7 regole di finanza comportamentale applicate al 2020

Ansia, Nube Di Parola, Parola, Cronica

Con la solita maestria Jonathan Clements ha pubblicato qualche mese fa un articolo nel quale incapsulava il momento di mercato all’interno di 7 comportamenti tipici della finanza comportamentale che ci portano a scelte non sempre felicissime lato investitore. E’ passato un pò di tempo e quindi cerchiamo di ricalcare quell’articolo con un update sui temi del momento.

Cominciamo

Recency bias: Come indicato sul sito di Consob la definizione di questo comportamento è la seguente.  In periodi di crisi proiettarsi verso scenari positivi può apparire una forzatura. L’idea che i prezzi di mercato possano tornare a salire viene sopraffatta dall’informazione relativa ai recenti cali dei valori di mercato, che diventa saliente fungendo da àncora (euristica dell’ancoraggio). Gli individui, infatti, tendono a recuperare nella memoria l’informazione più recente (in base all’euristica della disponibilità) e a basare su quella le loro aspettative per il futuro (recency bias).

Nel 2019 le borse mondiali avevano guadagnato il 30%, nel 2020 stanno guadagnando poco più del 2%. Dove finisce la nostra mente quando riflettiamo sulle prospettive? Sull’ultimo numero disponibile, ovvero in questo caso la perdita. Naturalmente vale anche la considerazione contraria innescando euforia quando le performance sono particolarmente eccitanti. Continua a leggere

Fumare fa male, anche agli investimenti

 

Non-Smoking, Cigarette, Forbidden

  • Il fumo fa male ai polmoni, ma anche agli investimenti secondo una recente ricerca tedesca
  • Un fumatore risparmia in media un mese e mezzo in meno rispetto ad un non fumatore secondo la ricerca
  • eccessivo turnover degli investimenti e mancanza di autocontrollo tra le cause di questa sottoperformance

Fumare fa male, non solo alla salute ma anche ai nostri investimenti finanziari.

Questo l’esito di una interessante quanto originale ricerca dell’università di Francoforte

Su un campione di 3.553 investitori fumatori comparati a 10.091 non fumatori sono emersi dei risultati molto interessanti.

Il rendimento annuo al lordo delle commissioni di un portafoglio di investimento di un investitore fumatore è risultato più basso dello 0,81% rispetto al non fumatore. Al netto delle commissioni questo rendimento è risultato più basso del 2,57%. Il turnover mensile di portafoglio di un investitore fumatore è risultato dello 0,57% più alto. Un fumatore risparmia in un anno per 1.5 mesi in meno rispetto a chi non consuma sigarette. Continua a leggere

Quel vizietto di vendere troppo presto e lasciar correre le perdite

Quante volte abbiamo maledetto quel click sul trading online che ci ha fatto chiudere troppo in fretta un investimento poi cresciuto in modo esponenziale? E quante volte abbiamo tenuto in portafoglio titoli che perdevano ogni giorno di più ma sui quali eravamo straconvinti di recuperare prima o poi i nostri soldi?

Se c’è un’esperienza che tutti, ma proprio tutti noi investitori abbiamo provato almeno una volta nella vita è questa.

La propensione a vendere i vincenti troppo presto e tenere i perdenti troppo a lungo venne scientificamente provata nella celebre ricerca di Barber e Odean degli anni ’90.

Ultimamente però un team di ricercatori inglesi ha voluto ripetere quel test sui clienti di un importante broker online. Continua a leggere

Avversione alla perdita nell’era dei tassi (sotto) zero

Cube, Random, Luck, Eye Numbers, Points

  • L’investitore medio diventa avverso al rischio quando si trova di fronte ad un guadagno sicuro
  • L’investitore medio tende a diventare pro rischio quando si trova di fronte a perdite certe
  • Con le perdite sicure su quasi tutti gli strumenti obbligazionari cosa farà oggi l’investitore medio?

Uno degli esperimenti più celebri che ha fatto passare alla storia la coppia Kahneman – Tversky nel mondo della finanza comportamentale è stato quello in cui è stata messa a nudo la evidente asimmetria che c’è nell’avversione al rischio di uno scommettitore piuttosto che di un investitore.

Mi spiego meglio riprendendo proprio quell’esperimento.

I due ricercatori proposero nel 1979 ad una serie di persone di scegliere fra:

  • una probabilità dell’80% di vincere 4000 $ e una probabilità del 20% di non vincere nulla
  • la probabilità del 100% di ricevere 3000 $.

Nonostante la scelta con più rischio presentasse un’aspettativa di vincita più alta (3200 $ – 80% di 4000 $), l’80% degli intervistati scelse i 3000 dollari sicuri. Perdiamo la razionalità e diventiamo avversi al rischio quando ci troviamo di fronte ad un guadagno sicuro. Continua a leggere

Finanza comportamentale per ogni età

Silhouettes, Cohesion, Women, Old, Young

  • Il premio Nobel per l’economia riconosciuto a Richard Thaler nel 2017 ha suggellato l’importanza della finanza comportamentale nel mondo degli investimenti
  • Uno studio americano ha evidenziato come i bias comportamentali cambiano in base alla generazione a cui si appartiene
  • Ancora una volta la diversificazione degli investimenti appare l’arma migliore per rispondere a queste distorsioni del nostro comportamento

Da diversi anni la finanza comportamentale ha trovato uno spazio sempre maggiore nei manuali e nei corsi di specializzazione di consulenti finanziari ed analisti. Capire come investono i clienti è fondamentale per fornire il servizio migliore o vendere il prodotto finanziario più indicato.

Uno studio condotto tra i consulenti americani dal broker americano Charles Schwab  ha messo in evidenza quelli che sono i cosiddetti bias comportamentali prevalenti tra gli investitori statunitensi, ma anche le differenze che ci sono tra generazione e generazione.

Questo risultato evidenzia con quante diverse sfaccettature di finanza comportamentale si devono destreggiare i consulenti finanziari cambiando approccio a seconda del cliente ( o meglio dire dell’anagrafe) che hanno davanti. Continua a leggere

Pro e contro di investire in modo socialmente responsabile

Trees, Hill, Green, Blue, Nature, Park

Il risparmio gestito ha preso negli ultimi tempi una decisa direzione verso gli investimenti socialmente responsabili sull’onda di una domanda crescente da parte di consumatori – investitori decisi a dire la loro su dove indirizzare i propri denari quando si parla di investimenti.

Il boom degli investimenti socialmente responsabili (la sigla è SRI Socially Responsible Investing) nasconde naturalmente opportunità, ma anche insidie e ne abbiamo già parlato qui.

E’ soprattutto da queste ultime che ogni investitore deve cercare di difendersi poichè l’industria del risparmio gestito ha fiutato l’affare.

Basta pensare che alcune ricerche hanno dimostrato come nel mondo il 66% delle persone è disposto a spendere di più per acquistare beni o servizi sostenibili. Percentuale che sale nel caso dei millennials.

Già ma chi investe denaro a che cosa mira? Ad essere a posto con la coscienza oppure a mettere denaro sulle società più redditizie? Continua a leggere

I migliori articoli di Investire con Buon senso sul tema Finanza Comportamentale

finanza comportamentale

Come sempre ad agosto cerchiamo di non abbandonare i nostri lettori e così quest’anno vogliamo proporre i link agli articoli più interessanti per ciascun argomento.

In questo modo chi è interessato al tema da questo post potrà navigare all’interno del sito con maggiore facilità e soprattutto mirando diretto all’argomento di interesse.

Questa settimana parliamo di Finanza Comportamentale. Buona lettura!

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Le sette regole d’oro di Jack Bogle

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Giusto rischio per cattivi momenti Continua a leggere