunciò per il no alla ratifica del trattato. Storia è vero, ma preoccupante per le analogie.

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Torniamo a EurUsd. Abbattuti in pochi minuti i supporti di 1.12 ora la sensazione è quella di un cambio che potrebbe puntare la sua prua verso 1.05 dopo aver trovato un certo supporto tra 1.09/1.08. Questo sarebbe anche l’obiettivo anche del testa e spalla ribassista formalizzato venerdì, oltre al doppio massimo minore prossimo alla materializzazione in caso di rottura definitiva di 1.11.

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Il nostro Cot Fx parlava chiaro la settimana scorsa con una netta preferenza per i biglietti verdi che si è tramutata in realtà. Altra conferma di come gli hedge fund avevano completamente sbagliato le previsioni andando dalla parte sbagliata, ovvero contro Dollaro.  La volatilità è qui per restare ancora per un po’.

Già, la volatilità è qui per restare ancora un pò. L’importante è vederla come amica e non come avversario.

 

Re Dollaro

Capire da che parta potrà andare in futuro una valuta è un esercizio molto complicato, ma una divisa in particolare ha un impatto notevole su tutti i portafogli di investimento. Stiamo parlando del Dollaro americano.

Non ci vuole molto a capire perchè questa affermazione non può essere smentita da nessuno. Il Dollaro è la valuta di riferimento mondiale con la conseguenza che la maggior parte degli asset finanziari, dei fondi di investimento, degli Etf, ecc… sono denominati in Dollari per poi successivamente ed eventualmente essere declinati in Euro per la commercializzazione.

Questo rende pressochè impossibile (e poco saggio) costruire un portafoglio privo del rischio di cambio, con gli asset manager e i consulenti che cercano continuamente di mixare la giusta quantità di biglietti verdi in portafoglio. Oltretutto in questo momento storico avere Dollari Usa significa avere un vantaggio di rendimento superiore al 1% annuo. Per questo motivo tatticamente, tentare di aumentare l’esposizione in Dollari nel momento giusto unisce al  vantaggio di tasso quello valutario. Spesso e volentieri non basta l’analisi tecnica per arrivare a certe conclusioni ed il risultato non sempre è garantito rendendo perciò opportuna una diversificazione nel rischio cambio indipendentemente da quello che si pensa possa accadere. Scommettere su una valuta va bene, ma siccome non abbiamo mai la certezza di essere nel giusto, è corretto non farne una strategia dominante ma solo residuale. Continua a leggere

Grafico della Settimana: Yen Giappone

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo il rapporto di cambio UsdJpy. Sembrerebbe proprio che per lo Yen il futuro ha in serbo ancora qualcosa di buono.

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Partecipare e divertirsi alla festa dei mercati senza ubriacarsi

Una tabella ed un grafico giusto per evidenziare ancora una volta quanto il concetto di “mean reversion” (ritorno verso la media) dovrebbe rappresentare una faro indiscusso in ogni piano di investimento.
Cominciamo dalla tabella fonte JP Morgan.

table1Questa tavola ci consente di apprezzare come scelte di investimento piuttosto nette con relativa concentrazione dei rischi in portafoglio, possono essere tanto pericolose quanto entusiasmanti. E’ il caso dei REIT (azioni legate al settore immobiliare) dal 2009 ad oggi sempre ai primi posti (unica eccezione il 2013), oppure dal lato opposto il caso delle commodity già al quarto anno consecutivo di pesante negatività. La verità come sempre sta nel mezzo? Parrebbe proprio di sì con l’asset allocation bilanciata proposta da JPM (un 60% azioni, 35% bond 5% commodity ben diversificato) che si posiziona sempre a metà tavola. Questo evita all’investitore sorprese negative permettendogli nello stesso tempo di vedersi retrocesso ciò che il mercato è in grado di offrire. Insomma partecipiamo alla festa, ci divertiamo, ma non ci ubriachiamo e non corriamo il rischio di vederci ritirare la patente sulla via del ritorno.

Altro esempio stavolta su un tema di grande attualità, il cambio dell’Euro Continua a leggere

EurUsd 15 anni dopo siamo al punto di partenza

Il primo gennaio 1999 l’Euro avviò le prime contrattazioni contro il Dollaro americano ad un concambio di 1.18. Da quella data EurUsd è sceso fino a 0,8230 nel 2000 per poi salire ad un massimo di 1,6038 nel 2008. Tra massimo e minimo abbiamo quindi avuto un’oscillazione di quasi il 100% ma, ironia della sorte, le chiusure di queste giornate si posizionano proprio a 1.18.

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Sono passati 15 anni ed il cambio è sempre allo stesso livello. Pane per speculatori e trader, ma scarse soddisfazioni per gli investitori di lungo periodo.
Ipotizziamo un investitore scettico di nome Luca che il primo giorno di contrattazione dell’Euro non fidandosi della moneta unica va in banca e apre un conto valutario in valuta americana oppure in alternativa acquista (e rinnova continuamente) un Bot americano a 3 mesi (T-Bill) per stare tranquillo e non rischiare nulla.
Il fratello Marco invece, europeista convinto, decide di mantenere i suoi soldi investiti in Euro in un classico deposito bancario indicizzato all’Euribor. Dopo 15 anni Continua a leggere