Denaro e Cibo sono così simili?

Il celebre blog americano I will teach you to be rich si è posto questa domanda e sembra essere arrivato alla conclusione che questa verosimiglianza esiste sotto diversi punti di vista. Vediamo alcuni di questi parallelismi.

Nel nostro quotidiano modo di mangiare difficilmente contabilizziamo le calorie assunte.

Nel nostro quotidiano modo di spendere soldi difficilmente contabilizziamo ogni nostra spesa.

Mangiamo effettivamente più di quello che pensiamo  di aver mangiato.

Spendiamo più di quello che il nostro cervello ammette o di cui ha percezione.

Partecipiamo, leggiamo, ci appassioniamo a dibattiti su diete, calorie, stili di alimentazione.

Partecipiamo, leggiamo, ci appassioniamo a dibattiti su tassi di interesse, inflazione, azioni, Bitcoin, ecc…

Diamo credito a ricerche o consulenze dell’ultima ora di parenti, amici, consulenti improvvisati dietisti, guru televisivi delle diete.

Diamo credito ai consigli finanziari dell’ultima ora di parenti, amici, consulenti finanziari improvvisati, guru televisivi della finanza.

Aggiungerei un concetto basilare. Siamo disposti a pagare cifre iperboliche per portate alimentari dall’aspetto raffinato, curato, alternativo, ma dello stesso potere calorico di portate presentate in modo più semplice e low cost. Se lo scopo è alimentarsi il risultato finale sarebbe lo stesso, anzi migliore perchè avremmo più soldi in tasca.

Siamo disposti a pagare cifre iperboliche per fondi alternativi, hedge fund, prodotti finanziari infiocchettati e ricchi di promesse, ma dello stesso potenziale di guadagno di fondi presentati in modo più semplice e low cost. Se lo scopo è aumentare il proprio capitale finanziario il risultato finale sarebbe lo stesso, anzi migliore perchè avremmo più soldi in tasca.

Leggi anche: E se l’asset allocation fosse una dieta?

 

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I Libri Consigliati da Investireconbuonsenso.com

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Di seguito i libri preferiti dal team di Investireconbuonsenso.com.

Buona lettura!

Nasim Taleb – Antifragile. Prosperare nel disordine

L’autore del Il cigno nero è il solito provocatore e con un sano realismo illustra come ogni tentativo di economisti e uomini di finanza di imbrigliare i mercati nel lungo periodo è destinato a fallire.

Nassim Taleb – Giocati dal caso: Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita (Saggi)

Il titolo dice già tutto e Taleb è una garanzia. Piacevole lettura.

Peter Bernstein – Più forti degli dei. La straordinaria storia del rischio

Libro scritto benissimo che racconta come l’uomo ha sempre cercato nella storia di annullare il rischio, ma proprio quando la sicurezza cominciava a farla da padrona, errori, psicologia, previsioni sbagliate costringevano tutti i professionisti (o presunti tali) del rischio a farsi un’esame di coscienza e ricercare nuove soluzioni.

Peter Bernstein – Oro. Storia di un’ossessione

Un libro come sempre scritto in modo eccellente da Bernstein che ci riporta indietro nella storia mostrandoci l’amore-odio che ha sempre legato uomini e oro. Curiosità storiche ma anche interessanti risvolti  finanziari che ogni investitore nel metallo giallo dovrebbe leggere almeno una volta della vita.

Daniel Kahneman – Pensieri lenti e veloci

La nostra mente messa sotto la lente di uno dei più grandi attori nel campo dello studio della psicologia umana. Troverete ottimi spunti di riflessione su errori comuni che (anche in campo finanziario) vengono compiuti da ognuno di noi quotidianamente.

Richard Thaler – Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità

Assieme al libro di Kahneman rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per chi vuole studiare la finanza comportamentale. Dopo alcune pagine vi verrà voglia di rileggerlo subito per fissare bene nella mente i concetti espressi, ma soprattutto vi immergerete completamente in un lettura che parla di ognuno di noi.

Burton Malkiel – A spasso per Wall Street. Tutti i segreti per investire con successo

Colui che dimostrò che scimmie e trader avevano le stesse probabilità di realizzare profitti vi porterà dentro i segreti di Wall Street spiegando in modo semplice e di buon senso qualche piccolo segreto per far crescere nel tempo il vostro capitale. Continua a leggere

Luoghi Comuni

Quella miniera di spunti di discussione che è il blog di Jonathan Clements ha indicato nei giorni scorsi alcuni  luoghi comuni che ognuno di noi sente raccontare nel momento in cui raggiunge l’età adulta e che hanno a che fare con i soldi e gli investimenti.

Vediamone alcuni a cui il sottoscritto aggiunge qualche commento personale.

  • Le azioni sono rischiose. Certo che lo sono rispetto ad obbligazioni e liquidità, ma questo vi esenta dalle perdite? Assolutamente no, poiché liquidità e bond trovano nell’inflazione quel killer che le rende perdenti qualora la remunerazione nominale risulti troppo bassa.

    Quindi l’affermazione corretta è, ogni asset finanziario è rischioso (e in questi giorni anche i bond holders se ne stanno accorgendo) e niente e nessuno vi può garantire un risultato finale al netto dell’inflazione positivo.

  • Si possono battere i mercati studiando ed analizzando i mercati in maniera approfondita. Anche no a giudicare dal consueto rapporto SPIVA che indica come nel lungo periodo solo una stretta cerchia di gestori batte il benchmark e non in modo persistente. Anche ammettendo che esista la possibilità di avere un gestore geniale per qualche anno, come facciamo a sapere prima chi sarà la star per quell’anno?

Competenza e fortuna hanno un ruolo notevole nel mondo finanziario. La prima dovrebbe creare terreno fertile per istruire il cliente sul modo giusto di investire, NON per prevedere il futuro.

  • L’acquisto di una casa è sempre un valido investimento. Anche no a giudicare dagli ultimi 10 anni di prezzi degli immobili americani (appunto immobili!).

    Anche a giudicare dalle statistiche di lungo periodo citate da Robert Shiller e riportate qui l’affermazione risulta confermata.

  • Il mutuo immobiliare è sempre un ottimo investimento. La casa è una necessità e come tale il mutuo risponde a questa necessità.

    Che poi si trasformi in investimento redditizio vedi il punto sopra.

  • Quando siete giovani seguite le vostre passioni. La vita va vissuta, ma forse è meglio impegnarsi al massimo e spingere a mille per guadagnare il più possibile. Risparmiare una fetta importante di questi guadagni fin da giovani renderà possibile il raggiungimento dell’indipendenza finanziaria ad un’età che vi permetterà di godervi la vita.

    Giusta affermazione. Non siamo certamente tra coloro che incitano alla carriera a tutti i costi. Ma da giovani la mente è lucida, flessibile, si ricarica più in fretta. Quello che manca è l’esperienza e per questo bisogna cercare di scontrarsi con la realtà fin da subito, buttandosi nella mischia consapevoli che si può sbagliare, ma anche ricominciare perchè di tempo ce n’è un bel pò davanti.

  • La pensione è fatta per vivere l’ultima parte della vita in relax dopo le fatiche e lo stress dell’attività lavorativa. Giusto, ma siamo così sicuri di essere capaci di riempire ogni minuto con il relax? L’uomo è nato per progredire, per vincere sfide, per cercare soddisfazione e attestati di stima, e questo vale anche durante la pensione, altrimenti la fiammella della vita si spegne.

    E allora la pensione è fatta sì per godersi il denaro messo da parte per una vita, ma è anche fatta per dare un senso a questo denaro e questo senso non sono solo viaggi o tv a pagamento. Questo è il miglior rendimento che potete ottenere dai vostri investimenti del passato ,vivere l’ultima parte della vita continuando ad aver voglia di leggere, studiare e scoprire.

Pianificare Finanziariamente il Costo per l’Istruzione dei Nostri Figli

Sul rendimento futuro generato dal completamento di un corso di studi universitario i dibattiti si sprecano anche perché è difficoltoso mediare tra specializzazioni (e quindi professioni future) molto diverse tra loro anche in termini di stipendi erogati.

univ
Quando si fa un investimento però il rendimento atteso è una delle variabili fondamentali da conoscere per capire se il costo che si andrà a sostenere sarà ragionevole oppure no. Nessuno farebbe investimenti se il ritorno previsto fosse zero o inferiore a zero.
Chiaramente sugli studi dei figli entrano in gioco altre variabili (economiche, demografiche, caratteriali), ma queste a priori diventano difficilmente prevedibili e non possono essere incidere nella scelta di investire comunque sulla formazione.

Alcuni anni fa Bankitalia pubblicò  uno studio in cui indicò la percentuale del 8,9% come rendimento medio annuo generato dalla spesa per istruzione nei periodo successivi al completamento del percorso di studio.

Recentemente la più grande società mondiale di gestione dei fondi indice Vanguard  ha evidenziato con una serie di grafici, il vantaggio in termini di reddito che hanno accumulato i ragazzi americani arrivati a terminare un percorso di studio universitario. Continua a leggere

Troppa Finanza fa Male

Lo dice una persona che di finanza ci vive, ma obiettivamente ritengo che da un po’ si sia superato il limite. Nonostante la crisi del 2007-2008 la finanza continua ad occupare un ruolo non solo dominante ma quasi invasivo in ogni piega dell’economia. E’ vero che una buona finanza serve per oliare bene un sistema economico, ma quando questa è troppa si corre il rischio di impiegare risorse, tempo e forza lavoro in settori poco produttivi a discapito di ricerca e sviluppo in altri settori ben più tangibili.
Guardate questo grafico. Continua a leggere

I Guardoni degli Investimenti

binocolo

Quante volte guardate le performances del vostro portafoglio? Questa è una domanda che ogni consulente finanziario dovrebbe fare al proprio cliente per capire veramente qual è il profilo di rischio ma soprattutto lo stato di ansia che caratterizzerà ogni operazione da quel momento in avanti. Uno studio di SigFig ha verificato che, tra gli investitori americani che utilizzavano il suo software di portafoglio, mediamente una consultazione dell’andamento dello stesso avveniva 8 volte al mese. Continua a leggere

Mi Aspetto che…

La questione delle aspettative di rendimento che ogni investitore nutre verso ciò che acquista sul mercato è una delle variabili meno controllabili dai consulenti finanziari che esista (assieme ovviamente all’andamento dei mercati stessi) semplicemente perché sono in continuo movimento.

Partendo dal presupposto che nessuno vuole perdere soldi è altrettanto evidente che nelle fasi di rialzo tutti si sentono più tranquilli e confortati nell’acquistare avendo paradossalmente aspettative di rendimento superiori a quelle che si dovrebbero nutrire in una fase di mercati in declino. Paradossalmente perché è logico che quotazioni più basse matematicamente alzano le aspettative, mentre nella mente umana quotazioni più basse vengono tradotte in “diventeranno ancora più basse” abbassando le aspettative stesse.

Ma quali sono i luoghi comuni (veri) che accompagnano la maggioranza degli investitori a livello di aspettative? Continua a leggere

Pianificare Finanziariamente il Costo per l’Istruzione dei Nostri Figli

Sul rendimento futuro generato dal completamento di un corso di studi universitario i dibattiti si sprecano anche perché è difficoltoso mediare tra specializzazioni (e quindi professioni future) molto diverse tra loro anche in termini di stipendi erogati.

univ
Quando si fa un investimento però il rendimento atteso è una delle variabili fondamentali da conoscere per capire se il costo che si andrà a sostenere sarà ragionevole oppure no. Nessuno farebbe investimenti se il ritorno previsto fosse zero o inferiore a zero.
Chiaramente sugli studi dei figli entrano in gioco altre variabili (economiche, demografiche, caratteriali), ma queste a priori diventano difficilmente prevedibili e non possono essere incidere nella scelta di investire comunque sulla formazione.

Alcuni anni fa Bankitalia pubblicò  uno studio in cui indicò la percentuale del 8,9% come rendimento medio annuo generato dalla spesa per istruzione nei periodo successivi al completamento del percorso di studio.

Recentemente la più grande società mondiale di gestione dei fondi indice Vanguard  ha evidenziato con una serie di grafici, il vantaggio in termini di reddito che hanno accumulato i ragazzi americani arrivati a terminare un percorso di studio universitario. Continua a leggere