Mollare la Zavorra

zavor

Proprio in questi giorni mi sono liberato (con un modestissimo utile) di uno di quei fondi acquistati nei momenti di “incoscienza finanziaria” del mio passato.

Si tratta di un fondo che investe in azioni aurifere e che, in un attimo di debolezza, il vostro autore acquistò diversi anni fa. Debolezza non tanto per il settore, il quale può risultare uno dei tanti strumenti di decorrelazione del portafoglio nei momenti di tensione finanziaria (le azioni aurifere sono praticamente un asset a leva sull’oro con una volatilità decisamente più spinta), quanto per i costi astronomici del prodotto che dal KIID risultano essere sotto forma di TER (spese correnti) del 3,08% all’anno!!!

Avete capito bene, ogni 100 Euro investiti più di 3 se li tiene il gestore e per fare cosa? Replicare un indice come può fare qualsiasi ETF, condendo il tutto con una gestione attiva. Continua a leggere

Lepre e Tartaruga

indexInteressante studio  che ancora una volta conferma come acquistare i fondi a gestione attiva con il miglior rendimento passato è una scelta sbagliata oltre che miope da parte degli investitori. Ne abbiamo a tal proposito già parlato qui.
Gli stessi ricercatori ammettono che i flussi dei fondi sono correlati positivamente alle performance passate, segno che anche gli investitori istituzionali preferiscono rivolgersi verso prodotti dal glorioso andamento storico sentendosi più confortati anche nella difesa delle loro scelte di fronte agli investitori.
Tornando allo studio i tre ricercatori Cornell, Hsu e Nanigian hanno sostanzialmente cercato di capire se una selezione basata sulle performance del passato di fondi americani ha poi generato effettivamente una overperformance negli anni successivi utilizzando i 3 anni come orizzonte temporale di riferimento. Vi dico subito che finirà come nel racconto della lepre e la tartaruga. Continua a leggere

The Survivors

suvivo

Non stiamo parlando del film comico del 1983 con protagonisti Walter Matthau e Robin Williams ma di una parte dell’interessante intervista a Craig Lazzara, capo dello società di indici S&P Dow Jones di cui citiamo spesso il report SPIVA su queste blog come base di ragionamento per valutare i risultati dei fondi.

Il report SPIVA altro non è che un’analisi cominciata nel 2002 dalla società S&P Dow Jones con la finalità di comparare l’andamento di indici di mercato con quelli dei fondi a gestione attiva. Il report prende in esame un data base molto ampio di prodotti del risparmio gestito suddivisi per benchmark di riferimento.
Il risultato finale di questa analisi è capire se i fondi riescono a battere gli indici su diverse scansioni temporali , dal breve al lungo periodo. Continua a leggere

Non lo So e quindi Non mi Preoccupo

La differenza tra una gestione attiva ed una gestione passiva degli investimenti è la stessa che intercorre tra il bianco e il nero. Non ci possono essere infatti dubbi sulla natura (e le conseguenze) delle due attività di gestione del risparmio. In una gestione passiva semplicemente si segue l’andamento di un indice di riferimento (per l’azionario ad esempio il classico Msci World) mentre in una gestione attiva si cerca di battere questo parametro di riferimento facendo scelte più soggettive pescando all’interno dello stesso recinto. Comprare Eni a discapito di Unicredit è una scelta di gestione attiva che diverge chiaramente dall’indice FtseMib italiano dove entrambe sono presenti con un peso predefinito.
I commenti pro e contro le due strategie si sprecano e sinceramente non demonizzo né l’una né l’altra. Se un investitore si sente “forte” e “confidente” su certi tipi di investimenti non vedo per quale motivo non possa tentare di aumentare la redditività del portafoglio con scelte attive. Il punto è che ad ogni vincente corrisponde un perdente e quindi la media dei risultati della gestione attiva altro non sono…che i risultati della gestione passiva.

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High Yield Sì, High Yield No

Morningstar di recente ha dedicato due articoli aventi ad oggetto gli investimenti in obbligazioni high yield, uno degli strumenti più gettonati dalla clientela privata (ma anche dai gestori che ricercano il rendimento assoluto) vista la penuria di rendimento offerta dall’intero mondo del reddito fisso. Per quello che riguarda la valenza dell’investimento nel lungo periodo ce ne siamo già occupati qui.

hyQuello che mi ha colpito di questi due articoli è la contraddizione del messaggio. In quello avente come autore il validissimo Samuel Lee  gli investitori che vogliono canalizzare i loro denari verso questo tipo di asset vengono invitati ad utilizzare strumenti a gestione attiva. Il motivo condivisibile è legato al fatto che la liquidità è un fattore critico per questi strumenti e il cosiddetto excess return può essere generato da gestori capaci di catturare occasioni anche molto illiquide sul mercato. Secondo Lee è un grosso errore utilizzare fondi passivi che replicano indici di un mercato con problemi di liquidità strutturali come quello degli high yield e del private equity.
La stessa Morningstar ha poi pubblicato un articolo in cui viene in realtà smentita la presunta superiorità della gestione attiva.
La tabella che riportiamo sotto ci fa vedere come nel 2014 il ritorno annuo dei fondi Continua a leggere

L’investimento Attivo è un Gioco a Somma Zero? No Peggio…

Quando ogni giorno aprono le contrattazioni sui mercati mondiali ci sono operatori che acquistano ed altri che vendono, una vorticosa giostra di scambi che ovviamente si chiude con vincitori e vinti. Il risultato finale (prendiamo ad esempio la variazione percentuale di un indice azionario) è sintetizzato in una variazione positiva o negativa per coloro che hanno scelto di investire sull’indice stesso.

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Chi avrà scelto semplicemente di replicare quell’indice non si troverà nient’altro che un risultato analogo (depurato da commissioni di trading e di gestione se è stato utilizzato un ETF). Chi invece ha deciso di gestire attivamente quella giornata tramite attività di compravendita potrà ottenere un risultato migliore o peggiore dell’indice.
Se alla sera c’è un vincente inevitabilmente ci sarà anche un perdente. In parole molto semplici, la gestione attiva è un gioco a somma zero, anzi peggio di zero ma di questo parleremo dopo.

Un risparmiatore quando ha del denaro da investire ha tre scelte. Continua a leggere