Il Bello della Rottamazione

rottama

C’è da scommettere che nuovi venti di crisi finanziaria porteranno le case di investimento a fare la cosa più ovvia del mondo con tutti quei fondi che, per politiche di gestione errate o semplicemente perché arrivati alla fine del loro “ciclo produttivo”, di fatto non incontrano più il gradimento del consumatore – investitore. Una bella ritoccatina alla vetrina, nuovi gadget e piano piano si mettono nella pattumiera fondi che di fatto non hanno speranza di vita. Peccato che su quei prodotti tanti investitori ci hanno creduto pagando fior di commissioni per anni.

Come ci dice Vanguard i fondi che vanno in liquidazione sono prodotti che nella maggior parte dei casi anche prima della scomparsa erano diventati una sorta di relitti spaziali vaganti. Circa il 75% degli stessi infatti non era più in grado di produrre extrarendimento rispetto al benchmark di categoria (la linea dello zero nella tabella).

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Costi e Regali

E’ un tema che abbiamo già affrontato qui, ma trovo altrettanto interessante l’esempio che porta Chris Perruna sul suo blog.

Non ci sono grandissime considerazioni da fare la tabella parla da sé.

perrunaSe cominciate il vostro investimento con 10 mila Euro e supponiamo ogni anno (magari direbbe qualcuno!!) di guadagnare il 10%, dopo 20 anni in un mondo perfetto vi ritrovereste con 67.275 Euro. Se spendete lo 0,1% in termini di commissioni sull’investimento riceverete dopo 20 anni circa 1.000 euro in meno, se spendete un più realistico 0,5% annuo sacrificherete circa 6.000 euro rispetto ad un teorico mondo perfetto di investimenti senza spese. Continua a leggere

Il 2016 dei Fondi Long Short, Rilancio o Archiviazione Definitiva?

Nel post “Long Short compromessi da accettare” avevamo messo in evidenza quanto complessi e deludenti fossero risultati nel 2015 questi prodotti gestiti confezionati ed infiocchettati ad arte dal marketing delle principali case di investimento; tutto con l’ottica di proporre al cliente soluzioni in grado di risolvere i problemi di performance e volatilità in un ambiente molto incerto.
Belle le promesse ma i risultati non sono stati all’altezza e ce lo conferma, nel solito post ricco di buon senso, l’advisor americano Ben Carlson.
Tipicamente questi fondi sono investiti in percentuali di esposizione netta al mercato azionario nell’ordine del 40/60% e giustamente Ben confronta l’indice HFRI Equity Hedge Index con un portafoglio bilanciato 60% azioni 40% bond. Continua a leggere

The Survivors

suvivo

Non stiamo parlando del film comico del 1983 con protagonisti Walter Matthau e Robin Williams ma di una parte dell’interessante intervista a Craig Lazzara, capo dello società di indici S&P Dow Jones di cui citiamo spesso il report SPIVA su queste blog come base di ragionamento per valutare i risultati dei fondi.

Il report SPIVA altro non è che un’analisi cominciata nel 2002 dalla società S&P Dow Jones con la finalità di comparare l’andamento di indici di mercato con quelli dei fondi a gestione attiva. Il report prende in esame un data base molto ampio di prodotti del risparmio gestito suddivisi per benchmark di riferimento.
Il risultato finale di questa analisi è capire se i fondi riescono a battere gli indici su diverse scansioni temporali , dal breve al lungo periodo. Continua a leggere

Quando gli ETF sono Peggio dei Fondi a Gestione Attiva

L’Economist  ha pubblicato recentemente un articolo nel quale vengono messi a nudo tutti i limiti degli ETF che replicano gli indici obbligazionari high yield. Come abbiamo già spiegato qui l’investimento in strumenti di questo tipo non ci piace particolarmente essendo per noi preferibile investire in azioni di alta qualità piuttosto che su obbligazioni di scadente qualità. Detto ciò l’analisi dell’Economist mette in evidenza come non tutta la gestione attiva è da gettare visto che ci sono comparti dove gli ETF hanno grossi problemi di replica ed il mondo bond high yield è uno di questi. Continua a leggere

Bravi Gestori, ma Occhio al Rischio

In diverse occasioni abbiamo postato commenti aventi ad oggetto le deludenti performances dei fondi a gestione attiva rispetto a quelli che sono gli andamenti dei classici benchmark. Non sono certamente un amante di questo tipo di prodotti ma onestamente i confronti fatti con indici non  sono molto “democratici” visto che nessuno può acquistare un indice. Quello che andrebbe fatto Continua a leggere