10 classiche scuse di chi non vuole investire

10 scuse per non investire sui mercati finanziari

Il 2022 sta arrivando e con l’anno nuovo arrivano anche i classici buoni propositi.

Tempo di bilanci e di progetti e, come spesso accade in momento come questo, alla voce risparmiare di più e investire meglio ci ritroviamo in tanti.

Il problema è che non viviamo in una campana di vetro. Veniamo bombardati dal “rumore” di notizie finanziarie nove volte su dieci inutili per il nostro benessere finanziario, che quotidianamente condizionano la nostra mente e quindi le nostre scelte finanziarie.

Siccome ascoltare cosa dicono altri che riteniamo  più esperti e autorevoli di noi  è più semplice che ragionare cercando soluzioni complesse, le scuse per non investire in certi momento della nostra vita fioccano copiose.

Ne ho selezionate 10, ma se volete aggiungerne altre nei commenti sarò ben lieto di integrare.

Cominciamo. Continua a leggere

Quel pessimismo che non riusciamo a toglierci di dosso quando investiamo i nostri risparmi

La tragedia piace. L’ottimismo un po’ meno.

Questo è quello che ho capito durante tanti anni di blog. Semplicemente osservando il comportamento di media mainstream (ma non solo) è abbastanza facile arrivare a una conclusione. Nel mondo degli investimenti le cattive notizie trovano molto spazio, le buone un pò meno. Concetto semplice, forse banale, ma che ha degli impatti notevoli sul nostro modo di risparmiare e investire soldi.

Il titolone che richiama disastri, drammi, probabile fine di tutto il genere umano, invasione aliene, locuste e cavallette, attira la maggior parte delle persone. Non c’è niente da fare.

Se avessi messo a questo articolo il titolo “Perché il mercato azionario crollerà nel 2022” oppure “Il vero motivo che spingerà bitcoin a 500 mila dollari”, le statistiche di traffico di domani sarebbero probabilmente dalle 3 alle 5 volte più alte di quelle che invece otterrò con l’attuale titolino, striminzito e poco sexy.

La tragedia piace perché arriva all’improvviso, inaspettata, violenta, mette a nudo le debolezze dell’umanità ma (se ci salviamo) anche la nostra capacità di schivarne gli effetti.

E poi la tragedia mette tutti sullo stesso piano, il ricco come il povero. Ma soprattutto una striscia di eventi negativi soddisfa chi un giorno sì e l’altro pure ripete il più classico dei “te l’avevo detto”. Quante volte abbiamo incontrato sulla nostra strada consulenti finanziari, amici o familiari che ci hanno donato gentilmente una fetta delle loro doti di preveggenza allertandoci circa l’imminenza di un nuova crisi finanziaria.

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Perchè non è mai una buona idea seguire i consigli finanziari degli influencer

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Con l’esplosione dei social i cosiddetti “endorsements” finanziari da parte di personaggi pubblici sono sempre più numerosi.

Il marketing finanziario a sua volta utilizza massicciamente volti noti abbinandoli a progetti di educazione finanziaria o alla promozione di prodotti o servizi che sempre con i nostri soldi hanno a che fare.

Ma un conto è fare il testimonial, un conto è sfruttare la propria immagine per dare consigli finanziari al grande pubblico influenzandone i comportamenti. Il caso di Elon Musk e di alcune criptovalute da lui sostenute (e poi abbandonate perchè inquinanti) è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che TikTok, Instagram, Twitter, Reddit, ecc… stanno amplificando facendo sempre più breccia negli investitori più giovani.

Gli esiti purtroppo possono anche essere devastanti e proprio le criptovalute sono un esempio lampante di quello che potrebbe succedere seguendo le indicazioni di chi non ha certamente interessi allineati ai nostri.

In questo articolo spero capirete che utilizzare gli influencer della rete come nostri personali consulenti finanziari non è mai una buona idea.

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Perchè i giovani investitori sono avversi al rischio

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Sei giovane e ti puoi permettere di investire con una dose di rischio più elevata. Stai per andare in pensione (o ci sei già) ed è meglio se cominci ad investire in un maniera più conservativa.

Quante voglie vi siete sentiti dire questa frase da un consulente oppure l’avete letto su blog come questo?

Tante, ne sono sicuro. Per chi è alla ricerca di un punto fermo su come investire i propri soldi questo macro concetto potrebbe essere un porto sicuro verso il quale convergere. In realtà diverse volte abbiamo scritto che, pur essendo vero in linea di principio, questo assunto deve essere sempre contestualizzato.

Oltre a questo l’impressione che ha sempre avuto il vostro blogger è che questi concetti sono molto più facili da dire che da realizzare. Un interessante studio inglese pubblicato nei mesi scorsi ci dice anche perché.

Lo studio è quello dei ricercatori del Pensions Institute of Case Business School di Londra e potete scaricalrlo gratuitamente qui. Ringrazio il sempre ottimo blog di Joachim Klement per la segnalazione.

L’analisi statistica fatta su circa 4 mila inglesi ha fatto emergere un primo concetto chiave.

Non è vero che il dolore di una perdita è sempre doppio rispetto alla gioia di un guadagno. Dipende. Continua a leggere

Quell’istinto di sopravvivenza che spesso rovina i piani finanziari

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Kahneman e Tversky sono i due psicologi ai quali dobbiamo tantissima di quella finanza comportamentale che oggi aiuta ognuno di noi ad investire con buon senso senza commettere errori capaci di compromettere un progetto finanziario di lungo periodo.

Uno dei punti più celebri della Prospect Theory di Kahneman e Tversky è legata all’avversione alle perdite.

Per la maggior parte degli investitori la motivazione di evitare una perdita è superiore a quella di realizzare un guadagno. Il mistero attorno a questo fenomeno è ancora fitto anche se la spiegazione antropologica appare la più convincente. Preferiamo evitare le perdite per istinto di sopravvivenza, un istinto che nel nostro cervello continua a serpeggiare fin dall’età della pietra. Continua a leggere

Se avessi comprato… adesso sarei ricco

Speranza, Rimpianti, Futuro, Passato

Quando un mercato sale in maniera prepotente come negli ultimi mesi, oppure quando asset alternativi fino a poco tempo fa semi sconosciuti realizzano guadagni in tripla cifra, tra molti investitori di tutto il mondo serpeggia il rimpianto.

Il rimpianto per non aver comprato una certa azione o una certa criptovaluta. Il rimpianto per aver venduto troppo presto quella che si è rivelata essere la nuova Amazon, Il rimpianto per non aver ascoltato l’amico o il sito internet votato al trading che una ne prende e dieci ne sbaglia ma al quale continuiamo a dare credito confermando in pieno la teoria del broker di Baltimora.

In mesi esaltanti come quelli che stiamo vivendo questo bias del rimpianto è vivo più che mai.

Ma tra le cose che più mi fanno sorridere ci sono frasi del tipo

Se avessi comprato bitcoin quando stava a 1000 $ ora sarei ricco.

O ancora

Se avessi comprato Tesla quando stava a 100$ avrei raggiunto l’indipendenza finanziaria in meno di 2 anni senza dover sorbirmi quella pizza del lungo periodo e della diversificazione.

Oppure

Se avessi messo tutto in borsa due anni fa avrei raddoppiato il mio capitale, altro che obbligazioni per ammortizzare il rischio.

Lo confesso anche il sottoscritto nel corso della sua carriera ha fatto questi pensieri che non sono affatto impuri, ma sono semplicemente inapplicabili e ora lo dimostrerò. Continua a leggere

Aceto balsamico, parmigiano e investimenti finanziari

Alimentari, Sfocatura, All'Interno Di

Il lungo periodo, lo stramaledetto lungo periodo, la classica scusa che gli esperti della finanza tirano fuori come buona per investire sempre, in qualsiasi condizione.

Non voglio entrare con le borse ai massimi storici! Il rapporto prezzo utili è altissimo! Siamo in una bolla senza precedenti! Chi ripagherà tutto questo debito?

E via così, con clienti che cercano ogni pretesto per non acquistare pezzettini di aziende di successo.

Ormai sono abituato ad ascoltare questi lamenti e a sentire maledizioni contro quei finti esperti che predicano il lungo periodo perchè non hanno idea di dove andranno i mercati finanziari.

Mi dispiace ma purtroppo è proprio così, non sappiamo dove andranno i mercati domani e questo è il grande vantaggio, o meglio la democratizzazione (visto che va di moda), dell’investimento. Tutti possiamo investire partendo dalla stessa linea di partenza (escludendo l’insider trading che è illegale).

La storia però insegna che i mercati sono saliti per più tempo di quanto sono scesi. Si tratta in definitiva di avere tanta pazienza, lasciar maturare il prodotto investimento ed apprezzarne il ricco sapore al momento opportuno.

Ma chissà perchè queste accortezze vengono prese per il cibo di qualità e non per gli investimenti. Il benessere alimentare riconosce il lungo periodo come una qualità necessaria. Il benessere finanziario no. Mistero

Provate allora a seguirmi con questo esempio. Continua a leggere