Quel vizietto di vendere troppo presto e lasciar correre le perdite

Quante volte abbiamo maledetto quel click sul trading online che ci ha fatto chiudere troppo in fretta un investimento poi cresciuto in modo esponenziale? E quante volte abbiamo tenuto in portafoglio titoli che perdevano ogni giorno di più ma sui quali eravamo straconvinti di recuperare prima o poi i nostri soldi?

Se c’è un’esperienza che tutti, ma proprio tutti noi investitori abbiamo provato almeno una volta nella vita è questa.

La propensione a vendere i vincenti troppo presto e tenere i perdenti troppo a lungo venne scientificamente provata nella celebre ricerca di Barber e Odean degli anni ’90.

Ultimamente però un team di ricercatori inglesi ha voluto ripetere quel test sui clienti di un importante broker online. Continua a leggere

Avversione alla perdita nell’era dei tassi (sotto) zero

Cube, Random, Luck, Eye Numbers, Points

  • L’investitore medio diventa avverso al rischio quando si trova di fronte ad un guadagno sicuro
  • L’investitore medio tende a diventare pro rischio quando si trova di fronte a perdite certe
  • Con le perdite sicure su quasi tutti gli strumenti obbligazionari cosa farà oggi l’investitore medio?

Uno degli esperimenti più celebri che ha fatto passare alla storia la coppia Kahneman – Tversky nel mondo della finanza comportamentale è stato quello in cui è stata messa a nudo la evidente asimmetria che c’è nell’avversione al rischio di uno scommettitore piuttosto che di un investitore.

Mi spiego meglio riprendendo proprio quell’esperimento.

I due ricercatori proposero nel 1979 ad una serie di persone di scegliere fra:

  • una probabilità dell’80% di vincere 4000 $ e una probabilità del 20% di non vincere nulla
  • la probabilità del 100% di ricevere 3000 $.

Nonostante la scelta con più rischio presentasse un’aspettativa di vincita più alta (3200 $ – 80% di 4000 $), l’80% degli intervistati scelse i 3000 dollari sicuri. Perdiamo la razionalità e diventiamo avversi al rischio quando ci troviamo di fronte ad un guadagno sicuro. Continua a leggere

Finanza comportamentale per ogni età

Silhouettes, Cohesion, Women, Old, Young

  • Il premio Nobel per l’economia riconosciuto a Richard Thaler nel 2017 ha suggellato l’importanza della finanza comportamentale nel mondo degli investimenti
  • Uno studio americano ha evidenziato come i bias comportamentali cambiano in base alla generazione a cui si appartiene
  • Ancora una volta la diversificazione degli investimenti appare l’arma migliore per rispondere a queste distorsioni del nostro comportamento

Da diversi anni la finanza comportamentale ha trovato uno spazio sempre maggiore nei manuali e nei corsi di specializzazione di consulenti finanziari ed analisti. Capire come investono i clienti è fondamentale per fornire il servizio migliore o vendere il prodotto finanziario più indicato.

Uno studio condotto tra i consulenti americani dal broker americano Charles Schwab  ha messo in evidenza quelli che sono i cosiddetti bias comportamentali prevalenti tra gli investitori statunitensi, ma anche le differenze che ci sono tra generazione e generazione.

Questo risultato evidenzia con quante diverse sfaccettature di finanza comportamentale si devono destreggiare i consulenti finanziari cambiando approccio a seconda del cliente ( o meglio dire dell’anagrafe) che hanno davanti. Continua a leggere

Pro e contro di investire in modo socialmente responsabile

Trees, Hill, Green, Blue, Nature, Park

Il risparmio gestito ha preso negli ultimi tempi una decisa direzione verso gli investimenti socialmente responsabili sull’onda di una domanda crescente da parte di consumatori – investitori decisi a dire la loro su dove indirizzare i propri denari quando si parla di investimenti.

Il boom degli investimenti socialmente responsabili (la sigla è SRI Socially Responsible Investing) nasconde naturalmente opportunità, ma anche insidie e ne abbiamo già parlato qui.

E’ soprattutto da queste ultime che ogni investitore deve cercare di difendersi poichè l’industria del risparmio gestito ha fiutato l’affare.

Basta pensare che alcune ricerche hanno dimostrato come nel mondo il 66% delle persone è disposto a spendere di più per acquistare beni o servizi sostenibili. Percentuale che sale nel caso dei millennials.

Già ma chi investe denaro a che cosa mira? Ad essere a posto con la coscienza oppure a mettere denaro sulle società più redditizie? Continua a leggere

I migliori articoli di Investire con Buon senso sul tema Finanza Comportamentale

finanza comportamentale

Come sempre ad agosto cerchiamo di non abbandonare i nostri lettori e così quest’anno vogliamo proporre i link agli articoli più interessanti per ciascun argomento.

In questo modo chi è interessato al tema da questo post potrà navigare all’interno del sito con maggiore facilità e soprattutto mirando diretto all’argomento di interesse.

Questa settimana parliamo di Finanza Comportamentale. Buona lettura!

Amica volatilità

Le sette regole d’oro di Jack Bogle

Investire con buon senso grazie ad un…cardiofrequenzimetro

Soldi ed emozioni

L’impatto dei guadagni

Tre cause di una bolla speculativa

Giusto rischio per cattivi momenti Continua a leggere

Le tante (troppe) emozioni di un investitore medio

umori dell'investitore

Post da blog entrato ormai in modalità vacanze quello di oggi.

Abbiamo raccattato in rete  alcuni immagini che rispecchiamo perfettamente l’umore degli investitori nelle varie fasi di mercato.

Per la maggior parte degli investitori il profilo di rischio tendenzialmente varia a seconda di quale fase stiamo vivendo. La vera sfida è riuscire a mantenere la barra dritta senza farsi mai travolgere dalle emozioni positive o negative che siano.

Non credo ci sia bisogno di grandi commenti nonostante le parole in inglese presenti sulle varie immagini.

Ottimismo, entusiasmo, eccitazione, euforia e poi negazione, pessimismo, panico, capitolazione, disperazione, speranza sono alcuni dei termini presenti nelle montagne russe delle emozioni. Continua a leggere

6 regole per diventare investitore disciplinati

Cina, Statue Di Buddha, Religione

Il consiglio arriva direttamente da Rick Ferri, uno degli advisor finanziari più famosi d’America ed autore del cosiddetto Four Core Portfolio.

Mantenere la disciplina in momenti di mercato alquanto incerti come quelli che stiamo vivendo non è facile.  Un articolo sul tema lo trovate qui.

L’emotività spinge a scelte non sempre razionali, ad iper attività con relativo aumento dei costi di trading, al rifiutare di investire per diversi mesi se non anni proprio quando i prezzi degli asset finanziari sono più interessanti. E questi errori non li fanno solo i piccoli risparmiatori, ma anche gli investitori istituzionali come dimostrano decine di studi al riguardo.

Rick Ferri ha definito 6 regole basilari per mantenere la disciplina finanziaria e di conseguenza rimanere focalizzati sugli obiettivi di medio e lungo periodo di un investimento.

Vediamole.

1) Avere una filosofia di investimento di lungo periodo. Ci sono sostanzialmente due filosofie di investimento nel mondo. La prima pensa di avere una elevata probabilità di battere il mercato, la seconda no. Siccome difficilmente abbiamo le competenze o gli uffici studi o anche solo “la mano calda” che certi professionisti del settore dicono di avere, forse è meglio seguire l’idea che il mercato nella maggior parte del tempo forma prezzi efficienti. Il rendimento che il mercato ci ritornerà sarà quello di qui abbiamo bisogno per raggiungere i nostri obiettivi. Continua a leggere