L’ottimo consiglio di Mr Micawber

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Il personaggio di Mr Micawber  nel libro di Charles Dickens David Copperfield
affermava:

“Entrate annue 20 Sterline, uscite annue 19 Sterline, 19 scellini e 6 pence, uguale felicità! Entrate annue 20 Sterline, uscite annue 20 Sterline,  scellini e 6 pence, uguale miseria!”.

Mr Micawber predicava bene ma razzolava male visto che era in eterna bancarotta. La massima che si può ricavare è talmente banale che spesso la dimentichiamo. Se spendi più di quello che guadagni devi indebitarti per vivere e prima o poi questi debiti diventano insostenibili fino a provocare il fallimento di ogni attività e della vita stessa.

In tante occasioni abbiamo parlato su questo blog dell’importanza di controllare le spese. Demotivare per risparmiare era un titolo di un vecchio post, ma anche Un ottimo metodo per imporre il risparmio in famiglia andava in quella direzione.

Personalmente credo che nella nostra attività quotidiana di consumatori-risparmiatori abbiamo bisogno di strumenti tecnologici in grado di annotare quotidianamente le uscite. Ho detto tecnologici perchè, se l’agendina su cui annotare le spese non sempre l’abbiamo a portata di mano, per quello che riguarda lo smartphone non ci sono dubbi che è sempre con noi. Ecco allora che la mia scelta è ricaduta nei mesi scorsi su una App (MonefyPro).

Dopo averne visionate diverse (e purtroppo constatato che App super come Mint non sono sottoscrivibili in Italia) la mia scelta è caduta su MonefyPro.

Dopo qualche settimana passata con la versione gratuita ho deciso di acquistare la versione Pro. Pochi Euro che potete tranquillamente farvi pagare da Google tramite il suo servizio di sondaggi Opinion Rewards . Basta installare la App, rispondere a qualche sondaggio che Google vi invia e la vostra App di bilancio familiare è ripagata. Continua a leggere

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Non lo So e quindi Non mi Preoccupo

La differenza tra una gestione attiva ed una gestione passiva degli investimenti è la stessa che intercorre tra il bianco e il nero. Non ci possono essere infatti dubbi sulla natura (e le conseguenze) delle due attività di gestione del risparmio. In una gestione passiva semplicemente si segue l’andamento di un indice di riferimento (per l’azionario ad esempio il classico Msci World) mentre in una gestione attiva si cerca di battere questo parametro di riferimento facendo scelte più soggettive pescando all’interno dello stesso recinto. Comprare Eni a discapito di Unicredit è una scelta di gestione attiva che diverge chiaramente dall’indice FtseMib italiano dove entrambe sono presenti con un peso predefinito.
I commenti pro e contro le due strategie si sprecano e sinceramente non demonizzo né l’una né l’altra. Se un investitore si sente “forte” e “confidente” su certi tipi di investimenti non vedo per quale motivo non possa tentare di aumentare la redditività del portafoglio con scelte attive. Il punto è che ad ogni vincente corrisponde un perdente e quindi la media dei risultati della gestione attiva altro non sono…che i risultati della gestione passiva.

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