Un metodo originale per scegliere i gestori di fondi

I fund selector di tutto il mondo basano le loro valutazioni su una miriade di indicatori di rischio, performance e informazioni varie di ogni tipo.

Quello che però è apparso sul sito del National Bureau of Economic Research americano  credo che rappresenti un metodo di selezione del gestore a cui nessuno aveva pensato prima d’ora.

Lo studio è stato orientato sulla capacità di produrre extra rendimento da parte dei gestori di fondi che hanno investito nell’azionario americano tra il 1975 e il 2012. Quello che si voleva capire era se il background di reddito (in pratica se i gestori erano originari di famiglie ricche o meno ricche) poteva influire sulle performance dei prodotti da loro gestiti  ed anche sullo stile di gestione. La risposta (e lo dico con grande piacere) è sì.

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I Rendimenti Passati non sono Indicativi di quelli Futuri

Vanguard ha una caratteristica molto importante a mio modo di vedere. Non costruisce solamente i fondi indici più efficienti del mondo, ma pubblica ricerche eccellenti dal punto di vista qualitativo.

L’ultimo rapporto di ricerca uscito sul sito ha riguardato il comportamento degli investitori e gli errori che spesso si compiono prendendo il passato come metro attendibile per stimare il futuro.

Un errore che però la nostra mente rifiuta di accettare anche di fronte a prove schiaccianti. Grazie a Vanguard noi queste prove proviamo nuovamente a fissarle nella vostra mente.

Nella società iperconnessa quale quella attuale, stanno prendendo sempre più piede i meccanismi di vendita legati ai rating o recensioni. EBay, Tripadvisor, Amazon, sono solo alcuni nomi che utilizzano il sistema delle recensioni per  indirizzare il comportamento di acquisto dei consumatori verso i venditori più affidabili. In questo caso possiamo dire che i rendimenti passati sono indicativi dei rendimenti futuri.

Peccato che questo atteggiamento mentale utilizzato quando acquistiamo prodotti o servizi di largo consumo non funziona nel mondo degli investimenti. Continua a leggere

I Buoni Propositi

Finite le vacanze i buoni propositi finanziari raggiungono livelli importanti, più o meno come la “visione del futuro” piena di fiducia che si raggiunge all’inizio di ogni nuovo anno. Un po’ più abbronzati e riposati, dopo aver riflettuto su una spiaggia o in mezzo a un bosco montano, ora sappiamo cosa dobbiamo fare e vogliamo cominciare fin da subito a mettere in pratica le nostre riflessioni su come aumentare la nostra ricchezza finanziaria.

Mi dispiace deludervi  ma prima dell’azione, ovvero investire il denaro sui mercati finanziari, dovete avere ben chiaro di quanti soldi stiamo parlando.

Mettere in campo sforzi informativi notevoli, interrogare vari consulenti, navigare su milioni di siti internet tra prospetti e factsheet, ha senso se è proporzionato ai volumi in gioco.

L’esercizio di fine estate che vi consiglio prima di mettervi al volante della vostra macchina finanziaria comprando a destra e a manca è questo: Continua a leggere

Mollare la Zavorra

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Proprio in questi giorni mi sono liberato (con un modestissimo utile) di uno di quei fondi acquistati nei momenti di “incoscienza finanziaria” del mio passato.

Si tratta di un fondo che investe in azioni aurifere e che, in un attimo di debolezza, il vostro autore acquistò diversi anni fa. Debolezza non tanto per il settore, il quale può risultare uno dei tanti strumenti di decorrelazione del portafoglio nei momenti di tensione finanziaria (le azioni aurifere sono praticamente un asset a leva sull’oro con una volatilità decisamente più spinta), quanto per i costi astronomici del prodotto che dal KIID risultano essere sotto forma di TER (spese correnti) del 3,08% all’anno!!!

Avete capito bene, ogni 100 Euro investiti più di 3 se li tiene il gestore e per fare cosa? Replicare un indice come può fare qualsiasi ETF, condendo il tutto con una gestione attiva. Continua a leggere

Selezionare è Molto Difficile

A volte ci sono persone capaci di esprimere in poche righe dei concetti complessi. Jason Zweig, uno dei celebri columnist del Wall Street Journal è uno di questi.

“Picking market-beating stocks is hard. Picking the people who can pick market-beating stocks is at least as hard. And picking funds that can pick people who can pick market-beating stocks may be the hardest of all.”

Questa è una delle sue frasi che più mi hanno colpito; traduco per chi non ha familiarità con l’inglese cercando di allargare il concetto. Continua a leggere

Che Mestiere Difficile quello di Gestore di Fondi

In diverse occasioni abbiamo citato come i costi rendono fin da subito penalizzata qualsiasi tipo di gestione finanziaria a gestione attiva. Se la finanza è un gioco a somma zero, la finanza attiva (intesa come fondi) è un gioco a somma peggiore di zero. Nei giorni scorsi sul sito Bloomberg  è però apparso uno studio (Heaton,Polson,Witte) in cui si affianca al concetto dei costi anche quello della gestione attiva la quale rende nella maggior parte dei casi perdenti i gestori.
Questa teoria è spiegata con un esempio molto semplice. Consideriamo di avere un paniere di 5 azioni. L’indice colleziona un +18%, con 4 azioni che fanno +10% ed una che fa +50%. Questa divaricazione si basa sul fatto che i migliori (o peggiori) componenti di un indice tendono ad ottenere risultati nettamente diversi rispetto alla media, in meglio o in peggio. Continua a leggere

Quanto del Vostro Rendimento si Perde in Costi

In diversi post abbiamo citato il controllo dei costi come un fattore determinante nel vostro risultato finale di investimento. Siccome penso che le immagini valgono più di mille parole voglio mostrarvi cosa succede al vostro investimento se, a fronte di un rendimento medio annuo del 5% su diverse scale temporali, applicate un costo medio del 1,5%. Continua a leggere

Di quanto devono Sovraperformare ogni anno i Fondi per essere più Convenienti degli ETF?

Ho ricevuto diversi commenti, in alcuni casi anche critici, relativamente all’articolo “Come farsi regalare un auto dal vostro Piano di Investimento”.
La critica principale che mi è stata mossa è quella di non aver considerato nei vari calcoli comparativi la capacità di un fondo a gestione attiva di sovraperformare in modo consistente il benchamrk.

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Non nego che esistono fior di gestori capaci di muoversi bene sul mercato, ma intanto dovrete avere la fortuna di selezionarli e di fare ciò nel periodo giusto. Le tante statistiche che ogni anno vengono pubblicate mostrano infatti non che i gestori sono incapaci, ma che fanno fatica a ripetere con continuità e nel lungo periodo performance sempre superiori al benchmark (senza considerare la possibilità che il gestore possa abbandonare quel fondo in cui voi investite).
Sono i costi la principale zavorra dei fondi nel lungo periodo e nel confronto con gli ETF. Essendo poi il mercato finanziario frequentato ogni giorno da soggetti che vincono a fronte dello stesso numero di soggetti che perdono, faccio fatica a pensare che l’investitore è capace di saltare ogni anno sul cavallo vincente.
Ma supponiamo che i critici hanno ragione e che i fondi siano in grado di creare valore all’investimento superando costantemente ogni anno il benchmark. Ma di quanto devono farlo per rendere accettabili i maggiori costi sostenuti nell’investimentonei fondi stessi?
Ho provato a fare diverse simulazioni ed ecco il risultato. Continua a leggere