Il Fascino Esotico della Scommessa Valutaria

Le valute rappresentano un mondo molto affascinante sia per chi investe che per chi è appassionato di viaggi e geografia come il sottoscritto. E’ sbagliato pensare all’acquisto di una singola valuta non domestica sempre come ad una scelta di allocazione rischiosa dei propri risparmi e ve l’ho dimostrato in questo post che spiegava la mia esperienza personale.

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La scelta di allocazione del denaro, anche su strumenti in valuta, dipende dagli obiettivi che ci siamo prefissati. Personalmente da anni utilizzo la tecnica del PAC per “finanziare” in anticipo i miei viaggi e questo atteggiamento è lo stesso anche su valute particolarmente rischiose ed esotiche come il Rand sudafricano o il Real brasiliano. Quello che conta per me è accantonare denaro per soddisfare il mio obiettivo di medio periodo, ovvero in questo caso visitare fisicamente quei luoghi; il mio obiettivo non è guadagnare con questi investimenti, ma risparmiare soldi per finanziare un progetto di vita. Ricordate la differenza tra risparmio e investimento?
Passando al lato investimento stanno arrivando parecchie mail di lettori che chiedono Continua a leggere

Tre Rischi di un Investimento

Personalmente tra i principali rischi presenti in un portafoglio di investimento, tre in particolare mi preoccupano:

1) Leva
2) Concentrazione dei rischi
3) Prodotti illiquidi

Il caos scatenato dalla decisione della Banca Centrale Svizzera di lasciar fluttuare il Franco ha messo in evidenza quanto pericoloso possa risultare un investimento che, sul forex ma anche sulle commodities, diversi investitori hanno ultimamente abbracciato in modo massiccio grazie all’emissione di strumenti ETC/ETN.

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Leva 2, 3 5 o 10, tutto comunque prevede un investimento più basso rispetto al nozionale sul quale viene calcolato il rendimento dell’investimento.
In mercati come il Forex la leva si spinge anche più in là grazie alle offerte di broker online sempre più aggressivi, ma a questo punto si diventa scommettitori non più investitori.
Quando alla leva si unisce l’illiquidità (vedi esperienza svizzera) il danno diventa ancora più alto poiché, pur essendo un bravo trader o investitore e annusando cali in arrivo, non rieusciamo a vendere se non a condizioni molto penalizzanti per assenza di compratori.
Se per finire il vostro capitale è molto concentrato su questi strumenti, la frittata è fatta o tanto bene o tanto male, o rosso o nero, pari o dispari.

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Prima di aggiungere questi strumenti al vostro portafoglio è sempre meglio capire come funzione la leva, capire le conseguenza di movimenti a voi contrari e soprattutto capire se nel vostro piano di investimento servono prodotti di questo tipo. Warren Buffett dice di non investire in ciò che non capisce e questa regola deve valere anche per voi. Non vi preoccupate di avere investimenti semplici e poco esotici, alla fine è il vostro risparmio e dovete trattarlo bene se volete che lui ritorni indietro con tante soddisfazioni.

Per la maggior parte di chi mi legge investire è un modo ottimale di allocare il risparmio della vita quotidiana. Il messaggio di “battere il mercato” o “diventare ricchi in fretta” non vi deve ammaliare perché maggiore rendimento è uguale a maggiore rischio. Accontentiamo di vederci ritornare ciò che offre il mercato e nel dubbio evitiamo le leve.

Leggi anche: La Lezione Svizzera

                       Semplicità e buon senso, i segreti del buon investitore stanno tutti qui

EurUsd 15 anni dopo siamo al punto di partenza

Il primo gennaio 1999 l’Euro avviò le prime contrattazioni contro il Dollaro americano ad un concambio di 1.18. Da quella data EurUsd è sceso fino a 0,8230 nel 2000 per poi salire ad un massimo di 1,6038 nel 2008. Tra massimo e minimo abbiamo quindi avuto un’oscillazione di quasi il 100% ma, ironia della sorte, le chiusure di queste giornate si posizionano proprio a 1.18.

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Sono passati 15 anni ed il cambio è sempre allo stesso livello. Pane per speculatori e trader, ma scarse soddisfazioni per gli investitori di lungo periodo.
Ipotizziamo un investitore scettico di nome Luca che il primo giorno di contrattazione dell’Euro non fidandosi della moneta unica va in banca e apre un conto valutario in valuta americana oppure in alternativa acquista (e rinnova continuamente) un Bot americano a 3 mesi (T-Bill) per stare tranquillo e non rischiare nulla.
Il fratello Marco invece, europeista convinto, decide di mantenere i suoi soldi investiti in Euro in un classico deposito bancario indicizzato all’Euribor. Dopo 15 anni Continua a leggere

Travel Plan, il lato piacevole del risparmio

Il risparmio negli ultimi anni è stato penalizzato da minor disponibilità finanziarie delle famiglie, da una tassazione spesso iniqua vista la mancanza di progressività, ma anche da una volontà politica di convogliare il denaro delle famiglie verso i consumi. In realtà senza il risparmio le famiglie mancano di serenità; la sua accumulazione nel tempo offre sicurezza psicologica pensando al periodo della vita in cui non si sarà più attivi lavorativamente parlando, ma permette anche di garantire un futuro educativo migliore ai propri figli e di sopportare economicamente imprevisti che nell’arco di ogni esistenza possono capitare a tutti. Il risparmio è anche propedeutico ai consumi e permette ad ognuno di noi di costruire giorno per giorno dei piccoli mosaici di sogno che possono sfociare in una bella casa, in un automobile o perché no in uno splendido viaggio.

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Quando anni fa svolgevo l’attività di trader ho imparato ad apprezzare il mondo delle valute e la sua volatilità pazzesca; proprio grazie a queste oscillazioni ho cominciato a crearmi dei veri e propri Piani di Accumulo dedicati a viaggi futuri nei paesi che ho sempre desiderato visitare (o che spero un giorno visiterò). Piccole somme che anno dopo anno venivano spalmate su investimenti in divise diverse dall’Euro e che avevano il solo scopo di accantonare il necessario per effettuare il viaggio e coprire il rischio di cambio futuro.
Vi ricordate il dollaro sopra a 1.50 di qualche anno fa? Se il vostro sogno era quello prima o poi di andare negli States perché non fare due conti sul costo del viaggio e cominciare ad acquistare Etf o bond in Dollari Usa a livelli di cambio estremamente convenienti come quelli di allora? Io l’ho chiamato “Travel Plan” e vi garantisco che accantonare denaro Continua a leggere

La teoria della parità dei poteri d’acquisto

La teoria della Parità dei Poteri d’acquisto (Purchasing Power Parity o PPP  è basata sulla legge del prezzo unico.
Il pilastro fondamentale della teoria è rappresentato dal fatto che, in un mercato efficiente, il valore di una paniere di beni e servizi oggetti di libero scambio all’interno del paese X, aggiustato per il cambio vigente, dovrebbe essere venduto allo stesso prezzo applicato ll’interno del paese Y.

Il valore di cambio tra le valute dei paesi X e Y dovrebbe in teoria essere determinato dal rapporto tra il prezzo globale del paniere di beni e servizi del paese X e quello del paese Y. Qualora, ai cambi attuali, il paniere di beni e servizi del paese X risultasse essere più a buon mercato di quello del paese Y allora, seconda la teoria, la maggiore domanda estera riporterebbe i prezzi di X sul valore di equilibrio.

La dinamica inflazionistica delle due aree di riferimento assume certamente una rilevanza fondamentale nella formazione del cambio e, ad un aumento dell’inflazione, dovrebbe corrispondere una svalutazione della valuta per mantenere invariato il PPP.
Un esempio concreto può aiutarci a capire il meccanismo della teoria. Continua a leggere

Se il petrolio crolla cosa succederà al Dollaro nel 2015?

Questo fine anno si caratterizza per la violenta caduta del petrolio che dal 1-1 e nella versione WTI, è ormai sotto del 38%. Tutto questo a fronte di un Dollar Index che sale in doppia cifra del 11%.

Quali le conseguenze nel 2015 di questo comportamento delle due variabili finanziarie?
Abbiamo isolato i casi di discesa annua del prezzo del petrolio superiori al 10% degli ultimi 30 anni. I casi sono stati 8 con il 1997-1998 caratterizzato da una doppia caduta del 31%. L’anno successivo a questa fase di sell off sul WTI, il Dollaro è risultato mediamente in ribasso del 6% in sei casi su otto.

oil-dollar1fonte dati: http://research.stlouisfed.org/fred2/

Andiamo oltre ed isoliamo i casi in cui il petrolio è sceso su base annua di più del 10% con Dollar Index in rialzo di almeno il 5% nello stesso anno della caduta del WTI. Continua a leggere

Coprire il Cambio sugli Investimenti Azionari crea Valore?

Molto spesso la valuta rappresenta una variabile che può “disturbare” l’investimento azionario. Il caso recente del Giappone spiega molto. La performance positiva delle azioni nipponiche viene falcidiata dalla debolezza dello Yen rendendo l’investimento meno profittevole di quello che si sarebbe potuto ottenere coprendo il rischio di cambio.

Fortunatamente negli ultimi anni ETF e fondi di investimento a gestione attiva hanno creato prodotti coperti dal rischio di cambio, ma la domanda che sorge spontanea è se questa opzione di copertura è storicamente e finanziariamente sensata oppure no. Continua a leggere

Metodi di copertura del rischio di cambio: il contratto a termine

Con la caduta del sistema di Bretton Woods nel 1973 ed il conseguente passaggio ad un sistema di cambi variabili, tra gli operatori sono cresciute in maniera esponenziale le possibilità per gli operatori di speculare sull’andamento delle valute o di coprire il rischio di cambio insito nella propria attività d’impresa o negli investimenti finanziari.
Tra le operazioni più classiche di copertura del rischio di cambio troviamo i cosiddetti contratti a termine (o forward).

Il mercato a termine comprende tutte le operazioni di negoziazione di divisa (acquisto/vendite) la cui effettiva esecuzione dovrà avvenire in un momento successivo, rispettando scadenze stabilite e ad un cambio prefissato.
In una situazione di equilibrio il mercato il cambio forward è determinato da tre variabili indipendenti:
– Cambio a pronti o spot
– Tassi di’interesse delle valute oggetto di transazione
– Tempo Continua a leggere