Bull o Bear market, per i fondi è sempre la stessa storia

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Tempo di bilanci per il mondo dei fondi a gestione attiva e per il nono anno consecutivo i fondi americani che investono in azioni a larga capitalizzazione hanno sottoperformato l’indice S&P500. La fonte è sempre il solito report SPIVA di S&P Index ed i numeri sono, tanto per cambiare, impietosi.

Confermata quindi la regola che vede la maggior parte dei fondi incapaci di produrre un valore aggiuntivo rispetto al benchmark nel lungo periodo.

Di fatto sfatato, in un’annata nera per le borse, anche il mito che vede i fondi a gestione attiva fare meglio del mercato. Mito solo per chi cerca di vendere strumenti e strategie finanziarie che anni studi e statistiche hanno di fatto smentito in modo netto.

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I gestori di fondi attivi sanno proteggerci dai ribassi dei mercati? Insomma…

Sulle difficoltà che hanno i fondi nel battere gli indici nel lungo periodo se ne parla ormai da anni, ma è un luogo comune, anche tra la clientela privata, quello di accreditare ai gestori una maggior capacità di protezione del capitale dai ribassi dei mercati. Se alla credenza popolare tipo “il gestore conosce il mercato” oppure “il gestore ha informazioni rilevanti prima degli altri”, non si oppongono dei numeri, diventa difficile smontare questa convinzione che pervade la mente degli investitori medi.
Se però i fondi a gestione attiva sottoperformano nel lungo periodo gli indici benchmark è assai probabile che questo accada sia nelle fasi di rialzo che di ribasso.
Ovviamente esistono le eccezioni (ed è giusto evidenziarlo), ma la tabella che riportiamo qui sotto è impietosa. L’articolo apparso su Etfguide.com prende a riferimento i due recenti bear market azionari, quello del 2000-2002 e quello del 2008. Continua a leggere